Rivedere Gary Cooper nel film Per chi suona la campana (1943) riporta alla memoria cinefila tante altre opere  interpretate da uno dei più grandi attori del cinema. Ma prima di tutto ti consente di rivedere la splendida interpretazione sua e di Ingrid Bergman in quel bel film di Sam Wood. Gary Cooper è un antifranchista americano che nella Spagna 1937 vive una brevissima ed intensa storia d’amore con la Bergman che riveste il ruolo di una partigiana spagnola del gruppo di cui fanno parte anche due figure eccezionali del cinema come Katina Paxinou ed Akim Tamiroff. Un amore struggente che la guerra distrugge poiché Gary Cooper vi rimette la vita.

Ma Gary Cooper lo si ricorda anche anche come un eroe del West. Certo il maggior interprete è stato The Duke, ovvero John Wayne, ma se lui era il cowboy per eccellenza. Quest’altro attore americano, nato nel Montana, ha rivestito ruoli di grande rilievo nelle vesti di eroe solitario e affascinante, coraggioso e sprezzante, leale e sincero, per il quale l’onore, l’onestà e la giustizia sono i valori fondamentali. Sia che interpreti ruoli da cowboy, sia che lo faccia in ruoli in abiti civili o militari. Da cowboy rivela sin da subito la sua abilità di andare a cavallo quando fu assunto come controfigura in film d’azione e quando il potente produttore Samuel Goldwin gli affida il ruolo di coprotagonista nel film Sabbie ardenti di Henry King, diventato poi uno dei grandi veterani di Hollywood. Era il 1926 e da allora la carriera di Gary Cooper inizia a veleggiare a vele spiegate arrivando ad interpretare ben 120 film. Il film che lo impone come star è Il virginiano (1929) di Victor Fleming ma la sua altezza ed il suo fisico atletico gli permettono di imporsi anche in un film avventuroso ed esotico come Marocco (1930) di Victor Fleming dove è a fianco di Marlene Dietrich, diventando così un sex-simbol. Entra nella leggenda di Hollywood come mitico eroe western di film come La conquista del West (1936) di Cecil B. De Mille in cui riveste i panni di Wild Bill Hickok  o di Tamburi lontani (1951) di Raoul Walsh nel ruolo di un capitano determinato a sconfiggere una banda di trafficanti d’armi nelle insidiose paludi della Florida. Ma a imporlo all’attenzione degli spettatori e dei cinefili è soprattutto la sua interpretazione dello sceriffo solitario del film Mezzogiorno di fuoco (1952) di Fred Zinnemann che gli valse il secondo Oscar alla carriera, dove recita accanto alla giovane Grace Kelly che con questo film si pone all’attenzione del pubblico e della critica. Uno dei più grandi western di sempre, secondo il Mereghetti, costruito sulla quasi coincidenza  del tempo del film con quello dell’azione. Un modello di suspense e di costruzione ritmica del racconto in cui gioca un ruolo  di primo piano la musica di Dimitri Tiomkin che modella gli stacchi del montaggio.  

Un altro celebre western è Vera Cruz (1954) di Robert Aldrich dove è l’eroe tradizionale in un film in cui l’antieroe è Burt Lancaster. Altri western famosi sono La legge del Signore (1956) di William Wyler dove nella guerra di Secessione alla notizia, rivelatisi poi falsa, della morte del figlio maggiore (Anthony Perkins) imbraccia il fucile non tenendo conto delle sue convinzioni di quacchero; Dove la terra scotta (1958) di Anthony Manni in cui è un ex fuorilegge che vive tranquillo in un paesino dell’Arizona, amato e benvoluto da tutti, che ritornato alla battaglia, dopo essere finito  prigioniero insieme ad altri, durante un viaggio in diligenza finirà per uccidere la banda capeggiata da un suo parente. Ma anche L’albero degli impiccati (1959) di Delmer Davis dove è un medico che salva dalla cecità una giovane (Maria Schell) e che per una serie di vicende che scateneranno l’odio represso dei minatori rischia di essere impiccato; Cordura (1959) di Robert Rossen dove recita insieme a Rita Hayworth che fa parte della pericolosa missione a lui affidata in qualità di Maggiore di cui fanno parte  altri cinque soldati: succede nel 2016 durante la guerra tra Stati Uniti e Messico.

Gary Cooper è da ricordare anche come  eroe generoso e impavido di film bellici come Addio alle armi (1932) di Frank Borzage, tratto dall’omonimo romanzo di Ernest Hemingway: è la prima versione del romanzo che gli italiani hanno potuto vedere in TV dopo più di cinquant’anni in quanto inibita perché osava mettere in scena la sconfitta di Caporetto, oppure del film Il sergente York (1941) di Howard Hawks che gli fece vincere il suo primo Oscar. Da ricordare anche Maschere e pugnali (1946), ultimo film antinazista di Fritz Lang. Gary  Cooper è un  ufficiale americano che nella seconda guerra mondiale riesce a liberare  dai nazisti, con l’aiuto di alcuni partigiani tra cui la bella Lilli Palmer, uno scienziato italiano alla quale hanno rapito la figlia per costringerlo a lavorare per loro. Non riuscirà però a liberare la ragazza  poiché muore sei mesi prima.  

Gary Cooper si è reso famoso anche in commedie brillanti: Desiderio (1936) di Frank Borzage dove è ancora al fianco di Marlene Dietrich che nel ruolo di una ladra (ruba a Parigi una preziosa collana di perle) incontra in Spagna un ingegnere americano in vacanza (Gary Cooper) e lo usa per nascondere la refurtiva. Tra i due nascerà l’amore, ma il loro rapporto si complica a causa del complice di lei. Ma la commedia più importante e più nota da lui interpretata è il film di Frank Capra E’ arrivata la felicità (1936) dove è il proprietario di una fabbrica di candele, schietto e sempliciotto, che eredita 20 milioni di dollari da un lontano zio. Per questo si reca a New York dove incontra una giornalista (Jean Arthur) che fingendosi povera e bisognosa lo avvicina per poterne descrivere il suo comportamento di persona ingenua. Però se ne innamorerà e lo aiuterà a difendersi dai parenti che vedendo che regala soldi ai poveri vogliono denunciarlo di essere pazzo onde potergli strappare il patrimonio. Frank Capra lo dirige anche in Arriva John Doe (1941) dove è ancora alle prese con una giornalista che molto ambiziosa monta un caso nazionale su un vagabondo che  vuole suicidarsi per protesta contro l’egoismo e la cattiveria del mondo. Individua il suo vagabondo aspirante suicida in un ingenuo ex giocatore di baseball (Gary Cooper) fallito che si troverà a capeggiare un movimento politico per una manovra di potere orchestrata da un gruppo di industriali. Ma lui non ci sta e si ribella. Altra commedia di rilievo è Arianna (1957) di Billy Wilder dove veste i panni di un maturo miliardario  innamorato di una donna molto più giovane di lui, la splendida e deliziosa Audrey Hepburn. Film di grande successo, ma in quel periodo si era  intanto indebolito a causa di una grave malattia che lo ucciderà . Senza però non  averci  lasciato i film di Anthony Mann e Delmer Davis, già citati, e I giganti del mare (1959) di Michael Anderson che lo dirige anche nel film  Il  dubbio in cui è  un ricco uomo d’affari, testimone chiave del processo che vede la condanna di un collega. E’ l’inizio di un thriller in cui è coinvolta anche Deborah Kerry. E’ l’ultimo film della sua prolifica carriera poiché morirà un mese prima dell’uscita del film nelle sale cinematografiche. E’ il 1961, anno in cui riceve un Oscar alla carriera a riconoscimento di una presenza sullo schermo che non  sarà mai  dimenticata.  

di Paolo Micalizzi