La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è ai nastri di partenza: si svolgerà al Lido di Venezia dall’ 1 all’11 settembre. Dopo l’anteprima di martedì 31 agosto con il documentario La Biennale di Venezia: il cinema al tempo del Covid. Un diario filmato di Daniele Segrev (ore 18.30, Sala Darsena) e la proiezione, sempre in Sala Darsena, alle ore 21 del film Per grazia ricevuta che come omaggio a Nino Manfredi viene programmato nella Sezione Venezia classici, la Mostra verrà inaugurata ufficialmente, mercoledì 1 settembre, con Madres paralelas di Pedro Almodovar che viene presentato come una parabola di maternità e femminilità di cui è interprete Penelope Cruz.

Ma prima ci sarà la Cerimonia d’apertura in cui sarò consegnato a Roberto Benigni il Leone d’Oro alla carriera. (E nel corso della Mostra un altro Leone d’Oro sarà attribuito all’attrice James Lee Curtis che ricordiamo in film come Un pesce di nome Wanda e Una poltrona per due). Conoscendo il carattere dell’attore toscano e le sue esibizioni in cerimonie che lo premiano c’è tanta attesa per capire cosa s’inventerà il genio del cinema italiano.

Tantissimi film italiani. Cinque sono in Concorso a Venezia 78 non per scelta campanilistica ma per testimoniare uno stato di grazia, ha dichiarato il Direttore della Mostra Alberto Barbera, precisando anche che le opere in competizione  sono tutti film di rilevanza internazionale, generazioni e storie diverse, diari intimi o racconti di grande respiro produttivo, thriller e ritratti di figure chiave della nostra cultura. Cinema italiano in stato di grazia, come diremo più avanti, come è testimoniato anche dal fatto che i film italiani presenti in tutte le sezioni della manifestazione veneziana, comprese SIC e Giornate degli Autori ammontano al numero di una quarantina di lungometraggi e una quindicina di cortometraggi.

Ma ci sarà anche in grande forza Hollywood, a partire dal kolossal Dune di Denis Villeneuve, nuova versione per lo schermo dell’omonimo romanzo di Frank Herbert firmato nel 1984 da David Lynch con gli straordinari effetti speciali di Carlo Rambaldi: un confronto molto atteso. Questo del regista canadese è un film fantascientifico di due ore e 35 minuti imperniato su molte storie. Il regista lo considera il miglior film che io abbia fatto. Una storia epica nel cui cast troviamo Timothèe Chalamet che interpreta il figlio di una nobile famiglia che cerca di vendicare la morte del padre mentre è alle prese con l’incarico di proteggere e salvare il pianeta Arrakis, popolato da mastodontici vermi della sabbia. Per proseguire, tanto per citarne qualcuno, con The Power of the Dog della regista neozelandese Jane Campion, tratto dal suo romanzo omonimo, come tratto da un romanzo (La figlia oscura di Elena  Ferrante) è The lost daughter, lungometraggio d’esordio di Maggie Gyllenhaal.

Ma veniamo alla pattuglia italiana in Concorso per il “Leone d’Oro”. Paolo Sorrentino presenta il film autobiografico E’ stata la mano di Dio con Toni Servillo che si ispira alla sua storia personale  cambiata da quando , da ragazzo, andò allo stadio a vedere Maradona. Mario Martone concorre con Qui rido io sul grande attore e autore napoletano Eduardo Scarpetta, vissuto tra Ottocento e Novecento, padre naturale dei fratelli De Filippo. Poi, Freaks Out di Gabriele Mainetti in cui ci sono rimandi  al cinema di Federico Fellini e Sergio Leone poiché racconta la storia di un gruppo di fenomeni  da baraccone di uno scalcinato circo nella Roma del 1943: ne sono interpreti  Claudio Santamaria, Pietro Castellitto e Giorgio Tirabassi. In competizione anche  Il buco di Michelangelo Frammartino che per Alberto Barbera ha la bellezza  assoluta del diamante puro. Il titolo si riferisce all’Abisso del Bifurto, altopiano del Pollino, che sono  le grotte più profonde al mondo scoperte da speleologi piemontesi nel 1961. Un mondo sotterraneo nel meraviglioso paesaggio calabro. Ed infine, America latina dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, con Elio Germano che la fa da mattatore.

Interessanti anche i film “fuori concorso”. L’ultimo, finora annunciato, è Ennio di Giuseppe Tornatore, un ritratto a tutto tondo di Ennio Morricone, due volte Premio Oscar, raccontato attraverso una lunga intervista al Maestro del regista siciliano e testimonianze di Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Dario Argento, Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Verdone, Nicola Piovani. Ma anche  registi stranieri come Quentin Tarantino, Oliver Stone, Barry Levinson , Roland Joffè e una star della musica come Bruce Springsteen. E poi tante musiche ed immagini d’archivi. E “fuori concorso” è anche il film di chiusura della Mostra: Il bambino nascosto di Roberto Andò, interpretato da Silvio Orlando, che è incentrato sul  tema della mafia.

Madrina delle serate d’apertura e chiusura, l’attrice e soubrette napoletana Serena Rossi, uno dei volti femminile del momento del cinema italiano, che sicuramente darà una bella prestazione.

Bene, che si dia , dunque, inizio alle danze, anzi alle danze del cinema.

di Paolo Micalizzi