Al Bergamo Film Meeting, i registi spagnoli Pepe Andreu e Rafael Molés hanno presentato Lobster Soup, il loro ultimo documentario dedicato agli abitanti della cittadina di Grindavik (Islanda).

Alli e Krilli in una scena di Lobster Soup

Tutta la vicenda parte da due fratelli, Krilli e Alli, che decidono di aprire un bar fondamentalmente per avere un luogo in cui trovarsi ogni giorno con i loro amici. Grindavik è, infatti, una cittadina di pescatori circondata da neve e ghiaccio, dove sicuramente un posto caldo e una scodella di zuppa di aragosta fanno bene al corpo e allo spirito. Il bar e la zuppa, inaspettatamente, hanno successo e il locale registra il pienone ogni giorno. I protagonisti del film continuano, comunque, a presentarsi al bar e a raccontare le loro storie: il loro passato, i loro antenati, gli eventi più importanti del villaggio. E così, pian piano, procedendo per vari capitoli, i due registi spagnoli ci portano ad approfondire la conoscenza di ciascuno di questi uomini: un ex pugile, un raccoglitore di piume di uccelli, un ex pescatore, un famoso traduttore dallo spagnolo all’islandese. Sono tutti molto legati alla loro città e per questo – oltre a raccontarsi le storie tra loro – organizzano nel locale dei momenti di ritrovo per leggere vecchie poesie o racconti davanti alla comunità.

Alla fine, arriva anche per loro il momento di vendere il bar, lasciando il gruppo senza un punto di riferimento dopo tanti anni. Molti di loro si sentono persi, si chiedono chi comprerà il locale e se gli permetterà di ritrovarsi lì come hanno sempre fatto.

Una scena di Lobster Soup

Il mondo cambia, Grindavik non è più un semplice villaggio di pescatori, si è trasformata in una città con turisti in arrivo da ogni parte del mondo per visitare la Laguna Blu. E come è cambiata la città, cambiano anche gli uomini, che ora sentono la terra sprofondare e con essa anche le loro storie.

di Alice Dozzo