La 77a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si farà live nella data stabilita, cioè 2 – 12 settembre. Lo si sapeva già sin dopo poco tempo  dell’insorgere della pandemia e se ne è avuta la certezza con la Conferenza Stampa, seppure in streaming, del 27 luglio. E’ con grande senso di responsabilità e i impegno che abbiamo affrontato una  situazione ignota e senza precedenti, ha detto il Direttore Artistico Alberto Barbera. Una situazione, ha precisato, nella quale le regole del gioco cambiavano in continuazione, costringendoci a grande flessibilità  e disponibili e continue correzioni di rotta. La Mostra si terrà nelle date previste, a prezzo di qualche rinuncia ma anche forte di innovazioni favorite dalle opportunità che le circostanze hanno rese possibili.

Circa il programma  Alberto Barbera  ha dichiarato che la Mostra contiene, per dirla con Bob Dylan, moltitudini di film, di generi, di prospettive. Sono stati invitati un numero consistente di film, ma, come era prevedibile, solo di poco inferiore, ha precisato Barbera, alle tradizionali proposte veneziane. Rappresentativi della ricchezza e la varietà del cinema: film d’autore, commedie, documentari, film horror e gangster movie, senza trascurare film che rifiutano la separazione dei linguaggi a vantaggio di una contaminazione produttiva di forme ed estetiche. Come era prevedibile, guardando il programma, si nota che manca qualche titolo spettacolare, dato che il lockdown condiziona ancora la programmazione delle uscite dei film hollywoodiani più attesi, e ci sarà una limitazione nella presenza di alcuni cast dei film invitati a causa della libertà dei viaggi intercontinentali. Ma il programma darà conto della vivacità del cinema contemporaneo, grazie  ad un ricambio generazionale che fa affidamento anche alla componente femminile, sinora relegata, ha affermato Alberto Barbera, a percentuali imbarazzanti. In tal senso, ha precisato, quasi la metà sono film diretti da donne, selezionati esclusivamente in base a criteri di qualità e non a seguito di protocolli di genere. Aggiungendo anche che  si tratta di una percentuale senza precedenti  nell’auspicio per un futuro del cinema scevro di pregiudizi e discriminazioni di sorta.

Alla Mostra erano giunti 2709 opere, di cui 1370 lungometraggi e 1339 cortometraggi. Ne sono state scelte 60 alle quali poi ne sono state aggiunte altre quattro fuori concorso. Quindi alla Mostra saranno presenti  nella Selezione ufficiale 62 opere cosi suddivise: 18 nella sezione Venezia 77 (Concorso), 24 nella sezione Fuori Concorso (di cui 11 documentari), 19 nella sezione Orizzonti, 2 nella sezione Biennale College – Cinema e 1 nella sezione Fuori Concorso – Proiezioni speciali. Per quanto riguarda i cortometraggi ne verranno presentati 15: 12 nella sezione Orizzonti, uno in Orizzonti – Fuori concorso ed un altro nella sezione Fuori Concorso – Proiezioni speciali. Figura anche una serie TV come proiezione speciale Fuori Concorso.

Non ci sarà la sezione Sconfini, e si dovrà attendere il ritorno alla normalità per essere ripristinata, il Concorso Venice VR Exspanded sarà collocato in streaming, e Venezia Classici avrà luogo, grazie alla collaborazione con la Cineteca di Bologna, nella 34.a edizione del festival Il Cinema Ritrovato in programma nel capoluogo emiliano dal 25 al 31 agosto, prima delle repliche già previste a Venezia nei mesi successivi. Segno concreto, ha detto Alberto Barbera, di una solidarietà tra  i festival e della capacità di reagire alle difficoltà  del momento, contribuendo così alla ripartenza  della vita culturale del Paese. In tal senso è da sottolineare un’altra collaborazione importante, la condivisione con i Festival di Toronto, Telluride e New York del terzo lungometraggio della regista Chloé Zhao Nomadland che è prodotto e interpretato dall’attrice premio Oscar Frances McDormand. Parlando di questo film Alberto Barbera ha dichiarato che si tratta di un viaggio coraggioso e toccante dentro un mondo sconosciuto, lontano dalla nostra coscienza sociale, che acquista un significato del tutto particolare in questo periodo di isolamento causato dalla pandemia, e che dimostra come alcuni valori quali la solidarietà reciproca e il forte senso di comunità possono salvarci dalla solitudine, dal fallimento e dalla disperazione.

Entrando un po’ nel dettaglio circa le opere che saranno presenti nelle varie Sezioni, vi è da dire che in Venezia 77, relativa al Concorso per il Leone d’Oro vi partecipano 13 registi esordienti: Hilal Baydarov (In beetween dying), Mona Fastvold (The world to come), Michel Franco (Nuevo orden), Kiyoshi Kurosawa (Spy non Tsuma), Majid Majidi (Khorshid), Kornél  Mundruczò (Pieces of a woman), Susanna Nicchiarelli (Miss Marx), Claudio Noce (Padrenostro), Malgorzata Szumowska con coregia di Michal Englert (Neve gonna snow again), Chaitanya Tamhane (The disciple), Julia von Heinz (Und morgen die ganze welt), Jasmila Zbanic (Quo vadis, Aida?) e la già citata Chloé Zhao con Nomadland. Ad essi sono da aggiungere: Le sorelle Macaluso di Emma Dante, Amants (Lovers) di Nicole Garcia, Laila in Haifa di Amos Gitai, Dorogie tovarischi (Dear comrades) di Andrei Konchalovsky, Notturno di Gianfranco Rosi.

Quindi, sono quattro i film  italiani in Concorso. Ma la  presenza del Cinema Italiano  nelle varie Sezioni della Mostra di Venezia conterà in totale 17 lungometraggi, oltre a 3 cortometraggi nella sezione Orizzonti e 2 film  nella sezione Classici restaurati che, come detto, saranno proiettati a Il Cinema Ritrovato di Bologna.

Per affrontare la pandemia  la Mostra di Venezia che ha seguito, e continua a fare, con la massima attenzione l’evoluzione dell’emergenza sanitaria, sta elaborando, in accordo con gli organi di controllo nazionali e regionali, un piano di sicurezza anticovid 19, una scomoda presenza, ha dichiarato il Direttore Barbera nella Conferenza Stampa, che ha condizionato non poche scelte ed imposto straordinarie misure di sicurezza, applicate con rigore per assicurare a tutti i partecipanti – team, accreditati e pubblico – di poter essere parte attiva della manifestazione in tranquillità e senza correre alcun rischio. L’aumento delle repliche di ciascun film grazie anche all’utilizzo a pieno titolo della multisala  Astra del Lido  consentiranno di poter vedere la maggior parte dei film.

Che la Festa cominci, dunque.

di Paolo Micalizzi