Nell’Irlanda di oggi c’è una frattura situata sul confine tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda. Le tensioni esistevano da molto tempo, ma con l’inizio delle negoziazioni per la Brexit son tornate in superfice, più violenti e dirompenti di prima. A partire dal referendum del 2016, alcuni partiti hanno richiesto un’ulteriore votazione, questa volta sul territorio irlandese al fine di unificare l’isola, mentre i manifestanti si riuniscono nelle contee sul confine per chiedere spiegazioni sul futuro di quei territori. Questo scenario politico è il contesto e l’origine di Wildfire, primo lungometraggio di Cathy Brady dopo esperienze nel corto e nella regia televisiva. Il dramma di due sorelle, separate da traumi troppo grandi per essere compresi, diventa così la metafora per raccontare lo stato del suo paese.

Potrebbe essere un’idea intelligente, un modo innovativo per tornare su uno dei legami che da sempre più affascinano il mondo del cinema e della televisione, ma Wildfire, presentato in questi giorni nell’edizione online dell’Irish Film Festa, trova la sua forza quando si allontana dal contesto politico per concentrarsi solo sul rapporto tra le sue due protagoniste. Kelly (Nika McGuigan, morta di cancro a soli 33 anni durante la post-produzione del film) riappare dopo due anni dov’era stata creduta da tutti scomparsa e si presenta alla porta della casa di sua sorella, Lauren (Nora-Jane Noone). Il film non chiarisce mai le origini del suo ritorno, concentrandosi piuttosto sugli effetti che quell’evento ha sulle loro vite. Loro due non potrebbero essere più diverse caratterialmente, una metodica e l’altra impulsiva, ma la somiglianza fisica ha portato tutti a definirle le Irish Twins, forse un modo da parte della regista e sceneggiatrice Brady per sottolineare ulteriormente questa paragone tra la loro condizione e quella del paese.

Quello che interessa di più a Wildfire è il modo in cui i traumi possono insinuarsi nelle nostre vite e segnarci per sempre. Son degli eventi di cui magari non cogliamo subito l’importanza, ma che trovano il modo di palesarsi in ogni nostra azione o atteggiamento. Kelly e Lauren hanno visto la loro famiglia sgretolarsi davanti ai loro occhi, prima con la morte del padre durante un attacco terroristico e successivamente con la depressione e il conseguente suicidio della madre. Sarebbe facile cadere nella banalità o in errori ingenui quando si tratta di salute mentale, ma la sceneggiatura di Brady si dimostra sempre all’altezza dei momenti più sentiti del film. Il merito è anche delle due straordinarie attrici scelte da lei stessa per i ruoli di Kelly e Lauren (Brady aveva già lavorato in precedenza con entrambe), che riescono ad elevare anche i momenti più deboli del film.

di Giada Sartori