Shinya Shokudō è il titolo originale del manga di Yaro Abe (arrivato a 21 volumi e ancora in corso) – recentemente tradotto e pubblicato anche in italiano – così famoso in Giappone da essere stato trasposto nel 2009 da Netflix in una serie tv ben due stagioni, da dieci episodi ciascuna (in Giappone è arrivata, invece a cinque stagioni).

Quando le persone giungono a fine giornata e si affrettano verso casa, inizia la mia giornata. La mia tavola calda è aperta da mezzanotte alle 7 di mattina. La chiamano “la tavola calda di mezzanotte”. Questo è tutto ciò che ho in menù. Ma preparo qualsiasi cosa mi chiedano i clienti, se ho gli ingredienti necessari. È questa la mia politica. Se ho abbastanza clienti? Più di quanti ci si aspetterebbe.

Una scena di Midnight diner disponibile su Netflix

Questa è la presentazione del piccolo locale, gestito da Master (interpretato da Kaoru Kobayashi), un cuoco misterioso dal cuore grande. Il tutto è ambientato in una zona di Tokyo lontana dal traffico, dai rumori e dalle masse che si spostano frenetiche da un punto all’altro della città: in una rete di viuzze e vicoletti si trova l’accogliente locanda, punto di ritrovo dei personaggi più vari.

Ogni episodio racconta la vita di un cliente, partendo proprio dal piatto che sceglie di farsi preparare dallo chef: la ragazza amante delle costate di maiale (tonteki) che si innamora sempre degli uomini sbagliati e passa il tempo realizzando per loro maglioni; la prostituta che diventa amica del figlioletto di un giocatore d’azzardo grazie alla passione in comune per il tofu all’uovo; due amiche, future doppiatrici, che ordinano kitsune udon come portafortuna per i loro provini. Sono tutte storie diverse tra loro –anche se alcuni personaggi sono ricorrenti e danno un senso di continuità tra i vari episodi –, ogni persona riesce a dar voce alle proprie paure, ai desideri, alle debolezze e alle gioie della vita, terminando con finali più o meno amari.

Una scena di Midnight diner disponibile su Netflix

La locanda risulta un’oasi, un angolo di tranquillità nella confusione notturna di una città come Tokyo, un luogo in cui ogni persona si può fermare, consumare dell’ottimo comfort food e trovare anche ristoro per l’anima: lo chef, che è sempre presente ma spesso sullo sfondo, è infatti un ottimo ascoltatore e riesce a dare un buon consiglio a chiunque, con onestà e delicatezza. Ogni episodio è una caramella, uno tira l’altro e sarebbe veramente meraviglioso se le altre stagioni fossero disponibili anche per Netflix Italia.

di Alice Dozzo