Tenebre e Ossa: quando rischiare è la scelta giusta

Era il 2019 quando Netflix annunciò che avrebbe adattato in una serie di 8 episodi il primo libro (Tenebre e Ossa) del  Grishaverse, l’universo fantasy tratto dai bestseller young adult di Leigh Bardugo.

Già da allora l’emozione e l’attesa dei fan iniziarono a crescere, guardando a questo adattamento con fiducia e speranza, soprattutto dopo che un possibile adattamento cinematografico era stato annunciato nel 2012, ma mai realizzato. Quando però cominciò a circolare la notizia che nella serie sarebbero stati introdotti anche alcuni personaggi della duologia (Sei di Corvi, Il Regno Corrotto), ambientata anni dopo Tenebre e Ossa, presero a salire anche i dubbi. La preoccupazione principale era questa: come avrebbero fatto a intersecare due storie che prendono atto su piani temporali totalmente differenti? E invece, nonostante risulti un po’ straniante per gli spettatori che non conoscano quei libri, la serie è riuscita a risultare coerente con il mondo narrativo creato dalla Bardugo.

Ma di cosa tratta la serie Tenebre e Ossa?

Alina Starkov (Jessie Mei Li) e Malyen Oretsev (Archie Renaux) sono amici da sempre e prestano servizio militare nell’esercito di Ravka. I due si trovano di stanza in un accampamento ai confini di quella che sembra essere un’enorme barriera, letteralmente avvolta dall’oscurità: la Faglia, che divide buona parte della nazione e impedisce di passare direttamente nelle altre. È proprio in una spedizione d’attraversamento che Alina e Mal vengono attaccati dalle creature che popolano la Faglia: i volcra. Quando Mal viene assalito, Alina, nel disperato tentativo di proteggerlo, scopre di avere il potere di evocare la luce del sole ed è in grado di penetrare quelle tenebre. Alina è una Grisha, una persona nata con la capacità di manipolare gli elementi: alcuni possono agire sugli elementi composti, altri su quelli naturali e altri ancora sul corpo umano. Ma Alina è l’unica a poter evocare luce, e al suo opposto, vi è un solo Grisha in grado di richiamare a sé l’oscurità: il Generale Kirigan (Ben Barnes), capo dell’esercito di Grisha di Ravka.

Dall’altra parte della Faglia, nei bassifondi della città di Ketterdam, troviamo Kaz Brekker (Freddy Carter), detto Manisporche, il giovane capo della banda che ruota attorno al locale Sei di Corvi, di cui fanno parte anche Inej Ghafa (Amita Suman), ragazza Suli soprannominata Lo Spettro per la sua capacità di rendersi praticamente invisibile e lo Zemeni Jesper Fahey (Kit Young), tiratore scelto con il vizio del gioco d’azzardo. Alina, Mal e il Generale Kirigan fanno parte della trilogia, mentre Kaz, Jesper e Inej sono stati trascinati nel presente dell’Evocaluce direttamente dalla duologia. Le due linee temporali sono state intersecate al punto giusto: i personaggi, pur dopo una sensibile modifica delle loro trame, risultano comunque coerenti e la loro caratterizzazione è stata riportata in maniera efficace.

A livello estetico, com’era già stato previsto dai fan dopo l’uscita del trailer, la serie si conferma essere una trasposizione decisamente riuscita: dal cast ai costumi, dalle location alla colonna sonora, tutto sembra essere uscito direttamente dai libri. Impeccabile la scelta di girare a Budapest, città che richiama perfettamente le atmosfere dai tanti riferimenti all’est europeo e alla Russia zarista dei libri. La vera forza della serie risiede, molto probabilmente, nel casting: ogni attore risulta credibile per il proprio ruolo.

Ottima l’idea di chiamare Ben Barnes a vestire i panni del Generale Kirigan: Barnes riesce infatti a richiamare istantaneamente sia il genere fantasy (basti pensare al suo ruolo più famoso ne Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian) sia il personaggio del “bello e dannato”, che deve al suo ruolo nei panni di Dorian Gray o di Logan Delos in Westworld. E se a questo si aggiunge il fatto che sembra essere l’incarnazione vivente del personaggio scritto dalla Bardugo… beh, la scelta non può essere che vincente.

Nonostante alcune impostazioni azzardate ma riuscite, Tenebre e Ossa presenta comunque delle mancanze. Innanzitutto è innegabile il fatto che uno spettatore che non abbia mai sentito parlare dell’universo della Bardugo fatichi ad ambientarsi nei primi episodi della serie: è una conseguenza quasi sempre garantita quando si ha a che fare con adattamenti di universi così densi di dettagli e ambientati in mondi fantastici. Per citare una serie che è caduta in un difetto simile basti pensare a The Witcher, altra saga fantasy che Netflix ha adattato da quella letteraria di Andrzej Sapkowski.

Alcune scelte di adattamento, però, rendono più agevole l’accesso degli spettatori in una storia apparentemente così intensa e caotica. Per esempio, l’idea di aggiungere alla protagonista un tratto non riscontrato nei libri: l’essere per metà di etnia Shu, nemica naturale di Ravka. Nella serie viene fatto riferimento di continuo al suo essere di un’etnia differente, scelta che risulta perfetta per uno spettatore non avvezzo alle tensioni fra le varie popolazioni del Grishaverse: si percepisce appieno l’odio che alcune etnie provano nei confronti di altre, tema – chiaramente e purtroppo – molto attuale.

Altra differenza vincente che la serie opera rispetto ai libri è quella di portare certamente molta romance, ma senza esagerare: se il libro di Tenebre e Ossa era un’accozzaglia di pulsioni adolescenziali, nella serie gli interessi amorosi dei personaggi vengono mostrati con parsimonia e offrendo loro lo spazio per crescere nelle future stagioni.

Si può dire che la serie si sia sapientemente preparata la strada: avendo posto le basi della storia, il tutto ha un enorme potenziale di sviluppo e la possibilità di trattare in contemporanea tutte le vicende raccontate nei libri.

Una scelta pensata proprio per quest’obiettivo è stata quella di raccontare una storia che nella duologia risulta come flashback: le vicende di Nina Zenik (Danielle Galligan) e Matthias Helvar (Calahan Skogman). Così le storie si incrociano e si uniscono in armonia, lasciando spazio e aprendo le porte a future stagioni nelle quali trame conosciute dai fan e storie inedite si potranno intersecare in un avvincente universo fantasy dalle tinte dark.

di Anna Coffari