Dopo aver posticipato le sue date, la Rete degli Spettatori è pronta a mostrare al pubblico l’edizione 2021 della propria rassegna A tutto schermo, che quest’anno sarà interamente online, con la possibilità per tutti i visionare gli undici titoli selezionati sottoscrivendo un unico abbonamento sulla piattaforma MYMOVIES.IT, a partire dal 19 febbraio fino a metà aprile. La selezione 2021 sarà interamente incentrata sul documentario italiano, scelta a cui la Rete è giunta valutando che questo genere rappresenti una realtà produttiva che ha avuto grandissimi riscontri nei festival internazionali degli ultimi anni, ma che fatica a trovare una sua visibilità in Italia, quest’anno più che mai.

Tra i titoli selezionati troviamo anche Res Creata – Essere umani ed altri animali, per la regia di Alessandro Cattaneo. Il titolo rimanda al termine con cui in latino è indicato l’insieme unico e indistinto delle creature viventi, mente il film si incentra sul tentativo di raccontare l’antico, contraddittorio e variegato rapporto tra l’essere umano e le altre specie animali. Lo fa affidandosi ai racconti, pensieri e testimonianze anche molto diverse tra loro: si va dal filosofo Felice Cimatti, che ha dedicato la sua carriera professionale all’indagine del sapere istintuale, sentimento che come essere umani abbiamo perso e che senza il quale non siamo più in grado di rimetterci in sintonia con l’animale, seppur continuiamo a percepire un senso di intimità che ci unisce alle altre specie animali; abbiamo i racconti dal Teatro Barbarico di Giovanni Lindo Ferretti, cantautore e poeta, che da diversi anni ha scelto di abbandonare l’umana modernità per rincorrere l’esistenza animale in groppa ai suoi cavalli sull’appennino tosco-emiliano; troviamo anche Giorgio, un giovane che trova il senso profondo del suo essere in compagnia e simbiosi con i suoi volatili; un importante contributo arriva anche dallo zoomusicologo Dario Martinelli, che, citando il celebre tema di C’era una volta il west di Ennio Morricone, illustra come gli atavici suoni dei versi animali possano diventare struggenti opere musicali, capaci di riportarci all’antico legame tra animali.

Parlando del suo documentario, Alessandro Cattaneo ha dichiarato:

Il film approfondisce le sfumature della relazione uomo-animale attraverso le parole di una serie di personaggi che in modi differenti sono prossimi a questa tematica. Dal punto di vista visivo, il film trae la sua unicità e la sua forza dal mostrare storie originali ed inedite, in cui uomo ed animale si trovano ad essere attori compartecipi di un comune destino. Un registro visivo intimo ed evocativo, per un film contemporaneamente tenero, filosofico, antropologico e libero. Io e la co-autrice, Silvia della Sala, condividiamo uno spiccato interesse per le tematiche antropologiche e filosofiche ed una conoscenza della letteratura sul rapporto tra gli umani e la natura. Abbiamo approcciato il tema in modo contemporaneo e sfaccettato, con lo scopo e l’intenzione di fornire un punto di vista innovativo sul tema.

Immagini pulite, colori neutri. Un approccio visivo che punta a ricreare il legame con la natura, inserendo in modo evocativo le figure umane in un contesto paesaggistico che da tempo sembra aver abbandonato e che da sempre è l’ambiente delle altre specie animali. Perché, come ci ricorda il filosofo Cimatti e sottolinea l’autore con il suo titolo, l’uomo perde la sua capacità di sintonia e comprensione del mondo animale quando sceglie di dimenticare di farne parte, di essere un membro paritario della Res Creata. Nel farlo, ha perso l’empatia necessaria per comprendere anche il proprio sentire, il profondo filosofico del proprio stesso senso di esistere in un mondo che, inevitabilmente, risulta sempre meno congeniale ed accogliente. Nell’abbandonare il suo essere animale, l’uomo ha abbandonato anche se stesso.

Questo senso di abbandono ci viene palesato sin dalle prime immagini di Res Creata di Alessandro Cattaneo, quando il regista ci mostra la sconfinata spiaggia sarda di Platamona (si estende per 15 chilometri di litorale sassarese) in cui, nel 2017 si arenò un esemplare maschio di balenottera di 17 metri per 18 tonnellate di peso. L’animale venne affettuosamente chiamato Valentino dagli abitanti, che assistettero all’agonia e deperimento della carcassa dell’animale per oltre 50 giorni. Tutto questo perché una serie di lungaggini burocratiche e conflitti di competenza tra 17 diversi enti e una conferenza di servizi non riuscì a trovare una rapida soluzione al caso. L’uomo, inerte, che guarda la rovina animale. Che è la sua.

A questo, grazie soprattutto ai racconti e alle poesie di Giovanni Lindo Ferretti, si unisce il messaggio che l’autore attraverso lo scorrere delle immagini di Res Creata sembra voler dare: quello della necessità di tornare all’animale, alla propria istintualità. Per ritrovare se stesso ed un legame atavico ed antico. Rappresentato, ad esempio, dai rituali tradizionali dei Mamuthones sardi, o come dimostrato dalla pace interiore raggiunta in una stalla ad accudire i propri cavalli piuttosto che sui palchi di tutta Italia davanti ad un microfono. L’abbandono dell’individualità per raggiungere il proprio spirito animale. Allo spettatore resta da comprendere se il coraggio e il sacrificio necessari per poter riacquistare questa istintualità animale siano affrontabili. Senza incorrere il rischio di rinnegare ulteriormente se stessi alla ricerca di un rapporto ormai perso.

di Joana Fresu de Azevedo