Il trionfo di Giorgio Diritti con il suo film Volevo nascondermi, la commozione di Sophia Loren, l’emozione della piccola Emma, figlia di Matteo Torre, che ha ritirato i Premio assegnato al padre scomparso per la migliore sceneggiatura attribuitogli per Figli, sono momenti che hanno caratterizzato la cerimonia di premiazione dei David di Donatello trasmessa su RaiUno con la presentazione, sobria ed efficace, di Carlo ContiVolevo nascondermi è stato il film che ha ricevuto più premi: regia, film, attore (Elio Germano), direttore della fotografia (Matteo Cocco), scenografia (Ludovica Ferrario e Alessandra Mura), acconciature e miglior suono. E’ stato il trionfo di un film che è dedicato alla vita, ai tormenti, all’arte ed alla malattia, alla fragilità ed alla diversità del pittore Antonio Ligabue. Che in questa versione di Giorgio Diritti, ve ne è stata una anch’essa straordinaria di Salvatore Nocita con un intenso Flavio Bucci, rinnova il ricordo dell’umanità di Ligabue che vagabondeggiava intorno al Po dipingendo la natura e gli animali sulle piante  degli argini e sui muri, evidenziando il dramma di quest’artista  di successo vissuto fuori dalla società. A cui Elio Germano ridà vita con una straordinaria somiglianza e caratterialità, così come testimoniano i documentari di Raffaele Andreassi che ci hanno mostrato il vero  volto del pittore cogliendolo da vivo nel suo modo di vivere.

Non si può dimenticare poi la commozione dell’immensa Sophia Loren che  ancora una volta ha dato prova di essere una grande interprete come protagonista del film  diretto dal figlio Edoardo Ponti La vita davanti a sé. Vederla abbracciata al figlio  mentre a ben 86 anni ritira il premio  riporta allo spettatore l’umanità dei personaggi  che ha trasmesso in tutta la sua filmografia. Un’umanità che personalmente ho visto quando alla Mostra del Cinema di Venezia partecipai ad una Festa in suo onore all’Hotel Excelsior ed ebbi da lei un autografo, insieme ad una signora, malgrado la barriera delle guardie del corpo ai quali disse di farci passare: grande ed indimenticabile Sophia.

Rimane indelebile poi il ricordo della dodicenne Emma Torre che con commozione e fierezza è andata a ritirare il David attribuito al padre Mattia per la sceneggiatura originale, tratta dal suo monologo teatrale I figli invecchiano e portata sullo schermo con il titolo Figli da Giuseppe Bonito. Nel ritirarlo la ragazza con emozione, dopo aver ringraziato il padre, purtroppo scomparso prematuramente due anni fa a causa di una terribile malattia, ha dedicato il Premio alla mia mamma che non si arrende mai ed al mio fratellino che mi fa ammazzare dalle risate.

Tanti altri i David di Donatello attribuiti, ma non possono non essere segnalati quello alla carriera a Sandra Milo, gli speciali a Diego Abatantuono e Monica Bellucci, i David al regista esordiente Pietro Castellitto per I predatori, all’emergente Matilde De Angelis come attrice non protagonista del film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose per cui è stato premiato come attore non protagonista Fabrizio Bentivoglio, i premi a Luca Medici per il film Tolo Tolo (canzone originale e film che ha avuto il David dello Spettatore), quelli a Miss Marx di Susanna Nicchiarelli ed il ricordo di Ennio Morricone e Gigi Proietti, ma anche di Cecilia Mangini alla quale era dedicato il Premio per il miglior documentario che è stato attribuito a Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli.

di Paolo Micalizzi