Ha compiuto cento anni, il popolare attore Enrico Tedeschi, uomo soprattutto di teatro (ha lavorato con i maggiori registi italiani) cimentandosi anche nella rivista e nella commedia musicale. Per la generazione di Carosello è lo stralunato testimonial delle caramelle Sperlari.  Ma Gianrico Tedeschi è stato un attore versatile che ha anche interpretato una quarantina di film in cui emerge un personalissimo umorismo. Dotato di una recitazione sapiente e curata, dalla vena ironica, ha dato vita a tanti personaggi cinematografici. La sua prima apparizione è nel 1951 nel  film  Il padrone del vapore di Mario Mattoli, una commedia con Walter Chiari, Riccardo Billi, Carlo Campanini e Delia Scala. Con Mattoli girerà poi nel 1959 il film Non perdiamo la testa, una farsa che prende in giro i polizieschi all’inglese, dove è a fianco ancora una volta di Carlo Campanini ma anche di Aroldo Tieri, Ugo Tognazzi, Franca Valeri. La commedia è, appunto, il genere in cui soprattutto appare: Bravissimo (1955) di Luigi Filippo D’Amico, I pappagalli (1955) di Bruno Paolinelli, Susanna tutta panna (1957) di Steno, Carmela è una bambola (1958) di Gianni Puccini, La cento chilometri (1959) di Giulio Petroni e tanti altri film ancora. Ma lo chiamano per film drammatici a come Antonio Pietrangeli per Adua e le compagne (1960) incentrato su quattro prostitute  che, dopo la chiusura della “case” per la legge Merlin, accettano su proposta di un  affarista senza scrupoli di aprire un ristorante , per poi pentirsene, per farne una casa d’appuntamenti; Luciano Salce che lo inserisce nel cast di Il federale (1961), racconto satirico ambientato nel periodo fascista in cui riveste un ruolo importante, quello del poeta Arcangelo Bardacci, ex maestro di mistica del milite fascista Ugo Tognazzi che dovendo portare a Roma il suo prigioniero antifascista (George Wilson) durante il percorso va a trovarlo e scopre che invece di essere morto eroicamente in guerra, come gli dicono i suoi familiari, si nasconde nella soffitta di casa in attesa della fine della guerra e dell’occupazione nazi-fascista.  Poi, in Illibatezza, episodio di Roberto Rossellini nel film Ro.Go.Pa.G (1963), è lo psichiatra interpellato dal fidanzato dell’assistente di volo dell’Alitalia Anna Maria (Rosanna Schiaffino) per indicargli come liberarla dalle attenzioni ossessive di un passeggero americano:  consiglia alla donna di cambiare look diventando provocante ed aggressiva facendogli perdere così il suo interesse per la donna angelica e materna che vede in lei. Ed è anche lo Santo Romito Pantaleo, un anacoreta esperto in peccati nel film Brancaleone alle crociate (1970) di Mario Monicelli. Tanti altri ancora i personaggi cinematografici  impersonati da Gianrico Tedeschi. Limitandoci a fornire gli ultimi, citiamo  quello del Presidente del Tribunale in La presidentessa (1977) di Luciano Salce dove insieme a Mariangela Melato e Jonny Dorelli dà vita ad un trio spassoso coinvolto in tanti equivoci a causa della Melato, una soubrette che  viene creduta sua moglie dal ministro di Grazia e Giustizia (Dorelli) in visita al giudice vicentino, fustigatore di costumi. E’ anche un imbonitore nel film Temporale Rosy (1980) di Mario Monicelli, una gustosa macchietta di nobile decaduto. Per concludere la sua carriera cinematografica in Viva la libertà (2013) di Roberto Andò: offre, a 92 anni, un cameo nelle vesti di un ideologo, un vecchio saggio del maggior partito dell’opposizione. Una splendida prova di grande attore. Gianrico Tedeschi è stato anche un bravissimo doppiatore e nel cinema ha anche dato la voce ad attori del  calibro di Charles Boyer e Walter Matthau. Un grande  mattatore della scena italiana. Tantissimi Auguri, Gianrico Tedeschi.

di Paolo Micalizzi