Dopo quasi quattro settimane di isolamento, è probabile che molti di noi abbiano terminato la maggior parte delle serie tv e dei film più visti e conosciuti di Netflix. Se si scava un po’ tra i meandri delle produzioni più o meno famose, però, si può arrivare a trovare qualcosa di ugualmente interessante anche se meno pubblicizzato ed è esattamente il caso di Queen Sono.

Prima produzione originale Netflix africana, Queen Sono è uno spy drama creato da Kagiso Lediga e interpretata da Pearl Thusi (già conosciuta per la sua interpretazione in Quantico), Vuyo Dabula, Abigail Kubeka e molti altri attori africani.

L’intero team di Queen Sono durante la premiere.

In questi sei episodi della prima stagione, viene sviluppata la storia di Queen una giovane spia sudafricana che, tra una missione e l’altra, cerca di risolvere il più importante mistero della sua esistenza: la morte di sua madre, attivista politica uccisa quando la figlia era ancora piccola, in un momento cruciale della transizione post-apartheid. Queen è una donna forte ed indipendente, anche se spesso va oltre le regole stabilite pur di ottenere ciò che desidera, sia nel lavoro che nella vita privata. A contestualizzare la figura della giovane donna è il dibattito storico e geopolitico raccontato finalmente dal punto di vista degli africani, che non desiderano altro che costruire un Paese libero e giusto. Vengono trattati temi come il neocolonialismo, la diffusione del terrorismo come strumento di liberazione e i governi corrotti. La crew ha infatti deciso di mostrare al pubblico mondiale la vera cultura africana, attraverso paesaggi e lingue diverse.

Because of the layers and the specific window people have chosen to look through to view the African continent, the same message is being sent over and over again. It’s been entertaining, I’m sure, and beautiful sometimes to see, but it has not been very empowering for African people.” Pearl Thusi, Entertainment Weekly

Pearl Thusi in una scena di Queen Sono.

Lo studio della fotografia e dei colori è sicuramente di grande effetto, enfatizzato dalla musica di artisti locali e dall’utilizzo di vestiti tradizionali; tutto ciò, però, non nasconde completamente la mancanza di continuità che si può riscontrare in alcuni passaggi tra un capitolo e l’altro della storia. Con questa partenza si spera, quindi, che la prossima stagione possa essere ancora meglio e, come Queen, spingersi più in là per dar vita a una storia ancora più solida e intrigante.

di Alice Dozzo