La Mostra attualmente esposta ai Musei San Domenico di Forlì, mi riporta alla mente alcuni film sull’eroe omerico. Innanzitutto Ulisse di Camerini del 1954 che allora io vidi in una situazione particolarmente suggestiva, su uno schermo allestito sullo sfondo del mare di Scilla, in provincia di Reggio Calabria, che nell’Odissea viene indicata (insieme a Cariddi) come uno dei mostri marini in cui Ulisse si scontra presso la Sicilia ,nel suo viaggio di ritorno ad Itaca.

Che appare nel film, poiché il regista realizzò le riprese esterne nei luoghi che videro il viaggio di Ulisse. Interprete dell’Ulisse di Camerini è la Star hollywoodiana Kirk Douglas, mentre Silvana Mangano è Penelope, Antony Quinn è Antinoo, uno dei Proci. Rossana Podestà poi è Nausicaa e Franco Interlenghi interpreta Telemaco, mentre nel ruolo di Cassandra troviamo la grande attrice di teatro Elena Zareschi.

Il film fu un grande successo. Registrò il maggiore incasso della stagione cinematografica 1954-1955, con un introito di un miliardo e ottocento milioni dell’epoca.

Le vicissitudini di Ulisse vengono raccontate anche nel televisivo Odissea: le avventure di Ulisse, realizzato a colori e trasmesso sul piccolo schermo nel 1968 in 8 puntate per la regia di Franco Rossi. E’ stata una grossa coproduzione italiana, francese e tedesca realizzata da Dino De Laurentiis con un cast di caratura internazionale: Ulisse è Bekim  Fehmiu; Penelope, Irene Papas; Telemaco, Renaud Verley; Elena, Scilla Gabel; Circe, Juliette Mayniel, tanto per citare alcuni personaggi omerici. Un  film grandemente spettacolare che narra  le incredibili peripezie di Ulisse che, finita la guerra di Troia, intraprende l’avventuroso viaggio per ritornare in patria, l’isola greca di Itaca. L’opera, che vede  in ogni puntata l’introduzione del poeta Giuseppe Ungaretti che legge alcuni versi del poeta, è divisa in due blocchi narrativi. Da segnalare nella realizzazione del film televisivo  la collaborazione di Piero Schivazappa, che ha girato l’episodio di Nausicaa, e di Mario Bava che diresse l’episodio di Polifemo con la collaborazione  del mago dei trucchi  Carlo Rambaldi, cui si deve la creazione di Polifemo operando con una maschera sul volto  dell’attore Sam Burke:  l’occhio e le palpebra della maschera erano manovrati a distanza e le mani e le dita del braccio articolabili. Grande successo anche di questa versione, che ha registrato  una media di 16,6 milioni di telespettatori a puntata.

Un’altra serie televisiva è L’Odissea del russo Andrej Koncaloskij, una miniserie liberamente tratta dal poema  epico di Omero prodotta da Francis Ford Coppola. In essa  il regista aggiunge alla storia elementi tratti dall’Iliade omerica e dall’Eneide di Virgilio. I ruoli principali sono rivestiti da Armand Assante (Ulisse) e Greta Scacchi (Penelope).

Il mitico personaggio di Ulisse appare anche nel Kolossal Troy, realizzato nel  2004  da Wolfgang Petersen. Un film incentrato sulla guerra di Troia, con protagonista Achille (interpretato da Brad Pitt) che rievoca le sue vicende epiche  e quelle di Ettore ed, appunto, Ulisse cui dà volto e vita Sean Bean: essi, si troveranno a  fronteggiarsi in battaglia. Nel film viene ricostruito l’episodio di Ulisse che in 12 giorni fa costruire il famoso Cavallo che deciderà, come tramandato da Omero, le sorti della città. Un Kolossal che si avvale di tante possibilità offerte dalla tecnologia moderna, che potrebbe essere anche utilizzata per narrare le complesse e avventurose  vicende di Ulisse. Siamo sicuri che ne verrebbe fuori un grande spettacolo.  

L’interesse del cinema verso  il poema omerico risale però al 1911 quando fu realizzata L’Odissea di Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padoan.

Il racconto inizia da Ulisse che si congeda dai familiari e parte da Itaca per partecipare alla guerra di Troia per continuare con Penelope ed il figlio Telemaco che dieci anni dopo sono alle prese con i Proci, quindi il ritorno di Ulisse, dopo la caduta di Troia, via mare, l’incontro con Polifemo al quale riesce a sfuggire nascondendosi tra le sue pecore, l’insidia delle sirene e l’approdo in  Sicilia dopo aver superato Scilla e Cariddi, la distruzione della nave da parte di Giove per aver ucciso onde cibarsene i buoi sacri con Ulisse che si salva a nuoto raggiungendo l’isola di Calipso, dove rimase per 7 anni. Infine, la sua partenza da Calipso con una zattera e l’arrivo, dopo  che viene travolto da una tempesta scatenata da Nettuno, all’isola dei Feaci dove  Nausicaa, figlia del re, lo scopre alla foce di un fiume, il suo racconto delle peripezie vissute e l’ottenimento di una nave per tornare a Itaca. Quindi il suo ingresso al suo palazzo travestito da vecchio, la strage dei Proci e il suo abbraccio con la sposa Penelope.  Un racconto dell’Odissea nella visione completa del poema omerico, raccontata a quadri, dove i trucchi furono considerati dalla critica dell’epoca  perfetti  e l’atmosfera fantastica è stata ottenuta da una buona ambientazione scenografica. Ma il risultato complessivo venne giudicato di scarso valore, al contrario delle opere realizzate successivamente.

La vicenda mitologica cantata da Omero  potrebbe trovare un  nuovo regista, affascinando gli spettatori non soltanto con le vicende del leggendario eroe ma anche con effetti  spettacolari di grande fascino. E la Mostra di Forlì potrebbe essere un ottimo stimolo per una nuova versione cinematografica.

di Paolo Micalizzi