Seeyousound, il primo festival italiano dedicato al cinema internazionale a tematica musicale, torna a Torino dal 19 al 25 febbraio. L’anno scorso è stato uno dei primi festival a doversi fermare a causa dell’emergenza sanitaria e per questo l’associazione organizzatrice ha scelto come simbolo della settima edizione il fulmine (unito al numero 7), a indicare la rinascita e la voglia di non fermarsi.

7 sono, infatti, i giorni di festival che quest’anno si svolgerà on line sulla nuova piattaforma vod Playsys (e anche qui i film saranno disponibili per 7 giorni) e on site al Cinema Massimo MNC di Torino.

In attesa di svelare il programma completo di film in competizione, lungometraggi fuori concorso e film-evento, gli organizzatori ci svelano in anteprima 7 titoli che racchiudono l’intero spettro dell’universo musicale. Il concorso Long Play Doc porta a Seeyousound in anteprima italiana il documentario islandese A Song Called Hate di Anna Hildur, con la partecipazione degli Hatari e la loro presenza all’Eurovision 2019 di Tel Aviv.

Un’immagine da Rockfield: The Studio On The Farm di Hannah Berryman.

La sezione non competitiva Into The Goove proporrà, invece, una serie di film inediti in Italia tra cui appare Don’t Go Gentle – A Film About Idles di Marc Archer, un film che attraversa le avversità della heavy post-punk band britannica Idles (una delle realtà più interessanti del panorama internazionale odierno). Sempre in questa sezione compare Rockfield: The Studio On The Farm di Hannah Berryman, l’improbabile storia di due fratelli che hanno trasformato la loro fattoria nella profonda campagna gallese nel primo studio di registrazione residenziale di sempre dove arriveranno Black Sabbath, Queen, Robert Plant, Iggy Pop, Simple Minds, Oasis, The Stone Roses, Coldplay e molti altri. É presente anche un trio di film italiani presentati in anteprima a Seeyousound realizzati a cavallo degli ultimi due anni ci raccontano di situazioni fino a poco tempo fa famigliari, per i musicisti e per il pubblico, la vita da palcoscenico e gli eventi dal vivo di cui oggi si sente tanto la mancanza: Nothin’ At All di Matteo Malatesta, nasce per documentare il ritorno di Pivio all’attività concertistica, a maggio 2019 dopo 35 anni di rarissimi live e una carriera dedicata alla musica da film con il sodale Aldo De Scalzi; La Leggenda del Molleggiato del regista torinese Francesco Ferraris, muove i primi passi durante la residenza artistica di Jazz:Re:Found, una settimana a novembre 2018 durante la quale 12 giovani musicisti contemporanei rielaborano il repertorio più black ed esterofilo – nonché meno conosciuto – di Adriano Celentano. Con il documentario Moondog Can See You il regista Miha Sagadin immortala il viaggio di ricerca sul visionario cantautore e compositore statunitense Louis Thomas Hardin, dall’ideazione nata in seno al Torino Jazz Festival 2018 al debutto alle OGR nell’edizione 2019.

Un’immagine da Contradict, di Peter Guyer e Thomas Burkhalter.

L’Europa che si affaccia all’Africa è la caratteristica principale di Rising Sound – Trans Global Express, la sezione non competitiva che racconta nuove suggestioni sonore e inedite commistioni tra strumenti musicali e nuove tecnologie. È il caso di Contradict, di Peter Guyer e Thomas Burkhalter, che segue una nuova generazione di musicisti in Ghana che continuano le lotte postcoloniali dei loro genitori e nonni, ma con nuovi mezzi e nuovi alleati. I registi svizzeri, che per cinque anni hanno documentato questa nuova corrente, ne esplorano le potenzialità future in questa opera presentata in anteprima italiana al festival.