Buone notizie, speriamo buonissime se quanto annunciato avrà buon esito, per il Museo Antonioni, anzi per l’ex Museo Antonioni. Perché quando sarà riaperto esso si chiamerà Spazio Antonioni, cosi come è stato annunciato sabato 1 maggio in occasione della riapertura del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dove è stata espressa da parte del Presidente Michele Placido la volontà di dargli una Sede definitiva, avendo considerato lo Spazio Antonioni come una Missione da portare a termine nei tempi del suo mandato al vertice del Comunale. Che ha anche aggiunto:

Nei prossimi mesi , forse già il 29 settembre in concomitanza  dell’anniversario della sua nascita, organizzeremo i primi eventi”. Annunciando poi che sarà lanciato un Bando internazionale per  chi , ispirandosi ad Antonioni, vuole dedicare il proprio talento al cinema. Inoltre, ha dichiarato , lo Spazio Antonioni non sarà confinato solo al PAC, ma deve diventare  capillare sulla città ed avere un respiro europeo. – Ed in tal senso ha precisato – Tutta Ferrara è lo Spazio Antonioni. Proietteremo film in tutta la città.

Gli ha fatto eco il direttore del Teatro Moni Ovadia che ha dichiarato:

I grandi Maestri, come è stato certamente Antonioni, non muoiono mai, la loro immortalità sta nel riuscire a parlarci ancora, a comunicare, a insegnarci. Michelangelo Antonioni, tornando nella sua Ferrara, attraverso  questa ‘Casa’ rende tutti i luoghi immortali. Riporta uno sguardo e dà una nuova visuale, nutrirà il tessuto sociale e la sua presenza potrà far diventare la città patrimonio dell’Unesco un luogo del mondo.

L’assessore alla cultura Marco Gulinelli si è soffermato sui tempi di realizzazione dello Spazio Antonioni. Dopo la Mostra dello scultore ferrarese Sergio Zanni, già annunciata, opereremo alla trasformazione del PAC, che non richiederà comunque lavori troppo consistenti.  Lo Spazio  Antonioni ha avuto il plauso della moglie del Maestro Enrica Fico che in fondo è l’artefice di questa operazione che rende omaggio al regista ferrarese dandogli il posto che merita.  E circa questa nuova sede ha dichiarato che Michelangelo amava i posti ampi e luminosi, e qui la luce cambia continuamente. Starà a noi, ha aggiunto, valorizzarla. Il giardino  attorno al PAC potrà inoltre diventare un cinema all’aperto.

L’appuntamento dedicato ad Antonioni nella riapertura del Teatro Comunale è stato  un momento di riflessione  sul rapporto tra Michelangelo Antonioni e Ferrara. E si è concluso con la proiezione del documentario – backstage Fare un film per me è vivere di Enrica Fico, realizzato durante le riprese del film Al di là delle nuvole (1995) diretto da Michelangelo Antonioni con la collaborazione di Wim Wenders. Un lavoro  con cui, mi aveva dichiarato la moglie di Antonioni qualche giorno prima della proiezione, volevo far sentire il respiro del grande Maestro del Cinema. E lo ha fatto, aggiungeva, mettendo la macchina da presa al mio posto, nella mia posizione che era la più vicina a Michelangelo per poter sentire il suo respiro.  E circa i motivi che l’avevano spinta a realizzarlo mi aveva detto che l’intento era quello di far vedere come Michelangelo lavorava in quel momento in cui aveva tante difficoltà di linguaggio e di parole, eppure riusciva a fare il suo film.

Il backstage inizia dalle riprese del film Al di là delle nuvole a Ferrara e Comacchio, per proseguire poi nei set degli altri episodi del film, cioè a Portofino, Aix en Provence, Parigi. La macchina da presa si introduce sui set  cogliendo momenti significativi ed intervistando i protagonisti. Ma anche lo sceneggiatore Tonino Guerra che esprime alcune sue riflessioni sul lavoro creativo di Antonioni. Ne scaturisce un documentario che ogni volta che lo vedi continua a suscitarti tante emozioni e riportarti nell’Universo poetico di Antonioni.   

Tutto il materiale di Michelangelo Antonioni sarà quindi sistemato nel nuovo Spazio che, secondo il Progetto di Enrica Fico, che ne avrà la Direzione Artistica, dovrà avere anche una Sala di proiezione. E un materiale preziosissimo per conoscere la creatività di Michelangelo Antonioni che era stato inserito nel Museo Antonioni per la sua inaugurazione avvenuta nel 1995 alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro subito dopo l’Oscar alla carriera che gli era stato attribuito a Los Angeles. Personalmente lo ricordo con tanta emozione e gratitudine ad Enrica Fico Antonioni grazie alla quale a fine aprile di quell’anno ebbi l’onore di averlo al Valdarno Cinema Fedic, di cui ero Direttore Artistico,  per l’attribuzione del Premio Marzocco. Il Fondo  era costituito  da oltre quarantasettemila unità che coprono l’attività e la vita di Antonioni dall’inizio della carriera fino alla metà degli anni Novanta, quando l’Archivio venne ceduto  al Comune di Ferrara. Comprendeva la biblioteca e la discoteca del regista, più di centotrenta  pellicole dei suoi lavori, l’epistolario, l’archivio fotografico dei film e dei documentari, i premi, le collezioni di cartoline  raffiguranti attori e attrici, le riviste e i ritagli di stampa, gli scritti vari, tra cui sceneggiature, soggetti, appunti, ecc., le opere pittoriche relative a Le montagne incantate, le affiches ed alcuni oggetti personali. Ma tanto altro è oggi il materiale  che il Fondo potrebbe acquisire a completamento di un Archivio di inestimabile valore a favore di studiosi ed appassionati. Così come è nelle intenzioni di Enrica Fico Antonioni  e degli amministratori locali che intorno all’Universo Antonioni vorrebbero creare una vivacità di studi ed incontri sul Cinema.  

L’apertura dello Spazio Antonioni è quindi un momento molto atteso da tutti , ferraresi e non, perché su di esso  c’è l’attenzione del mondo degli studiosi dell’opera del regista ferrarese, ma anche della Cultura italiana.

di Paolo Micalizzi