Abhartach in irlandese significa nano. Probabilmente davanti ai vostri occhi si è palesata l’immagine di un essere innocuo, nemmeno capace di far male alla mosca, qualcuno di simile probabilmente ai cari aiutanti di Biancaneve, ma Abhartach è tutt’altro. La leggenda orale irlandese (di cui si ha testimonianza grazie al volume del 1875 The Origin and History of Irish Names of Places di Patrick Weston Joyce) che lo vede protagonista lo definisce come un odioso tiranno con poteri magici. In molti cercarono di fermarlo e quando finalmente il capo di un villaggio vicino riuscì ad ucciderlo, si accorsero che nemmeno la morte riusciva a fermarlo e questi continuò a seminare il terrore finché un druido non capì come annullare i suoi poteri. Secondo delle versioni alternative della leggenda Abhartach si alzava dalla sua tomba per bere il sangue dei suoi sudditi. Non stupisce quindi che per alcune fonti questa sia stata l’ispirazione di Bram Stoker per creare il personaggio di Dracula. Se la leggenda può vista con dubbiosità, la tomba di Abhartach esiste davvero e si trova nel villaggio di Slaghtaverty e secondo alcuni una volta Bram Stoker si fermò a bere una volta nel pub locale.

Nella finzione di Boys from County Hell, secondo lungometraggio dell’irlandese Chris Baugh dopo Bad Day for the Cut, Slaghaverty diventa Six Mile Hill, ma la tomba e l’attrazione turistica rappresentata da un possibile legame con Bram Stoker rimangono (difatti anche il pub locale è intitolato a lui). È un villaggio come tanti, di quelli che a malapena compaiono sulla mappa, e quando i turisti ci passano, principalmente per sbaglio, lo fanno solamente perché incuriositi dalla tomba di Abhartach. Eugene (Jack Rowan), un giovane sbruffone del luogo, passa il tempo a bere birra e a proporsi come guida turistica a visitatori ignari. Peccato che quell’unico avamposto di interesse per Six Mile Hill stia per venire raso al suolo per far spazio a una nuova tangenziale. Il progetto edile, gestito da Francie (Nigel O’Neill), padre di Eugene (e in cui verrà coinvolto anche quest’ultimo), però non ha tenuto in considerazione che un vampiro non è di certo felice quando viene distrutta la sua tomba.

Uno still del film

Boys from County Hell, che trova la sua origine nel cortometraggio omonimo del 2013 sempre dello stesso regista, si inserisce nella tradizione della commedia inglese di genere affermatasi con Edgar Wright e Joe Cornish. I suoi parenti più prossimi sono appunto Shaun of the Dead (Edgar Wright, 2004) e Attack the Block (Joe Cornish, 2011), ma anche il più recente Get Duked! (Ninian Doff, 2019). L’unico peccato è che all’opera di Chris Baugh manchi (o veda emergere solo a tratti) il mordente e l’umorismo necessario per distinguersi davvero. Si posiziona tra horror, commedia e film d’azione senza abbracciare appieno nessuna di queste strade. Sulla carta Boys from County Hell aveva il potenziale per diventare un piccolo cult: un gruppo di inusuali cacciatori di vampiri alla ricerca di creature che non seguono le regole tradizionali che siamo soliti menzionare, il tutto ambientato in qualche cittadina sperduta dell’Irlanda. Un mix di dialetti incomprensibili, black humor e vampiri che se solo avesse avuto il coraggio di osare di più con una direzione precisa livello di genere e maggiore energia sarebbe stato a dir poco indimenticabile.

di Giada Sartori