Inizieremo in modo non usale a parlarvi di Last Night in Soho, film presentato fuori concorso a questa anomala 78a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. In primis, non negando l’ansia con cui chi scrive si é apprestata, a 72 ore dalla visione, a collegarsi al proprio profilo Boxol (la piattaforma di prenotazione a cui la Mostra si è affidata anche quest’anno per gestire il flusso di prenotazioni per gli accreditati e il pubblico e che non pochi problemi sta creando a chi vorrebbe riuscire a vedere una delle proiezioni in programma. Restando spesso a mani vuote e constatando amaramente che dopo pochissimi minuti le sale risultino già in sold out).

L’attesa per il nuovo film di Edgar Wright, già pronto da diversi mesi e che é stato uno dei tanti titoli a vedere ritardata la propria uscita a causa della pandemia, era molta. Arriva a Venezia in anteprima mondiale, mentre sarà in sala dal 29 ottobre. Una volta ottenuta e confermata (cosa non sempre così scontata) la prenotazione, l’ansia é iniziata a salire. Conosciuto per alcune sue parodie di film cult di genere (si pensi a L’alba dei morti dementi, del 2004) e reso noto al grande pubblico grazie all’irriverente Baby driver – Il genio della fuga, il regista inglese sbarca al Lido con un film che non esitiamo a definire al limite della perfezione.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. O meglio, un’importante premessa, che ci sentiamo in obbligo di segnalare e che arriva proprio dal regista sottoforma di nota indirizzata dal regista in persona al pubblico che sta assistendo, primi al mondo, al suo Last Night In Soho. E che vi riportiamo.

In Last Night in Soho Eloise, la nostra eroina, fa un viaggio. Prima, dalla campagna alla città, poi in un altro tempo… Mi piacerebbe che il pubblico partisse con lei durante questo viaggio quando il film arriverà in sala il 29 ottobre. Abbiamo deciso di spostare l’uscita in questa data autunnale non solo perché speravamo potesse avere lo schermo più grande possibile, ma anche perché quelle sere londinesi sono piú lunghe e il pubblico avrebbe potuto stare, letteralmente, più fresco. Io e tutto il cast e la crew di Lat Night in Soho siamo davvero emozionati per questa anteprima a Venezia e chiediamo a voi, nostri primi spettatori, di non svelare tutti i segreti a coloro che dovranno scoprirli dopo di voi. Quando parlerete del film non raccontate troppo sulla seconda parte. Vorremo che tutti potessero scoprire la storia insieme a Eloise. Quindi, se potete, lasciate l’esperienza intatta per i prossimi spettatori e che tutto quello che succede in Last Night in Soho resti… a Soho

Quindi, volendo rispettare il desiderio di Edgar Wright e ammirandolo per l’amore che con queste sue parole dimostra non solo nei confronti del film, ma anche del proprio pubblico, letteralmente, presente e futuro, qui non troverete i segreti di Last Night in Soho. Lasceremo che siate voi a scoprirli man mano che vi verranno svelati prevalentemente nella seconda parte del film accompagnando Eloise nel suo incredibile viaggio nel tempo. In quel passato che si intreccia (magistralmente) con il suo presente.

4139_D056_00238_R Matt Smith stars as Jack and Anya Taylor-Joy as Sandie in Edgar Wright’s LAST NIGHT IN SOHO, a Focus Features release. Credit: Parisa Taghizadeh / Focus Features

Ma ci teniamo a raccontarvi, anche per conoscerla meglio prima di partire con lei, chi sia Eloise. O Ellie, come preferisce farsi chiamare. Una giovane aspirante stilista, che viene accettata alla scuola di fashion design di Londra e che lí si trasferisce dal piccolo paesino della Cornovaglia, in cui vive sola con la nonna materna dopo il tragico suicidio della madre. Ellie da sempre coltiva il suo sogno, ereditato dalla nonna sarta e che insegue per riuscire, insieme al suo, a realizzare anche quello della madre di entrare nel mondo della moda. Rendendola così orgogliosa di lei. La ragazza ripone incredibili speranze per questo suo viaggio. In modo anche goffo e ingenuo, la vediamo arrivare nello studentato ed essere subito presa di mira dalla decisamente più scafata compagna di camera allo studentato. Quel mondo di feste, alcol e denigrazione, però, non fa per lei e Ellie trova un monolocale nel quartiere di Soho, presso la casa di una severa, ma simpatica vecchietta, la Signora Collins.

L’incapacità di Ellie di riuscire ad integrarsi con i compagni e nella nuova dimensione cittadina la portano a trovare rifugio in un mondo passato, che lei immagina come perfetto. É così che nelle sue cuffie notte e giorno passano hits degli anni ’60 e che il suo abbigliamento e modo di comportarsi risultano sciatti e datati. La sua camera all’ultimo piano di casa Collins diventa un altro rifugio. Un luogo in cui poter essere ancora se stessa, senza essere giudicata. Ma, proprio in e da quella camera, Ellie inizierà un altro viaggio. Non solo, come ci dice Wright, in un altro tempo, proprio quegli anni ’60 a cui lei é già così fortemente legata. Ma anche in un altro corpo. Ellie inizia a vivere momenti salienti della vita di Sandie/Alexandra, una sua coetanea che proprio in quegli anni ambiva a diventare una star dei più importanti locali di Londra. Ma va oltre: Ellie diventa Sandie. Nei suoi sogni, così reali, in cui diviene il riflesso della ragazza che incontra la notte nella sua camera. Ma anche agli occhi degli altri, attuando una trasformazione fisica e caratteriale che la porteranno anche nel mondo reale ad assomigliare in modo quasi simbiotico alla ragazza che incontra nei suoi sogni sempre più reali.

É così che Ellie avrà modo di scoprire come e quanto il sogno di Sandie sia sfumato di fronte alla crudeltà di un amore sbagliato e malato e alla bramosia di uomini che l’hanno umiliata e fatta soffrire. Questa intensa immedesimazione Ellie/Sandie porterà la prima ad essere sempre più in difficoltà nel discernere tra ciò che é realtà e ciò che finzione, come la veglia dal sogno. Scoprire, quasi vivere nel suo corpo, la triste fine di Sandie la porterà quasi alla follia, vivendo il desiderio di trovare giustizia per quella che considera una parte di se stessa.

4139_D016_00285_RC Anya Taylor-Joy stars as Sandy and Matt Smith as Jack in Edgar Wright’s LAST NIGHT IN SOHO, a Focus Features release. Credit: Parisa Taghizadeh / Focus Features

Wright ci accompagna in questo viaggio. Ma lascia che sia il pubblico ad accompagnare Ellie nel suo viaggio. Un viaggio strano, spesso delirante, a volte doloroso, sicuramente pauroso. Un viaggio che porterà la nostra eroina a dover scegliere se continuare a vivere il suo presente come se fosse passato o ad accettare di vivere pienamente il suo futuro.

Last Night in Soho è esso stesso un viaggio. Attraverso i generi. Lo spettatore faticherà a non tenere il tempo ascoltando l’accurata colonna sonora scelta dal regista inglese per il suo film, che a tratti si presenta con le caratteristiche di un musical appassionato. Ma starà assistendo anche ad uno splendido romanzo di formazione, in cui conosciamo una Ellie poco più che bambina e la lasciamo all’arrivo ormai quasi donna. Al tempo stesso, si farà coinvolgere nelle ricerche e indagini che la protagonista seguirà per svelare i profondi e tanti segreti dell’enigmatico giallo che é la vita di Sandie. Non potrà, però, non notare una ironica critica alla vita londinese in generale e alla città in particolare. Descritta come frivola, campanilistica e, nonostante le smanie metropolitane, profondamente provinciale. Ma quello che aspetta Sandie nella seconda parte del suo viaggio é un vero e proprio incubo (a voi scoprire se letteralmente o meno), tinteggiato da sconcertanti momenti horror.

Tutto questo (lasciamo a voi, come promesso, scoprire il molto altro dietro la seconda parte del viaggio di Ellie, dal 29 ottobre) é Last Night in Soho. Un film in cui, a proposito della crescita di Ellie, vediamo sbocciare Thomasin McKenzie, la piccola Elsa di Jojo Rabbit, che quest’anno avevamo già visto tra gli attori principali di Old. La sua freschezza, la delicatezza della sua voce e della sua espressività, sono capaci di conquistare il pubblico. Alla Regina degli scacchi Anya Taylor-Joy spetta il difficile compito di vestire i panni (talmente belli da essere poi ricreati da Ellie durante le sue lezioni alla scuola di moda) della complicata e travagliata Sandie, a cui riesce a donare sfrontatezza e dolcezza allo stesso tempo e modo. Ad arricchire il cast troviamo anche il Dottor Who Matt Smith (il donnaiolo Jack, a cui Sandy non riuscirà a dire di no) e Terence Stamp, nel ruolo di un misterioso uomo che si mostra particolarmente interessato a Ellie.

di Joana Fresu de Azevedo