Il 2020 sta per concludersi. Diciamocelo: non mancherà praticamente a nessuno. Tutto il mondo è stato colpito dalla più tremenda delle pandemie che la Storia abbia mai registrato. Mentre la gran parte della popolazione continua a vivere confinata quasi tutto il giorno nelle proprie abitazioni, interi comparti dell’economia stanno vivendo lunghi mesi di profonda crisi. Lo stesso è successo per il mercato cinematografico, tra set chiusi, distribuzioni bloccate e sale cinematografiche chiuse a singhiozzo e ormai non accessibili al pubblico da diversi mesi. Secondo i dati rilevati in Italia dall’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), i cinema hanno registrato nel 2020 un incasso complessivo di oltre 182.5 milioni di euro per un numero di presenze pari a circa pari a circa 28 milioni di biglietti venduti. Si tratta, in rapporto ai dati 2019, di un decremento del 71,3% degli incassi e di più del 71% delle presenze. Dati allarmanti e preoccupanti, soprattutto in virtù del fatto che ancora non è dato sapere quando le sale potranno effettivamente riaprire.

Ma il Cinema non si è mai fermato. Approfittando delle finestre di apertura delle sale, del contributo e dinamismo delle piattaforme streaming e VOD e, va sottolineato, del prezioso contributo nella promozione cinematografica avuto dai festival di cinema che, tra modalità in presenza o ibride o interamente virtuali, hanno garantito a moltissimi autori e film di arrivare comunque al grande pubblico. Quindi, come da tradizione, l’ultima settimana è dedicata alle classifiche dei migliori film dell’anno. Anche noi non ci tireremo dietro di fronte a questa spasmodica voglia di liste. Abbiamo chiesto a due delle nostre redattrici, Giada Sartori e Joana Fresu de Azevedo di compilare le loro classifiche, prendendo in considerazione tre filoni: Miglior Lungo Italiano, Miglior Corto Italiano, Miglior Film Internazionale. Partiamo con le loro preferenze per i migliori lungometraggi italiani.

Top5 Miglior Lungo Italiano di Giada Sartori

1. L’incredibile storia dell’isola delle Rose

Con L’incredibile Storia dell’Isola delle Rose, Sydney Sibilia realizza un inno alla gioia di vivere nonostante le regole. Lo fa portando sullo schermo una delle vicende più curiose e dimenticate della recente storia italiana: quello di un piccolo stato indipendente creato nel 1968 fuori dalle acque territoriali italiane dall’ingegnere bolognese Giorgio Rosa. Con un cast delizioso in cui spiccano Elio Germano, Matilda De Angelis e Tom Wlaschiha, Sydney Sibilia riporta sullo schermo la passione esplosiva che lo ha reso famoso in Smetto quando voglio, ma con maggiore maturità e consapevolezza.

2. Padrenostro

Attraverso Padrenostro, il regista e sceneggiatore Claudio Noce trova il modo di riflettere sull’episodio che ha segnato la sua vita: l’attentato a suo padre, il vicequestore Alfonso Noce, nel mezzo degli anni di piombo. Lo fa tornando bambino, attraverso gli occhi e la splendida interpretazione di Mattia Garaci. Padrenostro è la storia di un rapporto padre-figlio in costruzione, tra idealizzazioni e delusioni, ma anche un racconto di formazione sospeso sul confine della fantasia. Nel ruolo del padre nella finzione filmica troviamo Pierfrancesco Favino, meritato vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

3. Cosa sarà

Una portiera in faccia: così Bruno Salvati (Kim Rossi Stuart) scopre di essere malato. Si tratta di una strana forma di leucemia e per sopravvivere ha bisogno di un donatore. Lo cerca nella sua famiglia, tra la moglie da cui ha da poco divorziato e i due figli, quando poi il padre accende in lui una speranza. È proprio di questo che tratta Cosa sarà: della necessità della speranza, della necessità di vedere un sole splendente anche quando il cielo è pieno di nubi. Francesco Bruni, giunto al suo quarto lungometraggio, trae spunto dalla sua vita per realizzare il suo film più personale, sentito e catartico, immerso in una malinconica autoironia.

4. Figli

Figli ci ricorda quello che abbiamo perso con la morte di Mattia Torre: non solo la penna più straordinaria di Italia, ma anche una persona dalla rara sensibilità, capace di capire le persone in tutte le loro sorprendenti sfumature. Nato dal suo monologo I figli invecchiano e con la regia di Giuseppe Bonito, Figli riesce a non solo essere un ritratto efficace di cosa significhi essere genitore in tutte le sue idiosincrasie, ma anche a mostrare un’intera generazione. Come protagonisti troviamo i sempre bravi Valerio Mastandrea (interprete del monologo) e Paola Cortellesi.

5. Buio

Buio di Emanuela Rossi è l’esempio della direzione che dovrebbe prendere il cinema italiano. Si tratta di un film che, nonostante il budget irrisorio, riesce a toccare generi come la fantascienza in modi che la nostra industria sembra precludersi in partenza. Emanuela Rossi, con estrema sicurezza nell’uso della macchina da presa, porta sullo schermo la distopia di tre sorelle, costrette a casa da anni da un sole diventato pericoloso o almeno così racconta loro padre. Buio è una favola femminista sul prezzo della libertà, supportata da un eccellente cast (Denise Tantucci, Gaia Bocci, Olimpia Tosatto).

Top5 Miglior Lungo Italiano di Joana Fresu de Azevedo

1. Cosa sarà

Francesco Bruni, prima come sceneggiatore e docente di tanti allievi divenuti originali talenti del nostro cinema, e ormai da diversi anni nella veste di regista delle sue storie, ci offre col suo quarto film un’opera che va oltre il concetto autobiografico, dimostrando la sua straordinaria capacità di mettersi al servizio della propria narrazione, degli attori coinvolti e del cinema stesso. Cosa sarà, escamotage artistico con cui Francesco Bruni sceglie d’esorcizzare il lungo periodo di malattia che ha attraversato e lo ha portato, proprio come il suo protagonista al trapianto, va oltre il mero concetto autobiografico, offrendo allo spettatore un film in cui si ride, si ride pure, ma con una carica emotiva che nasce dall’abilità narrativa di Bruni di saper tracciare e delineare con forza i suoi personaggi e grazie ad un cast (da rilevare l’incredibile interpretazione della giovane Fotinì Peluso) sapientemente diretto dal regista livornese.

2. Figli

Pensato, scritto, fortemente voluto e iniziato a girare da quella straordinaria mente narrativa che è stata Mattia Torre, a Giuseppe Bonito è toccato l’arduo compito di firmare la regia di Figli che, senza ombra di dubbio, può essere preso come il testamento cinematografico di Torre. Anche qui, un film parzialmente biografico, nato – come avviene ai protagonisti (Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi dimostrano di essere perfettamente in linea con l’ironia dello sceneggiatore e la fanno propria con le loro interpretazioni) – dall’analisi di quanto la vita possa cambiare con la nascita di un secondo figlio. E di quanto non si sia mai abbastanza grandi per essere genitori.

3. Lontano lontano

Film di Giorgio Di Gregorio, che segna anche l’ultima, magistrale, interpretazione di un grande del nostro cinema quale è stato Ennio Fantastichini. Film sfortunato Lontano lontano: presentato al Torino Film Festival nel novembre 2019, la sua distribuzione in un esiguo numero di sale cinematografiche (18) era stata programmata per fine febbraio 2020. Ma è riuscito ad avere nuova vita solo a giugno 2020 quando è stato inserito nel ricco catalogo ad accesso gratuito di Raiplay. Ed è uno dei film più forti e simbolici dell’anno. Con la sua disamina sulla solitudine, l’abbandono, la povertà. E la forza e determinazione di cercare di essere sempre e comunque se stessi.

4. Favolacce

Con il loro secondo film, dopo il folgorante esordio avuto con La terra dell’abbastanza, i Fratelli D’Innocenzo a febbraio 2020 hanno nuovamente conquistato il pubblico e la critica della Berlinale, aggiudicandosi anche il prestigioso Orso alla Miglior Sceneggiatura. Da lì, la strada dei principali festival cinematografici li ha quasi sempre visti in selezione e tra i principali vincitori. Dopo una lunga attesa, la scelta di Vision è stata quella di presentare Favolacce direttamente sulle piattaforme VOD, con un ampio consenso di visualizzazioni. Il fulcro narrativo del film (che tutto è o vuole essere tranne che una storia per bambini, ma sui bambini alle prese con genitori che non sanno crescere) sta nel cercare, inesorabilmente, di farci capire che non avremo scampo. Perché i protagonisti di una delle Favolacce raccontate da Fabio e Damiano D’Innocenzo potremo essere proprio noi. 

5. Il grande passo

Antonio Padovan, con il suo film Il grande passo non ha avuto uguale fortuna in questo tribolato 2020 distributivo. Anche lui presenta il suo film in cui Stefano Fresi e Giuseppe Battiston sono fratelli. Presentato nel 2019 al TFF, riesce ad avere un primo percorso distributivo festivaliero a inizio estate (grazie a manifestazioni quali, ad esempio, il triestino ShortTS o il laziale Cerveteri Film Festival), ma arriva in sala solo nel corso dell’estate 2020. Due famiglie, due fratelli nati separati dal ricordo contrastante di un padre che in fondo non c’è mai stato per loro, se non nella potenza delle sue bugie. Due uomini, fragili, profondamente soli, che si ritrovano nell’apparente follia di fare quel Grande Passo. Finalmente insieme.

di Giada Sartori e Joana Fresu de Azevedo