Il comico Carlo Croccolo dietro la macchina da presa. E’ una bella curiosità sapere che un attore che ha deliziato la nostra infanzia e maturità al cinema, in teatro ed in televisione, aveva diretto due film, due western-spaghetti per l’esattezza, dove, tra l’altro, la violenza non manca.  Al cinema lo ricordiamo, poco più che ventenne, in 47 morto che parla di Carlo Ludovico Bragaglia a fianco del grande Totò con il quale ha interpretato altri film come Totòtarzan (1950) e Totò sceicco (1950), entrambi di Mario Mattoli e Totò lascia o raddoppia (1956) di Camillo Mastrocinque. In 47 morto che parla c’è una scena che spesso viene riproposta in Striscia la notizia dove il principe della risata esclama ….ed io pago  ed accanto a lui c’è Carlo Croccolo: un’occasione che lo riporta  alla memoria dello spettatore. Ma Carlo Croccolo ha lavorato anche con registi come Giorgio Bianchi, Giorgio Simonelli, Domenico Paolella, Vittorio De Sica, Alessandro Blasetti, Luciano Salce, Mario Bava, Nanni Loy, Giuseppe Tornatore, Luigi Magni, Dino Risi, Pasquale Squitieri, tanto per citare i  più noti: l’ultima sua interpretazione è in Vacanz… Ieri, oggi e domani di Lucio Ciotola e Fabio Massa, del 2014. In televisione lo ricordiamo, soprattutto,  in Il giornalino di Gian Burrasca (1964) di Lina Wertmuller, ed in tempi più recenti nella serie TV Don Matteo. Carlo Croccolo si è distinto anche come doppiatore dando voce, diventando per questo anche famoso, ai celebri comici Oliver Hardy e Stan Laurel. Ma ha doppiato anche Totò in alcune scene realizzate in esterno, a causa dei problemi alla vista del principe De Curtis. Nel 1971 i due western-spaghetti, che ha anche scritto, firmandoli con lo pseudonimo Lucky Moore, ma in cui si ritaglia anche un piccolo ruolo, comico naturalmente. In Una pistola per cento croci è  un goffo e balbuziente pistolero donnaiolo in una vicenda  in cui protagonista è Santana che fa giustizia del bieco fidanzato di Jessica che, alle dipendenze di una donna capobanda, ha messo gli occhi sulle proprietà della ragazza ricche di giacimenti d’oro. Ovviamente i “cattivi” moriranno tutti, compresa la capobanda, un ruolo di cattivo al femminile che era una novità nel western -spaghetti. Un film che ha tanti punti di interesse. Così come li ha Black Killer, interpretato dal bieco Klaus Kinski, dove Carlo Croccolo è un divertente vice sceriffo. In una storia ambientata nella cittadina di Tombstone assoggettata alla prepotenza dei fratelli O’Hara e dove arriva un abile pistolero (Klaus Kinski) che verrà subito nominato sceriffo: si scoprirà, però, che anche lui non è uno stinco di santo.

di Paolo Micalizzi