Francamente me ne infischio

Una frase pronunciata da Clark Gable nel Kolossal Via col vento del 1939 che ancora oggi ci riporta alla memoria quell’attore, Re di Hollywood di cui nel 2021 ricorrono 120 anni dalla nascita avvenuta, infatti, a Cadiz il 1 febbraio 1901. Ma Clark Gable va ricordato non solo per quel ruolo da sempre mitico, ma anche per altri film che lo hanno imposto tra le più grandi star della storia del cinema. Già prima di Via col vento aveva interpretato Accadde una notte (1934) di Frank Capra, una delle migliori commedie americane degli anni trenta in cui lui riveste il ruolo di un giornalista che incontra su un pullman una bella ereditiera viziata (Claudette Colbert) in fuga dal padre dispotico che vuole impedirle di sposare un bellimbusto, sperando di fare uno scoop: finirà però per innamorarsene.

Un ruolo che dopo alcuni film lo consacra definitivamente nelle attenzioni del pubblico. Importanti sono poi prima di Via col vento i due film avventurosi, Sui mari della Cina (1935) di Tay Garnett e La tragedia del Bounty (1935) di Frank Lloyd. Nel primo è il capitano di in piroscafo che fa servizio tra Hong Kong e Singapore alle prese con problemi di gelosia e di un bandito che vuole impadronirsi del carico d’oro che c’è sulla nave. E nel secondo  il leader dell’equipaggio che si ribella all’inumana crudeltà del capitano (il grande attore Charles Laughton). Ancora film avventurosi in cui Clark Gable si cala con padronanza del ruolo, così come lo fa anche in San Francisco (1936) di W.S. Van Dyke dove riveste il ruolo di un losco gestore di un locale di cui è innamorata una cantante (Jeanette MacDonald). Un melodramma con elementi  avventurosi sullo sfondo del catastrofico terremoto che nel 1906 ha colpito quella città americana. Ma anche Saratoga (1937) di Jack Conway in cui interpreta un affascinante bookmaker  in cui s’imbatte una ragazza americana tornata dall’Inghilterra per occuparsi delle scuderie di famiglia: la interpretò la celebre Jean Harlow che morì per una terribile influenza durante le riprese e dovette essere sostituita affinché il film  potesse essere portato a termine: con Clark Gable costituì una coppia irresistibile.

Successivi a Via col vento sono opere come L’isola del diavolo (1949) di Frank Borzage dove è il capo di un gruppo di galeotti che evadono dalla prigione dell’isola del Diavolo che poi sarà convinto dalla sua compagna a costituirsi; Corrispondente X (1940) di King Vidor in cui è un inviato speciale al Cremlino  che riesce  ad inviare segretamente negli Stati Uniti notizie riservatissime e che riesce a sventare un attentato al Commissario sovietico. Nella vicenda s’inserisce una storia d’amore con la figlia di un inserviente del suo albergo (l’affascinante Hedy Lamarr). Piena dì amori quindi la sua filmografia che comprende, tanto per citare i più noti, anche  Indianapolis (1950) di Clarence Brown in cui è un corridore automobilista  contro cui si scatena una campagna stampa di una potente giornalista (Barbara Stanwyck) per avere causato, seppure indirettamente, durante una corsa il ferimento di un collega: i due ovviamente finiranno per innamorarsi. Altra vicenda amorosa nell’avventuroso Il cacciatore del  Missouri (1951) di William A. Welman: qui Clark Gable sposa una giovane indiana con la quale organizza una caccia sui monti e che in seguito ad un attacco di indiani  viene uccisa dopo aver partorito. E’ un cacciatore anche in Mogambo (1953) di John Ford dove dovrà dividersi tra una ballerina (Ava Gardner) e Grace Kelly, moglie di un antropologo per cui ha organizzato un safari.

Ruoli di  grande spessore in Gli implacabili (1955) di Raoul Walsh e Gli spostati (1961) di John Huston. Nel film di Walsh è uno dei fratelli assoldati  da un ricco possidente (Robert Ryan) per  portare la sua mandria dal Texas  al Montana attraverso territori infestati dagli indiani che dovrà competere con un giovane nell’amore  verso la sensuale Jane Russell. In quello di  Huston è un cowboy di mezza età costretto a catturare con metodi crudeli cavalli selvaggi per una fabbrica di mangimi. Ma la vera preda è Marilyn Monroe che lo convince  a lasciare andare un animale catturato: un  simbolo di libertà. É l’ultimo film interpretato da Clark Gable che avendo rifiutato da sempre controfigure effettuò qui faticose riprese che lo portarono ad essere colto da un infarto prima che esse fossero terminate. Ma, prima del film di John Huston, il popolare attore aveva interpretato in Italia La baia di Napoli (1960) di Melville Shavelson. E fa una bella conquista, quella di Sophia Loren, che è la zia del nipote di cui doveva curare l’eredità dopo la morte del fratello. Un altro ruolo di conquistatore di cuori.     

di Paolo Micalizzi