La Berlinale ha premiato il cinema italiano. E ciò fa riflettere positivamente sul buono stato di salute della nostra cinematografia, tenendo anche presente le cinquine dei David di Donatello. Un momento di grazia che speriamo il fenomeno del Coronavirus non comprometta visto che tanti altri autori potranno fare fatica ad emergere con la temporanea sospensione di tante produzioni cinematografiche e televisive.  Come è noto, il film di Giorgio Diritti Volevo nascondermi, che riporta alla ribalta sottolineando la visionarietà  e la natura primordiale e feroce della creatività del pittore naif Antonio Ligabue, ha ottenuto un importante riconoscimento con l’attribuzione dell’Oro d’argento per la migliore interpretazione all’attore Elio Germano. Ma l’Italia ha conquistato anche l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura attribuita al film Favolacce, opera incentrata sulla triste quotidianità di un sobborgo romano, diretto  da  Damiano e Fabio D’Innocenzo, i due fratelli che proprio al Festival di Berlino avevano esordito nella regia  con un film interessante come La terra dell’abbastanza ambientato  anch’esso nella periferia romana, sul mondo della malavita. Ed anche in questo film si è distinto Elio Germano confermandosi uno degli attori più amato d’oggi. Ma al Festival di Berlino erano anche presenti nuovi talenti della nostra cinematografia, come evidenziato anche nell’articolo di Jessica Milardo su questo Blog: il documentario di Luca Ferri, un regista indipendente che è anche sceneggiatore, direttore della fotografia e produttore, e il film di David Zamagni e Nadia Ranocchi Zeus Machine. L’invincibile, entrambi  presentati nella sezione Forum. Ma anche Semina il vento di Daniele Caputo che ha avuto l’anteprima nella sezione Panorama. Poi, nella sezione Generation il film Palazzo di giustizia di Chiara Bellosi e nella Berlin Critic’s Week il film Faith di Valentina Pedicini, senza trascurare la presenza al Berlinal Special Gala del film di Matteo Garrone Pinocchio.

Il film Palazzo di Giustizia, di Chiara Bellosi presentato alla 70a Berlinale nella sezione Generation.

Le cinquine dei David di Donatello, che saranno assegnati il 3 aprile  e che RaiUno trasmetterà in diretta, hanno poi evidenziato come nel cinema italiano la qualità dei suoi film continua ad avere una significativa consistenza: 18 nomination per Il traditore di Marco Bellocchio, il suo film  sul pentito di mafia Tommaso Buscetta; 15 per Il primo re di Matteo Rovere che rivisita in chiave moderna la storia di Romolo e Remo, ma anche per Pinocchio di Matteo Garrone, racconto di Collodi rivisitato nella interpretazione di Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e nella sorprendente interpretazione del comico Massimo Ceccherini che finora non aveva dato prove attoriali di grande rilievo. Nelle cinquine del miglior film ma anche per la migliore regia ci sono anche La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi che già era stato molto apprezzato per il film Fiore (2018)  incentrato sull’amore impossibile tra due detenuti in un carcere minorile, e Martin Eden di Pietro Marcello, altro nome di punta dell’ultimo cinema italiano. Tra gli attori, oltre a Luca Marinelli (chiamato in giuria al Festival di Berlino, e ciò è molto gratificante) per Martin Eden vi sono Pierfrancesco Favino (Il traditore), Toni Servillo (5 è il numero perfetto di Igort), Alessandro Borghi (Il primo re), Francesco di Leva (Il sindaco del rione Sanità) di Mario Martone, mentre  ad aggiudicarsi il David per la migliore attrice sono in lizza Valeria Golino (Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores), Valeria Bruni Tedeschi per I villeggianti da lei anche diretto, Isabella Ragonese (Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani), Linda Caridi (Ricordi? di Valerio Mieli) e Jasmine Trinca (La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek). Senza dimenticare le altre categorie che premiano i professionisti di  alcuni mestieri importanti del cinema (fotografia, musica, scenografia, ecc.): un altissimo artigianato che fa grande il cinema italiano. Fa poi piacere sottolineare che per i cortometraggi è stato premiato Inverno di Giulio Mastromauro, un autore di talento che rappresenta prestigiosamente le nuove leve del cinema italiano: un premio assegnato da una giuria di 10 persone presieduta da Andrea Piersanti.

di Paolo Micalizzi