Una  donna bellissima Virna Lisi (nata ad Ancona come Virna Pieralisi l’8 novembre 1936) che come in un film felliniano  ti appare all’improvviso nel Grand Hotel di Rimini dove si stava svolgendo un Convegno sul grande genio del Cinema Federico Fellini. Una Visione che mi ritorna in mente nel vedere in televisione alcuni suoi film. Una donna bellissima, Virna Lisi, con una classe che difficilmente trovi nelle attrici di oggi.  Ha esordito giovanissima  nel cinema, era il 1953, con  il musicarello interpretato da Giacomo Rondinella …E Napoli canta di Armando Grottini dove riveste il ruolo di una ragazza di cui il cantante s’innamora e, che dopo alcuni equivoci, sposa. Un film strappalacrime, un genere che la vide interprete in qualche altro film fino ad avere ruoli di rilievo, dopo essere stata anche modella, in commedie di successo. Ad iniziare da Le diciottenni (1955) Mario Mattoli, dove è la studentessa modello Maria Rovani, sempre molto preparata e per questo emarginata dall’Ordine Cha cha cha creato da Marisa Allasio, che ne diventa presidente, al quale appartengono le diciottenni di un collegio. Ma anche, dirette dallo stesso regista, Totò, Peppino e le fanatiche (1958), Sua eccellenza si fermò a mangiare (1961) e 5 marines per 100 ragazze (1961). Commedie all’italiana che la videro interprete anche di Un militare e mezzo (1960) di Steno con Aldo Fabrizi, il piccoletto Renato Rascel ed il giovanissimo Terence Hill accreditato con il suo vero nome di Mario Girotti. Ma anche Il giorno più corto (1963) di Sergio Corbucci, film, composto da un cast di ottantotto attori, che in chiave umoristica racconta l’Italia negli anni della prima guerra mondiale. Film che puntano molto sulla sua bellezza, ma ce ne sono alcuni  dove emergono con tanta forza le sue doti di attrice. La donna del giorno (1956) di Francesco (Citto) Maselli, per esempio, che anche lei considera la mia prima prova realmente impegnativa ricordando anche i tanti schiaffi di Citto Maselli per obbligarla a piangere. Nel film è Liliana, un’indossatrice che tenta in tutti i modi di  arrivare al successo nel mondo dello spettacolo, accettando ogni genere di compromessi. Ma, alla fine, si renderà conto che tutti gli sforzi fatti non valevano il raggiungimento della meta.

Negli anni Sessanta la si vede anche in alcuni film francesi. In Eva (1962) diretto da Joseph Losey  è la moglie di Stanley Baker che durante una Festa alla Mostra di Venezia conosce una squillo di alto bordo, Eva (Jeanne Moreau) che segue poi a Roma perché ne è perdutamente innamorato. E lei, Virna Lisi, scoperta la verità, si toglie la vita.  Recita con Alain Delon in Il tulipano nero (1964) di Christian-Jacque ambientato durante la rivoluzione francese. Un film di cappa e spada, in stile Zorro, dove il divo francese è un bandito che cela dietro la maschera di furfante le doti di un gentiluomo.

Virna Lisi ha lavorato anche ad Hollywood, a fianco di attori famosi. In Come uccidere vostra moglie (1964) di Richard Quine è accanto a Jack Lemmon che riveste il ruolo di uno scrittore di fumetti che  incontra ad una festa, per soli uomini, una ragazza  della quale si innamora e poi sposa. Ma non resistendo all’idea del celibato , pensa di ucciderla: ma prevarrà il sentimento. Fu il primo film girato oltreoceano che gli fu proposto per sostituire Marylin Monroe che lo doveva realizzare (ma non fu possibile causa la sua morte) con Frank Sinatra, attore con il quale nel 1966 interpretò anche U-112 assalto al Queen Mary di Jack Donohue. Un altro film  è Due assi nella manica (1966) di Norman Panama. Hollywood voleva farne l’erede della Monroe,  ma, per lei le regole dello star system erano troppo restrittive ed il rischio era di essere relegata allo stereotipo della pin-up: ebbe il coraggio di dire di no e ruppe il contratto che l’avrebbe legata per altri sette anni.  Giusto il commento della stampa : Con quella bocca può dire ciò che vuole, riferendosi a quella celebre battuta che pronunciava  nella pubblicità di un famoso dentifricio ai tempi di Carosello. Ma altri sono i film che interpretò, una volta tornata in Italia, per registi stranieri. Uno è Il segreto di Santa Vittoria (1969) di Stanley Kramer dove recita a fianco di Anna Magnani (per lei è stata una vera emozione) ed Anthony Quinn. Un altro è L’albero di Natale (1969) di Terence Young dove è la fidanzata di William Holden.  Ma nell’elenco sono da mettere anche Il serpente (1973) di Henry Verneuil con Yul Brynner e Barbablù (1972) di Edward Dmytrik dove è l’ottava moglie del mostro, una soubrette americana che scopre che il marito, un facoltoso barone nazista, ha assassinato le precedenti mogli e le ha rinchiuse in un’enorme stanza-frigorifero: sarà salvata da un ragazzo ebreo che per rappresaglia uccide il crudele barone.

Quelli italiani, sono anni di successo, sia di critica che di pubblico. Prima i diradare i suoi impegni nel cinema e dedicarsi alla famiglia sono da ricordare altri film. In Signore e signori (1966) di Pietro Germi è la cassiera del  bar frequentato da Gastone Moschin che con lei sogna un’impossibile evasione. Un bar di una cittadina veneta, Treviso, in cui girano tra chiacchere e tradimenti i più vari pettegolezzi. Ma anche Arabella (1967) di Mauro Bolognini, dove è una principessina spregiudicata, specialista in truffe galanti, sempre compiute a fin di bene, che s’innamora poi di un ladro più furbo di lei (James Fox): sarà l’inizio di una nuova carriera, oltretutto confortata dall’amore. E  Tenderly (1968) di Franco Brusati: riveste il ruolo di Jolanda, una giovane che entra nella vita di un brillante medico sconvolgendola con i suoi sogni e le sue fantasie. Da ricordare anche i due film con Franco Nero Zanna Bianca (1973) e Il ritorno di Zanna Bianca (1974), tratti dal romanzo di Jack London e diretti entrambi da Lucio Fulci, dove riveste il ruolo di Suor Evangelina che arriva a Dawson, in Canada, dove si svolge la vicenda con l’intenzione di aprire un ospedale nella missione.  Ma nel 1977 fece ritorno nel cinema  per interpretare Al di là del bene e del male di Liliana Cavani: era la sorella di Nietzsche. L’incontro con la Cavani segnò, come ebbe a dichiarare, una svolta importante nella sua carriera d’attrice. Interpretò poi la madre del protagonista in Ernesto (1979) di Salvatore Samperi, tratto dal racconto omonimo di Umberto Saba, dove lei segue l’omosessualità del figlio cercando di capirlo ed aiutarlo. Ma anche La cicala (1980) di Alberto Lattuada dove è una bella donna sui quarant’anni, quasi sfiorita ma ancora bellissima, un’ ex cantante e prostituta che sposa il titolare di una stazione di servizio (Anthony Franciosa) del quale però s’innamora la figlia adolescente di lei (Barbara De Rossi). Ed iniziano i guai. Un film che le valse un David di Donatello come miglior attrice protagonista. Interpreta anche il film cult Sapore di Mare (1983) di Carlo Vanzina, dove è un’affascinante quarantenne di cui s’innamora uno dei giovani protagonisti. Vinse una altro David di Donatello ed anche un Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista. Da ricordare poi il suo ruolo ne I ragazzi di via Panisperna (1989) di Gianni Amelio dove riveste il ruolo della madre di Ettore Majorana, ma anche Buon Natale…buon anno (1989) di Luigi Comencini per il quale vinse,come attrice protagonista, il Nastro d’Argento e fu candidata al David di Donatello. Sono anni in cui fu anche molto attiva in televisione. Poi nel 1994 il ritorno al cinema con  La Regina Margot di Patrice Chéreau, dove interpreta Caterina de’ Medici, con il quale vinse al Festival di Cannes il premio per la migliore interpretazione femminile. Ma di premi nella sua carriera Virna Lisi ne ha vinti tantissimi. Altri ancora i film da lei interpretati. Ma non possiamo almeno non  ricordare i tre film di Cristina Comencini Và dove ti porta il cuore (1996), Il più bel giorno della mia vita (2002) per il quale si aggiudico il suo sesto Nastro d’argento, e Latin Lover, uscito postumo nel 2015 che è stato il suo ultimo film poiché la morte l’aveva colta il 18 dicembre 2014 a 78 anni. Nel primo, tratto dall’omonimo romanzo di successo di Susanna Tamaro, dà una prova fantastica nel ruolo di Olga, una nonna che attraverso il suo diario, porta chiarezza nella vita della figlia Ilaria e della nipote Marta. Ma una prova magistrale  la offre  anche in Il più bel giorno della mia vita dove è Irene, una donna ormai matura, che vive in una vecchia villa alle porte di Roma, legata ai ricordi del suo passato.

A suo ricordo esiste il Premio Virna Lisi, che è un riconoscimento alla carriera assegnato nell’ambito della Festa di Roma ad attrici italiane . Un riconoscimento che rinnova annualmente il ricordo di un’attrice molto bella e di gran classe.

di Paolo Micalizzi