Liao Ming-Yi, classe 1980 Taiwan, debutta alla regia con una commedia, da lui scritta, molto colorata e molto pop intitolata 怪胎 guaitai, nella versione internazionale I WeirDO. Il film presentato in anteprima mondiale al FEFF2020 si presenta con un titolo internazionale che rimanda un po’ alla formula inglese “I do” utilizzata nelle celebrazioni di nozze, resa nel doppiagese italiano come “Sì, lo voglio” perché i due protagonisti difatti si scelgono, e scegliendosi, scelgono di accogliere tutte le stranezze dell’una e dell’altro. Stranezze tipiche del weirdo, “lo strambo” per l’appunto il titolo originale guaitai.

Austin Lin interpreta Chen Po Ching

Chen Ching – interpretata da Nikki Hsieh, vincitrice del premio Best Supporting Actress al 43 Golden Horse Award – è una giovane ragazza dai capelli per metà blu, la quale per pagarsi l’affitto fa la modella, ma può lavorare solo una volta a settimana poiché la sua pelle si irrita terribilmente ogni volta che esce di casa. Chen Po Ching – l’attore Austin Lin, vicitore del premio come Best Supporting Actor al 53 Golden Horse Award, e miglior attore emergente al 19 Shanghai International Film Festival – è un traduttore, con la frangetta alla Spock, che lavora da casa ma che è tremendamente lento a scrivere al computer. Ciò che accomuna i due è il loro un disturbo ossessisvo compulsivo (OCD), nello specifico la fobia dei microbi. Ecco perché l’suo di guanti, mascherine, gel mani e impermeabili con cappuccio da parte dei due protagonisti nulla ha a che fare con il recente Covid. Così le loro giornate scorrono in maniera ripetitiva, perlopiù a casa a pulire e mettere a posto, secondo riti scanditi e ben regolari. Ciascuno di loro vive nel proprio mondo finché un giorno non si scoprono e, insieme, scoprono l’amore.

Nikki Hsieh interpreta Chen Ching

Ecco che il disturbo dei due ragazzi è solo un pretesto per far emergere le “stranezze” che sono parte di ognuno di noi e che ci rendono speciali l’uno per l’altra. “Stranezze” che acquisiscono il sapore di unicità, ma che tornano a essere weird quando c’è il disincanto. A un certo punto non capiamo più infatti se il disturbo OCD sia reale o se tutto sia un misto tra sogno e realtà.

A sottolineare ulteriormente le stranezze è anche la scelta dell’inquadratura 1:1, nella quale tutto rientra simmetricamente ma che risulta anche claustrofobica (come aveva già mostrato Xavier Doland in Mommy) e che torna ad espandersi per dare respiro ai personaggi quando la narrazione giunge a un punto di non ritorno.

Il mondo pop coloratissimo che ci regala Liao è anche un mondo pop fortemente brandizzato. Non sono affato pochi i rimandi a marchi quali All Stars, IKEA, Reebok, New Balance, e ovviamente iPhone. Da un lato questo ci potrebbe far pensare al passato intercorso tra produzione di video musicali e pubblicità del regista stesso. Dall’altro, ci mostra anche come il design di questi oggetti si cali perfetamente nel quotidiano. Oggetti di design di tutti i giorni i quali, senza che ce ne accorgiamo, usano colori destinati a risaltare o a essere complementari ad altri. Il regista vuole qui suggerirci che i brand sono forse l’ossessione del mondo moderno?

In I WeirDo Liao ci regala la sua visione pop dell’impegno e della paranoia dell’amore. L’apparente equilibrio e complementarità non sono solo una gabbia dalla quale ci vogliamo liberare? E la paura di essere lasciati, non riflette solo il nostro recondito desiderio di libertà?

Liao ha iniziato a lavorare nel settore dei media dopo aver frequentato la scuola di specializzazione in Applied Media Arts presso la National Taiwan University of the Arts. Oltre a lavorare in ruoli diversi per molti film, video musicali e spot pubblicitari, ha diretto sette cortometraggi ed è stato direttore esecutivo e direttore del montaggio del successo taiwanese You Are the Apple of My Eye (2011), che ha sbancato i botteghini in tutta l’Asia.

Per avere un vero e proprio assaggio di I weirDo si consiglia la visione del cortometraggio Parking con cui Ming-Yi Liao ha vinto il Filmic Fest 2019 – nella cui giuria figuravano personaggi quali Steven Soderbergh, Rachel Morrison, Matthew Cherry, Sean Baker, SallyAnne Massamini e Jed Brophy. Parking è a tutti gli effetti un incipit con protagonista il medico di Chen Ching e Chen Po Ching che scopriamo anche lui non essere esente da OCD.

di Clara Longhi