Insuperabile Totò, il Principe della risata, ma anche Peppino  non è un comico da poco. Peppino è Peppino De Filippo. Guardiamoli assieme, per esempio, in film come Arrangiatevi! (1959) di Mauro Bolognini o Totò, Peppino e…la dolce vita (1961) di Sergio Corbucci, come è capitato di vedere di recente nella programmazione televisiva. Nel primo, è un buon padre di famiglia alla ricerca di alloggio, che dopo tanti tentativi trova una dimora ampia e confortevole a buon mercato. Solo che non sapeva che trattavasi di  un’ ex casa di tolleranza, di cui il figlio che fa il militare che lo accompagna nel trasloco si rende subito conto ma è pregato dal padre di stare zitto. Da qui una serie  di equivoci cui incorre la famiglia, composta anche da donne che si trovano a dover litigare con ex clienti che, vedendo le persiane spalancate, pensa che le case chiuse siano state riaperte. Nel secondo, invece, che chiaramente è una versione comica del celebre film  di Federico Fellini, Peppino che è Sindaco di un paesino meridionale, viene inviato dai compaesani a Roma per chiedere aiuto al cugino Totò, che gli ha sempre detto di conoscere politici e gente importante, affinché possa essere realizzata da loro una grande autostrada che dovrebbe attraversare il Sud. Non sapendo che il parente conosce quelle persone perché fa il posteggiatore abusivo in via Veneto. Ed è lì che Peppino lo incontra  ma privo dell’abito del posteggiatore, ed inizia così a darsi alla dolce vita insieme a Totò. Conoscono due signore e vanno a ballare in un locale Vip, partecipano ad una Festa in un Castello principesco, ed altro ancora. Tutte scene derivate dal capolavoro di Fellini. Fino a che la verità non  verrà a galla ed il povero Peppino dilapidati i soldi che i paesani gli avevano dato per compiere quella missione sociale  ritornerà a casa con le pive nel sacco. Con Totò, Peppino De Filippo ha avuto sullo schermo un intenso sodalizio espresso in altri 7 film: prima del film di Mauro Bolognini avevano interpretato insieme  Totò, Peppino e i fuorilegge del 1956 (che gli valse nel 1957 un Nastro d’Argento per il migliore attore non protagonista), anno in cui li vediamo insieme (addirittura sono fratelli) anche in  Totò, Peppino e la malafemmina di Camillo Mastrocinque e nell’altro film dello stesso regista La banda degli onesti. Sarà poi insieme in Totò, Peppino e le fanatiche (1958) di Mario Mattoli e in tre film del 1960: Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci, Letto a tre piazze di Steno (Stefano Vanzina) e Totò e Peppino divisi a Berlino anch’esso di Sergio Corbucci.

Il sodalizio tra Totò è Peppino è uno dei più noti del cinema italiano.

Opere in cui Peppino fa sì da validissima spalla a Totò, ma  dimostra una personalità attoriale di grande spessore come si rileverà poi in alcune sue  singole  interpretazioni. Una di queste è il Dottor Antonio nell’episodio felliniano nel film  a otto mani (gli altri episodi sono firmati rispettivamente da Vittorio De Sica, Mario Monicelli e Luchino Visconti) Le tentazioni del dottor Antonio del film Boccaccio ‘70 (1961). Nell’episodio girato da Federico Fellini, Peppino De Filippo è  un censore moralista ossessionato (ed attratto morbosamente) da una biondona (e che biondona, trattandosi della giunonica Anita Eckberg!) che propaganda il latte su un cartellone pubblicitario. Il film, su idea di Cesare Zavattini, ha come filo conduttore la satira del moralismo e del puritanesimo.

Peppino De Filippo, non una semplice “spalla”, seppur di grande spessore, ma un attore tutto tondo da riscoprire.

di Paolo Micalizzi