I fratelli Kingsley e Charles Ward sono sempre stati dei grandi appassionati di musica. Nel 1963 decidono di trasformare la soffitta della loro fattoria in uno studio di registrazione, senza sapere che di lì a poco avrebbero dato vita al primo studio di registrazione residenziale indipendente al mondo: Rockfield. Da qui parte il documentario Rockfield. The studio on the farm di Hannah Berryman, presentato in anteprima italiana a Seeyousound come fuori concorso per la categoria Into the Groove.

I due fratelli raccontano come fossero totalmente impreparati quando decisero di aprire lo studio, tanto dall’utilizzare come materiale per l’isolamento acustico i sacchi del mangime per maiali, oppure da far dormire i sei membri della band Hawkwind in un’unica stanza. Nonostante le prime difficoltà, lo studio ha sempre più successo e negli anni ospita band e cantanti del calibro di: Black Sabbath, Queen, Robert Plant, Iggy Pop, Simple Minds, Oasis, The Stone Roses, Coldplay e molti altri. Il film ricostruisce questa storia attraverso un’abile unione di interviste, immagini d’archivio e scene animate, che rendono il tutto una sorta di favola.

Hawkwind, group portrait, circa 1973, L-R Nik Turner, Dik Mik, Del Dettmar, Simon King, Dave Brock, Lemmy. (Photo by Michael Putland/Getty Images)

Lo studio, negli anni, affronta anche degli alti e bassi: dal rapporto con l’utilizzo delle droghe da parte degli ospiti (che loro non possono controllare) e la polizia (che inizia a controllarli), alla divisione tra Kingsley e Charles a causa di idee di futuro differenti, fino ai cambiamenti del mercato e del paesaggio musicale. Un evento in particolare segna la storia dello studio: la morte di Rob Collins (tastierista dei The Charlatans) a causa di un incidente d’auto, proprio sulla strada per Rockfield.

Nel complesso, la residenza diventa un luogo in cui molti artisti possono trovare uno spazio bucolico, in cui poter fare tantissime cose: è uno spazio in cui l’isolamento – seppur a volte forzato – permette di non spezzare il flusso di pensieri creativi, le band riescono a costruire il loro proprio mondo e a capire cosa vogliono essere veramente. Gli artisti qui trovano un ambiente di campagna totalmente differente dalla città, Chris Martin dei Coldplay racconta delle stelle che vide appena arrivato lì: erano anni che non riusciva ad osservarle a Londra e davanti a quel cielo è nata l’ispirazione per la canzone Yellow. Rockfield – che ora è uno spazio ricettivo, in cui si svolgono masterclass e tour – non è, quindi, un semplice studio di registrazione, ma è un luogo che permette alle persone di avere un contatto diretto con la natura e gli fa capire di essere una parte di qualcosa di più grande.

di Alice Dozzo