Il secondo programma di corti 7 Inch del Seeyousound International Musica Festiva di Torino ha un cuore ruvido. Tre cortometraggi si muovono sul crinale del fastidio, con esiti diversi. Il corto italo- brasiliano Mamba Negra – The sound and the fury of São Paulo documenta la realtà di uno spazio in cui tutti quelli che non trovano altre possibilità di esprimersi lo possano fare, nonostante l’ostilità della municipalità che attacca continuamente questa iniziativa. In una specie di enorme centro sociale, molto propenso al dilettantismo, si esibiscono performer, dj, cantanti di fronte a un pubblico che balla strenuamente su una musica anonima e martellante. L’interesse regge per le intenzioni politiche di questi ragazzi che vogliono far sentire le loro voci ad ogni costo, ma la visione alla fine si rivela estenuante.  

Esaspera da subito per i protagonisti scombinati e poco empatici il corto francese Jusqu’a l’os. Sono un giornalista e un musicista punk candidato a sindaco della città. Raro trovare due personaggi così desolanti, i cui dialoghi sono intervallati da pezzi punk totalmente sgangherati ma talmente radicali da restituire lo spirito lurido e infetto del punk primi anni Settanta, e per questo alla fine pregevoli. Così come è pregevole lo sviluppo della vicenda, che assumerà risvolti non banali.  Nasce irritante e termina allo stesso modo il corto norvegese Nocturnal Journey, che segue la formazione e lo sviluppo diuna band di adolescenti satanisti metal. I protagonisti vomitano ripetutamente qualcosa che sembra crema pasticcera, assumono come simbolo della libertà un materasso messo in mezzo alla strada su cui di sdraiano a turno, e suonano discretamente. Per fortuna, perché se i problemi della loro adolescenza tormentata suscitano zero interesse, la musica è del buon metal che si ascolta volentieri.  

Il soggetto del corto inglese Yhe Devil’s Harmony è insolito, un horror senza spargimenti di umori corporei, lieve e aereo. L’ambientazione è in una scuola superiore inglese, azzurrina e asettica, così come asettici sono gli odi e le vendette che si susseguono. Il film, premiato al Sundance, si fa notare anche se la cornice di perfezione creata intorno ad una buona idea, rende tutto un po’ stucchevole. La parte musicale poteva essere migliorabile senza sforzo.  

Lo spirito continua è un corto italiano in cui composizioni musicali non concluse sono commentate da immagini sfuggenti. C’è più coerenza che interesse. Due film di animazione concludono il programma. Nel primo, Flow, la colonna sonora originale del compositore contemporaneo Erik Stok è esangue come la parte visiva, benché in perfetto sincrono. Più empatico, il corto italiano En rang par deux ci parla di due ragazzi africani che si incontrano per caso e iniziano a fare musica di strada. Una storia di ottimismo e speranza, con immagini semplici ma funzionali e in linea con lo spirito del racconto.