E’ stata una premiazione insolita ma lo stesso coinvolgente, quella dei David di Donatello, con un Carlo Conti solo in Studio e con i premiati in collegamento da casa propria. Ma è stato giusto non saltare un Evento tanto atteso e la determinazione della Presidente Piera Detassis è stata premiata da tantissimi consensi.

Come era prevedibile il film di Marco Bellocchio Il traditore ha vinto il David di Donatello conquistando ben 6 (ambite) statuette. Prevedibile non solo perché aveva avuto 18 nomination ma anche perché, diciamolo pure, è stato il miglior film italiano del 2019. Un’opera, Il traditore che conferma Marco Bellocchio come un autore la cui attenzione è rivolta, soprattutto, alla realtà italiana affidando i suoi messaggi a un linguaggio  concepito  come momento di intervento culturale e politico. Con occhio rivolto alla storia italiana  nella quale continua ad immergersi come testimoniato dalla prossima serie TV in sei episodi sull’Italia legata al sequestro Moro  intitolata Esterno notte dopo aver girato nel 2003 il film Buongiorno notte sui giorni della prigionia del grande statista italiano. S’intitola Esterno notte ha dichiarato il regista perché l’ottica della narrazione è capovolta rispetto al film che era tutta interna; qui, invece, è tutta sull’esterno e riguarda i personaggi che cercano o non cercano di salvare il prigioniero. Un altro capitolo cruciale della storia italiana, dopo Il traditore in cui descrive la figura del super-pentito Buscetta. Con Il traditore trionfa non solo Bellocchio avendo ricevuto il David sia per il miglior film che per la migliore regia. Trionfa anche Pierfrancesco Favino, un attore che sta mietendo un successo dietro l’altro dando vita a personaggi, l’ultimo è il Craxi di Hammamet,  molto approfonditi e resi  nel loro aspetto più vero. Premiato come miglior attore non protagonista anche Luigi Lo Cascio che qui ritorna al livello dell’eccellente interpretazione fornita nel film I cento passi dove aveva dato vita alla figura del giornalista e attivista politico Peppino Impastato, che verrà massacrato dalla mafia facendo passare la sua morte per suicidio. Il traditore conquista anche il David per la migliore sceneggiatura (oltre a Bellocchio è stata elaborata da Ludovica Rampoldi, Valia Santella e Francesco Piccolo): un riconoscimento anch’esso  molto importante, così come lo è quello per il miglior montaggio attribuito a Francesca Calvelli.

David per  ruoli  tecnici (costumi, scenografia, truccatore, acconciature, effetti visivi) al Pinocchio di Matteo Garrone, premiando cosi specificità professionali che molto hanno contributo al successo del film. Il duo comico Ficarra-Picone conquistano con Il primo Natale il David dello Spettatore avendo incassato quasi 13 milioni di euro ed è stato il maggior incasso dell’anno.  

Nella serata è stato reso Omaggio, per i cento anni della loro nascita, a Federico Fellini e ad Alberto Sordi. Ed attribuito un David speciale ad un altro mostro sacro del cinema italiano, Franca Valeri che il 31 luglio raggiungerà l’invidiabile traguardo di centenaria. Un’attrice Franca Valeri che per anni, sin dai Cinquanta, ha accompagnato  lo spettatore con le sue interpretazioni di signora borghese caustica ed ironica con tutti i vezzi, gli snobismi e le manie del periodo del boom italiano.  Premiate anche le attrici Jasmine Trinca e Valeria Golino, rispettivamente come protagonista in La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek (che ha conquistato anche il David per la migliore canzone originale) e come non protagonista di 5 è il numero perfetto di Igort.

Speravano in un maggior successo Martin Eden (che si è dovuto accontentare del David alla migliore sceneggiatura non originale di Maurizio Braucci e Pietro Marcello che è stato anche il regista) e Il primo Re di Matteo Rovere che ha conquistato il David per la migliore fotografia a Daniele Ciprì sempre molto più bravo in questo ruolo e dei David come miglior suono e come produttore.  Fa piacere che a conquistare il David per il miglior documentario sia stato Agostino Ferrente con Selfie, docufilm su due sedicenni di Napoli colti nelle loro speranze e incertezze nel passaggio alla maggiore età, e per il miglior cortometraggio Giulio Mastromauro che con Inverno, incentrato su una comunità di giostrai che si trova ad affrontare con il figlio più piccolo un inverno molto duro, conferma di essere uno dei migliori talenti del cinema corto. Già assegnato da tempo il David per il miglior film straniero a Parasite di Bong Joon-ho, autore coreano esploso a livello internazionale nel 2019. Particolare compiacimento per il David Giovani al film Mio fratello rincorre i Dinosauri di Stefano Cipani, prodotto con la collaborazione della Film Commission Emilia-Romagna: un fresco racconto di una formazione adolescenziale, il rapporto con il fratello minore nato con la sindrome di Down.

di Paolo Micalizzi