Una tra le più grandi catastrofi demografiche e sociali della storia europea è la grande carestia che colpì l’Irlanda negli anni Quaranta dell’Ottocento. Nei primi anni Quaranta le navi mercantili trasportarono, assieme ai loro carichi, una malattia letale per le patate e i pomodori, la peronospora, proveniente da Perù, Bolivia e Brasile. Le aree più colpite furono l’Irlanda, il Belgio, i Paesi Bassi e la Francia. Se nei tre paesi continentali l’effetto della malattia fu contenuto attraverso l’intervento dei governi centrali che preferivano sacrificare parte del bilancio per prevenire rivolte popolari, in Irlanda la carestia fu dapprima ignorata, poi malgestita dal governo di Londra, poco interessato alla masnada di contadini, per di più cattolici, che popolavano l’isola. Questa lunga vicenda, una ferita sempre aperta nel cuore dell’Irlanda, è al centro di The Hunger, documentario del regista irlandese Ruàn Magan, che si avvale della voce recitante di un altro irlandese, Liam Neeson.

Il documentario entra nel merito delle varie fasi di tutta la carestia testimoniando l’ignavia, l’incuria, il disinteresse del governo centrale, l’avidità dei proprietari terrieri locali, le condizioni miserabili della popolazione costretta, in casi estremi, addirittura al cannibalismo. La documentazione storica, puntuale e approfondita, è affidata principalmente ad una schiera di storici e geografi che si esprimono con il tono di alta divulgazione tipico della scuola britannica. Molto interessante è anche l’apparato iconografico dell’epoca, dipinti, disegni e numerose fotografie. Diverse mappe tematiche chiariscono l’entità dei fenomeni e aiutano a quantificare la portata epocale del disastro, nonché a localizzare le aree più colpite, ovvero tutta la zona occidentale dell’isola. Però, in quanto documentario, ci si sarebbe aspettati una maggiore puntualità e aderenza delle immagini filmate, soprattutto per quanto riguarda i riflessi della grande carestia sul territorio e le tracce ancora percepibili di questa rovina epocale. Le panoramiche dal drone, le mareggiate spettacolari non bastano, sono riprese per lo più generiche, adatte ad ogni circostanza. Resta comunque la parte storica, approfondita ed essenziale allo stesso tempo. Di grande interesse i legami evidenziati con le rivolte del 1948, la nascita di un sentimento nazionale e del conseguente indipendentismo che sfocerà nella conquista dello stato indipendente dell’EIRE nel 1922.

di Daniela Goldoni