Dalle 14.00 di oggi, 2 novembre, è online nella Sala Web del Trieste Science+Fiction Festival sul Mymovies.it il programma Spazio Corto, la sezione che l’evento triestino dedica ai cortometraggi italiani di genere sci-fi. Tra i nove film proposti, disponibili per le prossime 24 ore, ve ne vogliamo consigliare due che hanno particolarmente attirato la nostra attenzione.

L’Elemosina – Gianni De Blasi – Italia, 2019 – 16’30”

Guara il trailer di L’Elemosina (G. De Blasi, 2019)

In un periodo di forte incertezza ed insicurezza come quello in cui questa pandemia mondiale ci ha catapultato, il futuro distopico di L’elemosina, cortometraggio di Gianni De Blasi del 2019 prodotto da Passo Uno Cinema Srl e distribuito da Elenfant Distribution, ci sembra assolutamente vicino e plausibile.

Laura (una strepitosa Iaia Forte, grande attrice di teatro e cinema, che in questo corto offre una struggente interpretazione da cui traspare, potente, tutta la sua bravura) è una donna sola e benestante, che decide di sconvolgere la propria vita tentando un provino per un particolare talent show, in cui tre mendicanti devono contendersi il favore del pubblico raccogliendo l’elemosina in diretta. Cosa la porta a fare questa scelta? Riuscirà ad abbandonare la comodità della sa esistenza agiata per finire tra i reietti della società? Ve lo lasciamo scoprire in questi 16 minuti di un corto che guarda al futuro, ma analizzando, in modo molto crudo, che non fa sconti una società, come la nostra presente, incapace di provare empatia per il prossimo se non guardandolo, non senza un certo sadismo, mentre soffre. Il film si pone anche come spietata accusa ad un sistema televisivo che ha prodotto alcune storture nella nostra società. In fondo, come dice lo stesso Gianni De Blasi:

Nella cornice dello schermo, ritroviamo la storia di una tentata occasione di riscatto che porta, paradossalmente, verso l’amara constatazione della nostra inconsisenza quale nuova frontiera di intrattenimento.

Le abiuratrici – Antonio De Palo – Italia, 2019 – 15′

Il trailer di Le abiuratrici (A. De Palo, 2019)

Un altro futuro distopico, un’altra storia con al centro delle donne che sanno dimostrare la loro forza nel non nascondere la propria fragilità. Questo il contesto in cui va a svilupparsi l’ultimo cortometraggio di Antonio De Palo, Le abiuratrici. Prodotto da Assedio Film, Mediterraneo Cinematografica, in collaborazione con Intherfilm, la trama ci porta avanti, fino al 2087, in un periodo in cui il Governo della Confederazione degli Stati Autonomi d’Eurasia ha adottato un programma di Eugenetica, chiamato EUGENE 51, con lo scopo di creare gli esseri “iper-positivi”. Vera e Roberta sono due “Abiuratrici irreversibili”, ovvero donne a predisposizione positiva adatte al programma, a cui, però, hanno rinunciato per amore dei propri amati, considerati “soggetti negativi” e dai quali sono state separate. Confinate nella stessa cabina in una località sconosciuta, trascorrono i loro giorni nella speranza di riportare alla loro mente il ricordo del volto del loro amato (Valeria Solarino, in una chiave drammatica che è più che in grado di tenere, ma senza riuscire, purtroppo, a risultare sempre credibile nella sua interpretazione) e Roberta (Claudia Potenza, che riesce a coprire qualche problema di dizione grazie ad una regia sempre attenta a tenere il focus sulle due attrici) sono due Abiuratrici irreversibili, donne a predisposizione positiva adatte al programma, che hanno dovuto rinunciare ai propri amati, considerati soggetti negativi. Costrette a vivere in totale isolamento, senza il conforto dei propri cari, senza un gesto di affetto, le due protagoniste vivono in un mondo di ricordi. Covandoli nei loro sogni.

di Joana Fresu de Azevedo