… In una delle grandi casse, ed erano cinquanta in tutto, sopra uno strato della terra di recente scavata, giaceva il conte!  Morto o dormiente, impossibile dirlo – ché gli occhi erano spalancati e impietriti, non però vitrei come quelli dei cadaveri – e le guance, nonostante il pallore, conservavano il calore della vita; e le labbra, rosse come sempre. Ma non c’era traccia di movimento: né polso, né respiro, né battito del cuore. Ho scorto gli occhi morti, e in essi, per quanto morti, ho visto uno sguardo di odio tale, sebbene non fosse consapevole di me o della mia presenza, che da quel luogo sono fuggito …

(da Dracula di Bram Stoker)

Nosferatu è pronto al il viaggio per diffondere nel mondo il male, portando con sé le casse che contengono la terra maledetta della sua sepoltura e con essa migliaia di topi, il mezzo di diffusione e contagio della pestilenza.

In questo periodo di pandemia da COVID-19, o più semplicemente Corona virus, siamo in molti in autoisolamento domestico a rifugiarci nella musica, nella lettura e nel cinema.

Alcuni canali televisivi colgono l’occasione per inserire nella loro programmazione qualche film catastrofico, sulle epidemie da virus, che il cinema ci ha regalato. Alcuni sono veramente notevoli, altri sono veramente infetti.

Eccone qualcuno per esorcizzare non solo Nosferatu ma anche il timore del contagio.

Il settimo sigillo (Ingmar Bergman 1957)

Inizio con un doveroso omaggio a Max von Sydow recentemente scomparso che nelle vesti del cavaliere Antonius Block dopo aver combattuto nelle crociate fa ritorno in patria. Trova un paese nel caos, flagellato dalla pestilenza in cui imperversano la disperazione, la paura e il fanatismo religioso. Qui la pestilenza è marginale rispetto ai temi principali del film in cui ad una ricerca di un Dio invisibile si contrappone una morte reale venuta a prenderlo. Il nobile cavaliere, per prendere tempo, la sfida ad una partita di scacchi entrata di diritto nella storia del cinema.

Andromeda (Robert Wise 1971)

In una cittadina del New Mexico la popolazione è colpita da un virus sconosciuto. Ne restano immuni solo un uomo anziano e un neonato. Alla squadra di esperti inviata sul posto spetta capire il perché e combatterlo. Il film è tratto dal romanzo The Andromeda Strain di Michael Chrichton, un modello di come si affronta un’epidemia, non per nulla Chrichton era un medico.

La città verrà distrutta all’alba (George A. Romero 1973)

Non ci sono i suoi amati zombie ma le persone di una tranquilla cittadina americana, divenute incredibilmente violente a causa del contagio dovuto alla solita arma batteriologica sfuggita dai classici laboratori segreti americani. Cittadini da un lato, esercito e Governo dall’altro ne faranno di ogni, i primi per effetto del virus Trixie si uccidono tra loro, i secondi per nascondere il fatto. La soluzione drastica è quella che oggi è adottata dalla Gran Bretagna: isolare il virus e aspettare che il morbo compia il suo lavoro.

Cassandra Crossing (George Cosmatos 1976)

E’un classico del genere epidemiologico/catastrofico anni Settanta. Due terroristi contraggono un misterioso e letale virus nel tentativo di piazzare una bomba nella sede dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. Uno degli attentatori per sfuggire alla cattura riesce a nascondersi su un treno diretto a Stoccolma. Il virus è ovviamente fuoriuscito dai laboratori degli esperimenti biologici made in USA.  Per evitare una catastrofe universale non resta che dirottare il treno verso Cassandra Crossing, un ponte pericolante in una zona sperduta della Polonia per farlo precipitare e liberarsi così dagli infetti. Sul treno però ci sono Sophia Loren, Richard Harris, Burt Lancaster, Alida Valli e Ava Gardner, potranno essere sacrificabili?

Ultimo rifugio: Antartide (Kinji Fukasaku 1980)

Un piccolo aereo da turismo precipita sulle Alpi in territorio italiano. Sull’aereo viaggiavano agenti segreti americani che avevano recuperato una fialetta contenete il virus MM88, un’arma batteriologica, creato nei soliti laboratori segreti americani e trafugato da agenti russi. Il virus, altamente infettivo, è in grado di aumentare la tossicità di qualsiasi altro virus rendendo così letale ogni malattia. Il virus si spande nell’atmosfera e parte la pandemia di quella che viene chiamata influenza italica causando morti in tutto il mondo. Non c’è cura e il genere umano rischia l’estinzione. I pochi sopravvissuti decidono di rifugiarsi in Antartide dove il freddo blocca l’infezione e provano a ricostruire una nuova civiltà.

Virus Letale (Wolgang Petersen 1995)

Qui la colpa è delle scimmie, in particolare di una bertuccia infetta che dall’Africa viene spedita negli USA e parte il contagio. Lo scoprono alcuni ricercatori medici intenti a debellare questo misterioso virus chiamato Motaba simile all’Ebola trasmesso attraverso i primati. Per trovare il vaccino, Dustin Hoffman e il suo team devono rintracciare “la scimmia zero”. Devono vedersela però con le forze militari che stanno nascondendo la malattia; o l’arma batteriologica? E’ un vero classico con tutti i crismi del genere apocalittico.

L’esercito delle 12 scimmie (Terry Gilliam 1995)

Siamo nel 2035, Bruce Willis è un detenuto che viene mandato indietro nel tempo per scoprire le cause di una catastrofe ecologica, che costringe i pochi superstiti dell’umanità a vivere nel sottosuolo per sfuggire al contagio di un virus letale. La causa sembra ricadere su un gruppo ecologista chiamato appunto l’Esercito delle 12 scimmie, che negli anni novanta avrebbe liberato un virus per ripulire la Terra dal suo male maggiore, la razza umana.

Blindness (Fernando Meirelles 2008)

In una città qualunque, un uomo fermo al semaforo con la sua auto di colpo perde la vista. Un medico gli diagnostica una malattia sconosciuta e ne resta contaminato a sua volta. Il morbo si diffonde rapidamente. Chi ne è colpito viene internato in un ospedale prigione per timore che il contagio possa espandersi. Qui si fa ricoverare anche Julianne Moore la moglie del medico che ha diagnosticato la malattia, pur essendo  l’unica a non esserne stata colpita. Utilizzerà questo vantaggio, che non rivelerà agli altri, per cercare di sopravvivere in quello che è diventato un inferno. Il film si ispira al romanzo Cecità di José Saramago che, fino a quando non è stato convinto dallo sceneggiatore Don McKellar, ne ha sempre impedito la trasposizione cinematografica temendo che diventasse un di film di zombie.

Contagion (Steven Soderbergh 2011)

Al ritorno da un viaggio di affari a Hong Kong, Gwyneth Paltrow si accascia al suolo. Sembra influenza ma non è così, troppo facile, perché muore poco dopo il ricovero. Si scopre così che ha contratto un virus chiamato MEV-1 che colpisce i polmoni e il sistema nervoso. Ovviamente il virus inizia a espandersi velocemente contagiando il mondo intero. Mentre si cerca una cura parte la caccia all’ormai famoso “paziente zero” in Cina, dove si è scoperto che il ceppo originario si è diffuso a causa di un contagio tra pipistrello e maiale. Quasi una premonizione del COVID-19.

93 Days (Steve Gukas 2016)

Racconta la storia degli operatori sanitari dell’ospedale di Lagos in Nigeria che a rischio della propria vita hanno contenuto con successo il diffondersi del virus Ebola. Un diplomatico americano-liberiano sviene non appena sbarca all’aeroporto di Lagos. Ricoverato in ospedale con sintomi febbrili nega fermamente di essere entrato in contatto con persone portatrici di Ebola. I medici non ne sono convinti e iniziano una corsa contro il tempo per contenere la diffusione di un virus che rischia di colpire una popolazione di venti milioni di persone per poi espandersi in tutto il mondo.

Oltre a questi citati c’è inoltre anche un filone di virus che creano zombie e mostri che vi risparmio riportando solo i titoli per gli appassionati del genere, non io.

Mimic (Guillermo del Toro 1997)

Resident Evil (Paul W. S. Anderson 2002)

28 giorni dopo (Danny Boyle 2002)

Io sono leggenda (Francis Lawrence 2007)

REC (Jaume Balagueró e Paco Plaza 2007)

The road (John Hillcoat 2010)

World War Z (Marc Forster 2013)

Train to Busan (Sang-ho Yeon 2016)

It Comes at Night (Trey Edward Shults 2017)

Light of My Life (Casey Affleck 2019)

di Silvano Santandrea