Un gentiluomo dello schermo, ma non soltanto perché in tale ruolo si è distinto anche in teatro ed in televisione, l’attore Sergio Fantoni scomparso venerdi 17 aprile a 89 anni. Al cinema ha esordito  nel 1949  con Antonio di Padova di Pietro Francisci dove interpreta il ruolo di un Sultano che il protagonista, Fernando figlio di un pittore scomparso in guerra che si era fatto missionario, incontra in Marocco dove poi si ritira in un eremo per meditare e pregare. E’ poi Paolo nel film di Raffaello Matarazzo Paolo e Francesca (1950) sulla tragica storia degli amanti di Rimini.

Ruoli importanti poi  li  ha avuti  in Senso (1954)  di Luchino Visconti dove è Luca, un agricoltore veneto filo italiano nella Venezia alla vigilia della battaglia di Custoza ed anche in I delfini (1960) di Francesco Maselli dove è un dottore che entra a far parte dell’ambiente mondano ed elegante  di un gruppo di giovani borghesi di una città di provincia dell’Italia centrale. Ma anche in Nella città l’inferno (1959) di Renato Castellani, in Era notte a Roma (1960) di Roberto Rossellini e in Tiro al piccione (1961) di Giuliano Montaldo.

Negli anni Cinquanta e Sessanta è interprete  anche in alcuni film di genere, prima di trasferirsi ad Hollywood dove negli anni Sessanta visse un’intensa stagione professionale. Di quel periodo sono da ricordare le sue interpretazioni in Intrigo a Stoccolma (1963) di Mark Robson, regista per il quale lavora anche in Il colonnello von Ryan (1965), e nella commedia di Blake Edwards Papà, ma che cosa hai fatto in guerra (1966). Tanti i registi con i quali ha lavorato negli anni Settanta e Ottanta, tra cui prestigiosa è l’interpretazione nel film Il ventre dell’architetto (1987) di Peter Grenaway.

Fu tra i primi a capire le potenzialità della televisione  e diventò un popolarissimo protagonista  dei grandi sceneggiati. Tra quelli da lui interpretati grande successo ha avuto Ottocento (1959) di Anton Giulio Majano dove è Costantino Nigra, il protagonista del romanzo di Salvator Gotta da cui la fiction è tratta, ma anche Lungo il fiume e sull’acqua (1973), un thriller di Alberto Negrin dove impersona un professore accusato di avere assassinato una sua allieva. Da ricordare anche il suo ruolo di Alcide De Gasperi nell’omonimo sceneggiato diretto da Ermanno Olmi. Nell’attività  televisiva fu, suo malgrado, protagonista di uno scandalo essendo stato il primo attore maschile ad aver girato una scena di nudo frontale in Delitto di Stato, tratto dai romanzi di Maria Bellonci: interpretava il ruolo di Tommaso Striggi, il cancelliere del duca di Mantova e nella scena incriminata era a letto con la moglie (Eleonora Brigliadori) quando vengono sorpresi in un rapporto sessuale e nell’alzarsi dal letto compare completamente nudo, mentre la moglie è in vestaglia. L’ultima sua interpretazione è nell’episodio La voce dl violino del 1999 nella prima serie del Commissario Montalbano diretta da Alberto Sironi.

Da ricordare poi che nella sua attività teatrale , dove si è dedicato anche alla regia dopo un’operazione nel 1997 alla laringite, ha avuto nel 2002 il Premio alla Carriera intitolato a Ennio Flaiano.

Rilevante anche l’attività di doppiatore nel cinema, dove ha prestato, tra gli altri, la voce ad una star  come Marlon Brando nel ruolo del colonnello Kurtz in Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Ma anche ad attori famosi come Rock Hudson (Il gigante di George Stevens), Ben Kingsley (Gandhi di Richard Attemborough), Max von Sydow (Uragano di Jan Troell). Ed ancora, Alan Ladd in Gli uomini della terra selvaggia di Delmer Daves, Klaus Kinski in Aguirre, furore di Dio di Werner Herzog e Farley Granger, protagonista del film L’altro uomo- Delitto per delitto di Alfred Hitchcock.

Sergio Fantoni, un attore di rilievo, uno dei grandi della scena italiana tra Cinecittà ed Hollywood.

di Paolo Micalizzi