Presentato all’Irish Film Festa Silver Stream, Arracht (Monster) è l’ultimo film del regista Tom Sullivan. Ambientato durante la grande carestia irlandese, racconta la storia del pescatore Colmán Sharkey (interpretato da Dónall Ó Héalaí) che vive nel Connemara insieme alla moglie e al figlioletto. Al diffondersi della peronospora nei campi di patate, decide di andare a parlare col proprietario dei terreni per convincerlo ad aiutare lui e gli altri contadini nel pagamento delle tasse. A causa di Patsy (Dara Devaney) e del suo comportamento aggressivo, Colmán è accusato ingiustamente di un crimine ed è costretto a fuggire. La sua vita trascorre monotona e priva di motivazione in una grotta vicino al mare, finché non si imbatte nella giovane Kitty (Saise Ní Chuinn), una piccola orfana della quale dovrà prendersi cura.

Dónall Ó Héalaí in una scena di Arracht

Il personaggio di Colmán, sul quale è stato fatto un lavoro anche fisico, porta in scena il dolore di un uomo cacciato dalla sua comunità per qualcosa che non ha commesso, ma allo stesso tempo si riferisce alla storia d’Irlanda durante la carestia. Di fatto, il suo incontro con il proprietario terriero vuole essere una critica nei confronti dell’amministrazione inglese sul suolo irlandese. Il dolore trova, infine, una valvola di sfogo in Kitty, grazie alla quale Colmán riprenderà in mano la sua vita.

Nel suo complesso il film risulta forte ed espressivo, in particolare grazie alla potenza dei paesaggi naturali – le scene sono state girate lungo le coste della contea di Galway – e alla colonna sonora del gruppo folk irlandese Kíla, che enfatizza ancora di più l’intensità delle immagini. Il realismo crudo che caratterizza l’intera storia è sottolineata da un altro elemento interessante, cioè che la recitazione è interamente in gaelico, una lingua così particolare da trasportare il pubblico letteralmente in un’altra dimensione spazio-temporale.

Dara Devaney e Dónall Ó Héalaí in una scena di Arracht

Se dal punto di vista visivo e sonoro Arracht – che è stato realizzato con un budget molto basso – risulta molto d’impatto, dal punto di vista narrativo si trovano parecchie imperfezioni. La storia, seppur molto interessante, manca di enfasi e chiarezza – fortunatamente qualche flashback riesce a recuperare alcuni fili della trama. In particolare la suspance, fondamentale in un film drama/thriller, è quasi del tutto assente e rende, quindi, il film piatto e immobile.

di Alice Dozzo