Nei sondaggi della critica cinematografica (l’ultimo è del 2010 ed è stato effettuato dal Britsh Institute che ha interpellato separatamente 144 critici e registi di diversi paesi) Quarto potere, un autentico classico della Storia del cinema che ha rivelato la genialità di Orson Welles, è sempre al primo posto della classifica. Il film, come è noto, racconta la biografia di Charles Foster Kane, magnate americano della stampa, persona di umili origini diventato ricchissimo grazie ad un’inaspettata eredità ricevuta dalla madre. La sua biografia, nel film, viene ricostruita da un giornalista (Jerry Thompson), che dopo la morte di Kane, intervista le persone che gli sono state più vicine: l’ex moglie Susan Alexander, il collaboratore Bernstein, l’amico Leland, il maggiordomo Raymond. Il giornalista cerca di scoprire la vera natura di quel grand’uomo, rimasta sempre inafferrabile, lavorando sulla labile traccia dell’ultima parola da lui pronunciata sul letto di morte, Rosebud, il cui significato nessuno riesce ad interpretare. Il mistero rimane tale per i personaggi del film, ma viene svelato – almeno in parte – allo spettatore in una delle ultime inquadrature.

Il film, girato nel 1941, da un Orson Welles giovanissimo e all’apice della fama. Si era rivelato  realizzando il programma radiofonico March of Time in cui presentava un classico della letteratura adattato alla radio:  trasmettendo il 30 ottobre 1938 la notissima La guerra dei mondi, libero adattamento dell’omonimo romanzo di H.G.Wells, fece credere all’America di trasmettere in diretta lo sbarco dei marziani sulla terra: fu panico collettivo lungo tutta  la costa atlantica. Gli diede subito fama  e successo e gli aprì le porte di Hollywood. Dove , arrivato con un contratto della casa di produzione RKO che gli lasciava mano libera, dopo il tentativo di trasporre cinematograficamente Heart of Darkness (Cuore di tenebra) di Josep Conrad di cui girò solo la sequenza inziale, realizzò appunto Citizen Kane (in italiano Quarto potere), film che rappresenta un radicale mutamento del concetto tradizionale del “fare cinema”, suscitando tante discussioni per alcuni più o meno evidenti riferimenti al magnate della stampa Randolph Hearst nella figura del personaggio chiave Charles Foster Kane che era interpretato dallo stesso Orson Welles. Con questo film Orson Welles  fece una profonda incursione nella sfera del potere , mettendo in evidenza, come giustamente sottolineato, il dominio del narcisismo superomistico e  del feticismo tirannico del denaro. Il film divise la critica anche se l’autore era da essa molto amato, e non ebbe successo al box office. Ma fondò, come sottolineato unanimamente, il linguaggio del cinema moderno con un inedito piano-sequenza, profondità di campo con l’utilizzo del panfocus (l’obiettivo grandangolare), riprese dall’alto o dal basso, angoli visuali inauditi( mai nessuno aveva inquadrato i soffitti). E con Quarto potere ebbe inizio  quell’avventura che portò Orson Welles a diventare un Gigante (con la G maiuscola) del Cinema.

di Paolo Micalizzi