Presentato al Festival di Berlino, nella sezione Berlinale Specials, Per Lucio è il film di Pietro Marcello che rende omaggio a uno dei più grandi cantanti della storia della musica italiana. Proprio ieri, Lucio Dalla avrebbe compiuto settantotto anni e non penso avrebbe potuto ricevere un regalo migliore di questo.

Per Lucio di Pietro Marcello

Lo stile del regista è ben visibile fin da subito, soprattutto per il fatto che non troviamo critici musicali, giornalisti e altri cantanti a raccontarci la vita del cantante, ma Umberto Righi (Tobia) – il manager e amico – e Stefano Bonaga – amico d’infanzia. Le loro parole ci accompagnano in un viaggio intimo e poetico, che ripercorre varie tappe della sua carriera. Viene messo un po’ da parte il suo rapporto con la città di Bologna, per far invece emergere il ritratto di un uomo attento alle anomalie del mondo, che provava un amore a 360° per la vita, che si faceva inondare da essa e poi cercava di trasmettere tutte le sue emozioni attraverso i testi delle canzoni. Molti di questi, per una parte della sua carriera, vennero scritti da Roberto Roversi, scrittore e poeta con il quale nacque una profonda collaborazione, tanto che insieme realizzarono tre album discografici e uno spettacolo teatrale. Le sue canzoni diventano, quindi, lo specchio musicale di quello che accade nella politica e nella società italiana. Nel film, infatti, alcune di esse – come Balla balla ballerino, Intervista con l’avvocato, Itaca, L’operaio Gerolamo ed altre – vengono appositamente messe in relazione dal regista con dei video d’archivio, cercando di riportarci indietro nel tempo. Qui si può trovare l’unica pecca di tutto il film: verso la fine, l’occhio più esperto si accorgerà della presenza di alcune scene tratte da La bocca del lupo con le quali, forse, Marcello ha voluto lasciare la sua traccia all’interno della storia, andando però a creare una piccola stonatura con il complesso della storia.

Umberto Righi e Stefano Bonaga in una scena di Per Lucio

Per Lucio risulta, comunque, un ottimo film, perché grazie alle parole dei due amici e delle varie interviste a Dalla, ci viene mostrato non soltanto una stella della musica, ma un vero e proprio uomo, che sapeva esattamente cosa voleva fare e quando, tanto da riuscire a creare delle canzoni che saranno ricordate per sempre.

di Alice Dozzo