Ad un mese dall’inizio di Seeyousound, viene svelato il filo conduttore dell’intero festival: Black Lives Matter e lo spirito Black contenuto in note e fotogrammi dei film proposti all’interno del programma.

In molte delle categorie del festival si ritrova questo collegamento: partendo dal conocorso Long Play Doc viene presentato il film Ronnie’s di Oliver Murray, che esplora 60 anni di uno dei jazz club più importanti del mondo (che porta il nome del sassofonista Ronnie Scott) nato nel 1959 in un seminterrato di Soho a Londra e che ha ospitato leggende musicali, tra cui Ella Fitzgerald, Chet Baker, Nina Simone e Miles Davis.

Ronnie’s di Oliver Murray.

Passando poi alla sezione Into The Groove, si trovano tre titoli legati al filo nero: Everything: The Real Thing Story, film di Simon Sheridan che racconta la storia vera della prima rivoluzione della musica nera in Gran Bretagna ad opera dei The Real Thing; Osannaples di M. Deborah Farina che celebra i 50 anni di carriera della band partenopea Osanna, che ha creato un autoctono progressive-rock gettando le basi del Naples Power; infine, si aggiunge il cortometraggio d’animazione En Rang Par Deux di Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini, prodotto dal CSC Animazione di Torino.

All’interno di Rising Sound, sezione non competitiva che esplora le sonorità del continente africano, sono presentati Contradict Ideas for a new world, che ha portato in Ghana i registi svizzeri Peter Guyer e Thomas Burkhalter alla scoperta di una new wave che grazie a strumenti a basso costo e a internet, registrano e diffondono musica con cui reclamano un nuovo ruolo per l’Africa; e Lisbon Beat di Rita Maia e Vasco Viana che si muove nella periferia di Lisbona, città con una vibrante scena musicale afroportoghese.

Everything: The Real Thing Story, film di Simon Sheridan.

Infine, il filo nero non manca anche in Soundies, contest di videoclip curato da Alessandro Battaglini, che da quest’anno riveste anche il ruolo di vicedirettore del festival. Il focus si sviluppa in una tracklist di titoli fuori concorso che guardano dritto in faccia ai temi più caldi del movimento black. Presentato in concorso è anche Sixteen di J Lord, in cui il rapper classe 2004, napoletano afrodiscendente, che dipinge un affresco pulsante del contesto in cui vive con un suono potente e pulito che guarda direttamente all’hip-hop americano.

Come ricorda il direttore del festival, nonché curatore della sezione Into the Groove, Carlo Griseri: “Che #BlackLivesMatter non fosse uno slogan nato per protestare contro l’uccisione di George Floyd del 25 maggio 2020 è cosa nota. Il discorso è iniziato con i primi commerci di schiavi e tramite la musica è stato tenuto vivo anche nei brani non esplicitamente politici e in luoghi lontani dagli infuocati Stati Uniti degli ultimi mesi. Nel focus ci saranno le proteste contro le violenze del Sistema e della polizia sugli afroamericani ma anche le generazioni di “neri a metà” italiani (Mario Musella e James Senese, in primis), le radici più pure della musica e le sue declinazioni più attuali, le note che i migranti africani hanno portato con sé nei loro viaggi e molto altro ancora.”

Osannaples di M. Deborah Farina.

Seeyousound è ideato e realizzato da Associazione Seeyousound, in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino, con il contributo di Fondazione CRT, main sponsor Diplomático Rum.

SEEYOUSOUND si potrà guardare ovunque, semplicemente on demand su PLAYSYS.TV (biglietto singolo 3,99€; abbonamento festival 35€; abbonamento sostenitore 45€ con t-shirt e pin disponibili su www.seeyousound.org e www.playsys.tv)