Quando spari ad un uomo devi ucciderlo, altrimenti prima o poi lui ucciderà te”. E’ uno dei 10 Comandamenti che Lee Van Cleef ( Somerville, New Jersey 1925 – Oxnard, California 1989) dà a Giuliano Gemma nel film “I giorni dell’ira” (1967) di Tonino Valerii, dopo che aveva ucciso il suo amico sceriffo che facendo finta di implorare pietà tenta invece di ammazzarlo. Una lezione che al Bounty Killer Lee Van Cleef sarà fatale perché nel duello finale tra i due, al termine del film, l’allievo Giuliano Gemma non lo risparmierà facendo frutto di quanto lui gli aveva insegnato.

E’ uno dei film in cui l’attore americano che grazie alla sua maschera dal volto duro e tagliente, con occhi obliqui e naso grifagno, dopo aver interpretato diversi ruoli secondari ed aver esordito come pistolero (è uno dei killer che insidiano il buon Gary Cooper) nel film “Mezzogiorno di fuoco” (1952) di Fred Zinnemann ed interpretato “Sfida all’O.K. Corral” (1957) di John Sturges, fa fortuna in Italia con i film di Sergio Leone.

Il regista romano, infatti, gli affida il ruolo dell’ex Colonnello Mortimer in “Per qualche dollaro in più” (1965) che poi riprenderà in “Il buono, il brutto, il cattivo” (1965), sempre di Sergio Leone.

Saranno quei film ad incominciare a dargli popolarità rafforzata poi con “La resa dei conti” (1966) di Sergio Sollima.

Nasce con il secondo film di Sergio Leone (seguito di “Per un pugno di dollari” 1964, firmato con lo pseudonimo Bob Robertson) la figura di un Bounty Killer dall’aspetto letale, munito di una Colt con la prolunga che farà morti a bizzeffe.

In “Per qualche dollaro in piùLee Van Cleef è un famoso pistolero che si associa all’”Uomo senza nomeClint Eastwood di “Per un pugno di dollari” nella caccia ad un sadico bandito messicano (Gian Maria Volontè), più per desiderio di vendetta che dalla cupidigia. Tra avventure e sanguinose sparatorie si arriva alla resa dei conti. Dove, a perdere è Il violento messicano.

Sarà poi “il cattivo” del film successivo di Sergio Leone Il buono, il brutto e il cattivo” (1966) dove insieme ad altri due avventurieri (Clint Eastwood, il buono, ed Eli Wallach, il brutto) durante la guerra di secessione americana cercherà di impadronirsi di un carico d’oro scomparso, nascosto in un cimitero. Oltre alle insidie che attraverseranno, campi di concentramento, battaglie , deserti e città distrutte, dovranno risolvere i contrasti tra di loro e nella resa dei conti finale sarà il Buono, detto il Biondo, che ucciderà il Cattivo e metterà il Brutto nell’impossibilità di nuocere.

Un film spettacolare come gli altri di Sergio Leone. Con tanta violenza ed innovazione del western. Sulla cui scia si muove anche “La resa dei conti” (1966) di Sergio Sollima dove Lee Van Cleef è un famoso pistolero che riceve l’incarico di catturare il giovane messicano Cuchillo (Tomas Milian) accusato di aver ucciso e violentato una ragazza. Ma una volta che riesce a catturarlo salterà fuori che non è lui l’assassino.

Un famoso pistolero, Lee Van Cleef lo è anche in “Da uomo a uomo” (1967) di Giulio Petroni. Sta dando la caccia a quattro banditi e sulla sua strada si mette anche un giovane (John Philippe Law) che sta cercando gli stessi banditi colpevoli del massacro della sua famiglia. In effetti lui ne cerca cinque, e viene fuori che il quinto è proprio Lee Van Cleef che lo aveva salvato dal massacro.

La carriera di Lee Van Cleef si sviluppa ancora nel ruolo del pistolero. Lo è anche in “Al di là della legge” (1968) di Luigi Stegani dove è un bandito che con dei complici sottrae a Novak (Antonio Sabato), un ingegnere minerario che su una diligenza sta portando le paghe a dei lavoratori di una Miniera. Ma quando i banditi minacciano quella Comunità, lui sarà nominato Sceriffo e la difenderà a fianco di Novak.

E’ ancora pistolero nei due film di Frank Kramer (Gianfranco Parolini) che ha per protagonista Sabata (“ Ehi amico…c’è Sabata. Hai chiuso”,1969 e “E’ tornato Sabata…hai chiuso un’altra volta”, 1971) dove si scontrerà con delle persone insospettabili che vogliono arricchirsi con rapine.

Ma la filmografia di Lee Van Cleef è cosi vasta da poterne dare completamente conto: oltre ottanta in totale, di cui una cinquantina prima dell’incontro con Sergio Leone. E nella prima cinquantina ce ne sono alcuni da Storia del cinema. Oltre al citato “Mezzogiorno di fuoco” di Zinnemannn, altri western come ”Il Kentuchiano” (1955) di Burt Lancaster che anche lo interpreta, ”Bravados” (1958) di Henry King a fianco di Gregory Peck, “Sfida all’O.K. Corral” (1957) di John Sturges ancora con Lancaster ma anche Kirk Douglas, “L’uomo che uccise Liberty Valance” ( 1962) di John Ford che ne è anche interprete insieme a James Stewart. Ma anche un film bellico come “La porta della Cina” (1957) di Samuel Fuller, ambientato nella guerra di Indocina dove lui è un capo comunista ucciso da una donna, una prostituta mezzosangue (Angie Dickinson) che sogna di dare un futuro al figlio in America e per questo accetta di condurre una pattuglia di legionari attraverso la giungla e le linee nemiche per far saltare un deposito di munizioni comunista.

Film bellico è anche “I giovani leoni” (1958) di Edward Dmytryk che si svolge durante la seconda guerra mondiale che ha come protagonista Marlon Brando nel ruolo di un giovane ufficiale entusiasta del Reich che si accorge poco per volta della follia criminale nazista ed entrerà in una grave crisi esistenziale : finirà ucciso da due soldati americani. Lee Van Cleef è un sergente dell’esercito americano.

Una delle ultime interpretazioni di Lee Van Cleef è in “1997: fuga da New York” (1980) di John Carpenter, ambientato in un’ipotetica terza guerra mondiale, dove è un Commissario di polizia che chiama il truce Jena Plissken (Kurt Russell) a liberare il Presidente degli Stati Uniti precipitato con il suo aereo e tenuto in ostaggio nell’isola di Manhattan trasformata in un gigantesco penitenziario nel quale i detenuti la fanno da padroni: un film allucinante pieno d’azione e di eccellenti caratterizzazioni.

Un attore di culto dei film western, Lee Van Cleef, cui anche Quentin Tarantino rende omaggio quando in “Kill Bill:volume 2” (2004) lo accosta al nome di Sergio Leone. Ma lo ha fatto anche dando al maggior Warren (Samuel L. Jackson) del film “The Hateful Eight” un abito che ricorda quello del colonnello Mortimer di “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone. Ma a Lee Van Cleef s’ispira anche il personaggio dell’attore Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) in “C’era una volta a…Hollywood”, sempre di Quentin Tarantino.

Omaggi che testimoniano come i personaggi da lui interpretati siano stati validi al punto di essere imitati. E per un attore è segno di grande popolarità.

di Paolo Micalizzi