Finalmente la buona notizia che i cinefili aspettavano e che soprattutto l’autore, cioè Pupi Avati, aspettava. Il film su Dante che più volte aveva espresso la volontà di realizzare si farà. La notizia è stata data nell’ambito delle iniziative che verranno organizzate per la celebrazione dei 700 anni della morte del Sommo Poeta. Il Mibac ha dato il suo ok ed anche la Rai aveva dato nei giorni scorsi il via libera alla sua realizzazione. Finalmente, quindi, viene data a Pupi Avati la possibilità di realizzare un film che aveva in mente già dal 2002. Un film in cui, come dichiara il regista, Dante non sarà protagonista, ma rivivrà grazie al racconto di Giovanni Boccaccio. Sarà – ha anche dichiarato – un Dante molto umano, sarà soprattutto un Dante ragazzo. Lo seguirò nella sua esistenza, da quando a 5 anni perde la madre sino alla morte avvenuta a Ravenna a 55 anni. La scuola italiana mi ha fatto disamorare di Dante, imponendomi di studiare cose che non capivo anche attraverso un’iconografia che è fortemente penalizzante. Considerazioni che non riguardano soltanto lui, ma anche  tanti altri che hanno studiato Dante a scuola. Aggiunge Pupi Avati: Ce lo hanno consegnato con una bruttezza senza pari, con quel profilo e quel naso. Non c’è un’immagine di Dante frontale, con i due occhi: è sempre nel suo aspetto peggiore. Forse per non renderlo seducente e sottolinea anche:

C’è poi una letteratura  che lo rappresenta  superbo, altero, ma non è assolutamente così. Basti leggere  la Vita Nova. Il suo rapporto d’amore con Beatrice, una sorta di diario adolescenziale. Parlerò di un Dante che nessun cattedratico oserebbe proporre. Lo voglio avvicinare ad un pubblico più vasto perché è un essere umano veramente speciale, e lo avvicino attraverso  Boccaccio, interpretato da Sergio Castellitto, che fu il primo che ne scrisse la biografia”. Le riprese del film dovrebbero iniziare , salvo incidenti di percorso dichiara scaramanticamente Pupi Avati, a maggio a Cinecittà per poi continuare in Toscana e in Emilia., soprattutto Ravenna. E già è all’opera per completare il cast, e soprattutto affidare  il ruolo di Beatrice per la quale cerca un’attrice “che possa meglio identificarsi nella musa ispiratrice del Sommo Poeta.

Per Dante ci saranno tre interpreti, per età diversa, a 5, 9 e da adulto, ma non è stato ancora scelto. Conoscendo il cinema di Pupi Avati, si può benissimo dire che  questo film arricchirà in maniera significativa la filmografia su Dante e il Cinema. Una filmografia che ha un punto di riferimento importante nel 1911 con L’inferno di Adolfo Padoan e Francesco Bertolini. Un film che riguarda la prima cantica della Divina Commedia, suddiviso in tre parti e in 54 scene, che ripropone e illustra i momenti e i personaggi più noti del poema dantesco, seguendo lo schema della Cantica. Un film che fece scrivere al recensore della Rivista La Vita Cinematografica (numero 6, 5 aprile 1911): Seguendo il proiettarsi delle scene, abbiamo delle visioni cosi sublimi, da poter liberamente affermare che fantasia umana prima di allora  mai ne aveva concepito, delle visioni in cui abbiamo campo di notare la grandiosità  tutta del lavoro cinematografico e che nel suo complesso  dà il quadro  reale dell’Inferno Dantesco, aggiungendo anche: E’ l’illustrazione fedelissima della Divina Commedia, di quella poesia , cioè, che fu ed è germe di purezza nella  vita civile.

Vastissima la filmografia su Dante in cui sono presenti riferimenti citazioni o trasposizioni della Divina Commedia e dei suoi personaggi. Il cinema delle origini ha posto molta attenzione  ai personaggi ed alle grandi rievocazione storiche . Il titolo più noto, riferito a Dante, è come si è detto L’Inferno di Padoan e Bertolini, ma non bisogna dimenticare che nel 1911 vi è un altro L’Inferno diretto da Giuseppe Berardi e Arturo Busnengo che dura però soltanto 15 minuti, mentre l’altro durava 65 minuti. Fu realizzato a tempo di record dalla Helios per fare concorrenza a quello della Milano Films e ne precedette l’uscita di due mesi sfruttando così la pubblicità che era stata fatta per l’altro film. Tra l’altro aveva un tocco sexy in più perché Francesca si mostra a seni nudi. Ma il film di Padoan e Bertolini si distinse perché sfrutta una più ampia gamma di effetti speciali, tutti in funzione realistica. Fu poi il film che per primo ottenne l’iscrizione al Pubblico registro delle opere protette e che fu più fedele alla prima cantica della Divina Commedia. Bisogna anche ricordare  che ancor prima vi erano state altre opere di breve durata riferite a Francesca da Rimini, Pia De’ Tolomei, Il Conte Ugolino. Un altro film importante è Dante e Beatrice (1913), restauarto nel 2007 dal Laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna. E’ un mediometraggio diretto da Mario Caserini che racconta gli anni giovanili di  Dante ed i suoi rapporti con Beatrice che nonostante l’amore va in sposa a Simone de’ Bardi. E racconta anche l’inizio della stesura della Divina Commedia e la morte di Beatrice fra le braccia del Sommo Poeta. Molto noto, tra gli storici del cinema, è anche Maciste all’Inferno (1925) di Guido Brignone con Bartolomeo Pagano, dove vediamo Maciste contro  Belzebù  ma anche delle scene in cui vengono esaltate le conturbanti  bellezze di Elena Sangro (Proserpina) e di Lucia Zanussi (Luciferina, figlia di Proserpina). Con lo stesso titolo vi è un film diretto da Riccardo Freda nel 1962 con protagonista Kirk Morris (l’ex bagnino veneziano Adriano Bellini). Le sequenze dell’Inferno furono realizzate nella Grotta di Castellana. In epoca recente, altri i film che nel titolo richiamano Dante, e soprattutto l’Inferno, ma che con la Divina Commedia non hanno niente a che fare. Tranne Inferno (2016) di Ron Howard, tratto dal romanzo di Dan Brown  in cui il famoso simbolista Robert Langdon (interpretato da Tom Hanks) è sulle tracce di una serie di indizi legati al grande poeta Dante. Un film di grande successo.    

di Paolo Micalizzi