Giustamente Ornella Vanoni è molto nota ed è popolare per il suo ruolo prestigioso di cantante ma, forse, non tutti sanno che può vantare anche una  buona presenza nel cinema. Senza trascurare che è nata come attrice di teatro avendo interpretato alcune opere di Bertolt Brecht sotto la direzione di Giorgio Strehler nel suo Piccolo Teatro di Milano. Una decina i film che ce la fanno vedere sullo schermo. La sua prima apparizione, è un Cameo, è nel film I ragazzi del Juke–Box (1959) di Lucio Fulci. Ancora nel mondo della musica leggera con I ragazzi dell’Hully Gully (1964) di Marcello Giannini, Per un pungo di canzoni (1966) di Josè Luis Merino e Canzoni in… bikini (1963) di Giuseppe Vari.

Un ruolo diverso è nel secondo episodio del film Amori pericolosi (1964) che è firmato da Alfredo Giannetti, Carlo Lizzani e Giulio Questi. Ornella Vanoni appare nell’episodio di Carlo Lizzani La ronda, tratto dalla commedia teatrale Chemin de ronde di Robert Francheville. La vediamo nel ruolo di una prostituta, incarcerata per aver ferito il suo “protettore” (Frank Wolff), che tenta di evadere dalla fortezza che la ospita, ma è bloccata da un giovane legionario (Jean Sorel). Che s’innamora di lei, trascurando così i suoi doveri di militare. Ma poi la ucciderà con una fucilata per non essere accusato di averne favorito l’evasione. Impegnativo è anche il  ruolo di La Sniza nel televisivo Il Mulino del Po (1971) di Sandro Bolchi che riguarda la seconda parte del celebre romanzo di Riccardo Bacchelli che mette l’accento  sui fermenti sociali che ebbero ad esplodere sulle rive del Po a causa  delle iniqua “legge sul macinato”.

Ancora un ruolo drammatico in I viaggiatori della sera (1979) di Ugo Tognazzi. Riveste il ruolo di Niki che insieme al marito (Ugo Tognazzi) viene condotta dai figli  in un “centro vacanze”, dove ogni giorno una specie di Bingo decide chi deve partire in crociera verso una probabile morte. E, mentre lei, nel clima godereccio che regna nel centro, riscopre la sessualità, lui cerca di fuggire. Siamo in un futuro vicino e l’atmosfera ci riporta ad un clima di fantascienza sociale ma anche all’Italia degli anni Settanta in cui i giovani cercano di spazzare via le vecchia generazione, dimostrando di non avere sentimenti. Il film si ispira all’omonimo romanzo di Umberto Simonetta.

E’ anche nel film del 2015 diretto da Alessandro Genovesi Ma che bella sorpresa. In una storia dai toni surreali, è la madre (il padre è Renato Pozzetto) di un giovane insegnante di ginnastica, dall’aspetto lunare, che è amico di un professore  lombardo trapiantato a Milano (Claudio Bisio) che ha delle allucinazioni.

Nella carriera cinematografica di Ornella Vanoni anche un Peplum, Romolo e Remo (1962) di Sergio Corbucci, visto recentemente in TV che ci ha fornito lo spunto per questo articolo. La vediamo nel film, che racconta la nascita di Roma, innamorata di Remo che sarà poi ucciso dal fratello Romolo. Ed era molto bella, con quella faccia da indomita con cui la vediamo anche adesso.

di Paolo Micalizzi