Jerry Lewis e Dean Martin, una coppia che ci ha fatto molto divertire dagli anni Cinquanta in poi e che ci fa ancora divertire quando si ha occasione di vederli, insieme o da soli, quando i loro film vengono riproposti in televisione. Una coppia hollywoodiana che ha funzionato molto bene, che viene  raccontata in Dean & me da  uno dei protagonisti, Jerry Lewis, con l’aiuto del giornalista e scrittore James Kaplan, in un libro scritto nel 2005 e riproposto quest’anno da Sagoma Editore. Per il pubblico e per la critica italiana i  nomi di Jerry Lewis e di Dean Martin sono legati soprattutto alla loro attività cinematografica. In soli 7 annidal 1949 al 1956, hanno interpretato 16 film: a partire da La mia amica Irma del 1949 diretto da George Marshall fino a Hollywood o morte, appunto del 1956. Ma molto noti sono anche Occhio alla palla (1953) e Il nipote picchiatello (1955), entrambi di Norman Taurog, Artisti e modelle (1955) di Frank Tashlin. Riscossero molto successo e sono stati in testa agli incassi. Poi il loro rapporto s’incrinò ed ognuno continuò per la propria strada. Jerry Lewis interpretò poi altri 23 film: ne diresse 10, in uno solo dei quali non è interprete, Controfigura per un delitto (1969). Quando non era regista, Jerry Lewis si affidava di preferenza al prediletto Frank Tashlin. Ultimo film di questo sodalizio è Pazzi, pupi e pillole (1964) in cui l’attore è un simpatico pasticcione tuttofare in una clinica di lusso dove combina disastri a ripetizione e s’innamora di un’infermiera. E’ il solito personaggio lewisiano con le inevitabili esilaranti gag, che hanno caratterizzato le sue interpretazioni cinematografiche. Tra queste, non si possono non ricordare Il balio asciutto (1958), Il ponticello sul fiume dei guai (1958) e Il cenerentolo. Film in cui Tashlin, attraverso il personaggio disadattato e psicotico creato da Lewis, mette a punto quel tipo di cinema comico che susciterà, tra gli altri,  l’interesse di  Jean-Luc Godard. Come regista Jerry Lewis esordisce con Ragazzi tuttofare(1960) dove è anche soggettista e sceneggiatore, a cui faranno seguito, tra gli altri, L’idolo delle donne (1961), la parodia Le folli notti del dottor Jerryl (1963) e quella di 8 e ½ di Fellini dal titolo Jerry 8 e ¾ del 1964 che è una brillante satira dell’ambiente del cinema. Ma anche Tre sul divano (1966), una satira sulla psicanalisi, Il ciarlatano (1967) in cui è un impiegato di banca che scopre di essere il sosia di un famoso gangster e si trova coinvolto in una dura lotta tra bande internazionali rivali alla ricerca di diamanti nascosti: un film basato su un meccanismo alla Hitchcock. Sono film in cui Jerry Lewis non si limita ad essere divertente ma si rivela un regista di talento del cinema comico americano perché conduce il suo discorso critico sulla società  americana attraverso un cinema moderno che rinuncia al comico per il comico, alla gag per la gag. Dopo Bentornato  picchiatello (1979), sorta di collage del suo repertorio di gags che ha come filo conduttore le sventure di un clown, compare insieme a Robert De Niro nel film di Martin Scorsese Re per una notte (1983) dove si rileva, anche a causa della sua cattiva salute, che il suo smalto comico è un po’ appannato.

Dal canto suo Dean Martin, che arriva al cinema insieme a Jerry Lewis di cui è una sorta di contraltare serio ed in cui appare come cantante e seduttore, dopo la rottura con Lewis prosegue la sua carriera di attore lasciandoci personaggi con ruoli drammatici  come quello interpretato in I giovani leoni (1957) di Edward Dmytrick, ma soprattutto quello del vice sceriffo alcolizzato di Un dollaro d’onore (1959) di Howard Hawks che rimarrà nella memoria degli spettatori e della Storia del Cinema. Continuando con una serie di film girati con il clan Sinatra, tra cui figura anche il cantante e ballerino Sammy Davis Jr nei ruoli di simpatico sbruffone.

Sulla rottura tra Jerry Lewis e Dean Martin non se ne conoscevano i veri motivi. Il libro di Kaplan fa piena luce su quella che è stata, come recita il sottotitolo  dell’autobiografia, Una storia d’amore. Un’autobiografia in cui si parla poco dei film ma in cui Jerry Lewis  si dilunga con molti particolari soprattutto sulle loro vicende legate alla loro vita nei Club dove si esibivano: il loro incontro avvenne infatti nel 1946 sul palcoscenico del Club 500 di Atlantic City dove, Jerry si esibiva nel ruolo di comico e Dean in quello di cantante, riscuotendo successo al punto che da 350 dollari alla settimana arrivarono in poco tempo ai 5.000 dollari settimanali del Copacabana di New York.  Vicende, quelle narrate, che li legavano come due innamorati che si divertivano e si arricchivano.  Dopo la separazione, i due si incontrarono vent’anni dopo. Successe a Las Vegas dove Jerry Lewis stava conducendo Telethon ‘76. Dopo aver cantato presentò Frank Sinatra e. a sorpresa, invitò sul palco Dean Martin. Ed il loro fu un abbraccio molto forte. Jerry Lewis racconta anche che andò al funerale di Dean Martin, ed in quell’occasione a Frank Sinatra che gli disse: Amico mio, abbiamo perso un pezzo da novanta lui rispose: Non l’abbiamo perso, Dio l’ha solo spostato da un’altra parte. Anni meravigliosi, quelli di Jerry Lewis e Dean Martin, che vengono rievocati anche nella prefazione di Gary, figlio di Lewis, e nella postfazione di Ricci, figlio  di  Martin: entrambi  ricordano anche  come la coppia ebbe grande successo e che fu proprio quello a dividerli.

di Paolo Micalizzi