di Paolo Micalizzi

La famosa Saga cinematografica con protagonisti Fernandel nel ruolo di Don Camillo e Gino Cervi in quello del Sindaco di Brescello Peppone (di cui abbiamo già parlato più volte, come da questo nostro articolo) prevedeva di essere composta da sei film, e non da cinque come finora era avvenuto. Se ne è parlato in questi giorni in cui si ricordano i cinquant’anni della morte di Fernandel. La malattia e poi il decesso dell’attore francese non avevano permesso la conclusione del sesto film che era diretto da Christian JacqueFernandel ci teneva a terminarlo, tanto che, nonostante le difficoltà per le condizioni di salute, aveva deciso non solo di girare gran parte delle scene di sua competenza, ma anche di registrare in anticipo la parte sonora. Poteva essere concluso usando una controfigura  per le scene mancanti, ma sia il regista che Gino Cervi furono contrari a questa soluzione. Ed il film fu rinviato sperando che Fernandel si riprendesse dalla malattia, ma non fu cosi ed il progetto fu bloccato dalla produzione, la Federiz di Angelo Rizzoli.

Per la cronaca, il malore di Fernandel si verificò sul set durante una scena sul sagrato della Chiesa nella quale doveva portare in braccio l’attrice Graziella Granata. Malgrado pesasse meno di 50 chili Fernandel non riuscì tenerla nelle braccia,  nonostante fosse sostenuta da un asse: le riprese  furono interrotte e l’attore rientrò in Francia dove morì il 26 febbraio 1971 per un tumore ai polmoni. A Brescello, dove si svolge tutta la Saga tratta dai romanzi di Giovannino Guareschi, volevano acquisire il materiale girato per poterlo completare considerato che oggi si dispone di tecnologie all’avanguardia che potrebbero far rivivere il personaggio di Don Camillo. Lo avrebbe fatto il Comune a proprie spese, ma vi fu il rifiuto di donarlo da parte di chi lo possedeva. Un rifiuto che a Brescello non riescono a capire, e che considerano un mistero. L’ipotesi è che sia stato gettato via. Così il film, che era stato girato a colori, pare non sia più possibile vederlo, salvo un miracolo che nel cinema ogni tanto succede come accaduto per altre opere che sono state recuperate quando non c’era più speranza che potesse avvenire: il “miracolo” è nella voce che circola che una copia era posseduta da Fernandel. Il film era Don Camillo, Peppone e i giovani d’oggi  che poi fu girato da Mario Camerini che non è stato però girato a Brescello sia perché il paese non piaceva al regista e sia perché il parroco del paese non autorizzava  a girare la scena finale che vede un gruppo rock esibirsi in chiesa durante il matrimonio dei  due giovani, Michele e Caterina interpretati, rispettivamente, da Paolo Giusti e Carole André. Nel ruolo di Don Camillo vi è Gastone Moschin ed in quellodi Peppone Lionel Stander, due attori vivaci e simpatici, ma la curiosità del cinefilo e dello spettatore era di vedere la famosa coppia interpretata dai due mitici attori che diedero vita alla Saga e di vedere anche nel ruolo dello zazzeruto figlio di Peppone il giovanissimo Giancarlo Giannini.

Ci fu anche  un seguito, è giusto riferirlo, con un altro film, il Don Camillo (1984), questo sì girato a Brescello, in cui il famoso prete era interpretato da Terence Hill, che lo ha anche diretto, e il Sindaco Peppone da Colin Blakely, attore poco conosciuto in Italia che è stato uno dei più noti caratteristi del cinema inglese degli anni Sessanta e Settanta. Due film che non ebbero comunque il successo degli altri interpretati dalla coppia Fernandel – Cervi. Li ricordiamo: Don Camillo (1952) di Julien Duvivier che diresse anche Il ritorno di Don Camillo (1953), Don Camillo e l’Onorevole Peppone (1955) di Carmine Gallone, Don Camillo Monsignore…ma non troppo (1961) diretto anch’esso da Carmine Gallone e Il compagno Don Camillo (1965) di Luigi Comencini.

di Paolo Micalizzi