Hollywood ha sconfitto Hollywood. Questo uno dei significati dell’attribuzione dei recenti Oscar a Los Angeles. Hollywood ha sconfitto Hollywood nel senso che il mondo della Mecca del cinema ha sconfitto la macchina del cinema hollywoodiano che da sempre ha cercato di privilegiare i prodotti spettacolari. Spettacolari nell’action, spettacolari nell’impostazione realizzativa, spettacolare nella rappresentazione dei sentimenti, spettacolare nelle scenografie, nelle musiche, nelle…….., ecc.

A scardinare il sistema, imponendo una vera rivoluzione il film sudcoreano Parasite di  Bong Joon-ho  che si è aggiudicato ben quattro statuette. Miglior film, regia, sceneggiatura originale scritta insieme a John-ho-Won, film straniero. I premi più importanti, cioè. D’altronde Parasite, dopo il trionfo al Festival di Cannes,  era stato una vera rivelazione. Un film dove emerge il contrasto tra due mondi, una lotta di classe  raccontata in chiave di commedia divertente che porta cosi un più ampio pubblico a riflettere sulle classi sociali. Su di esso si può anche leggere un’ampia analisi di Davide Armida.

I membri dell’Academy non potevano poi non premiare, sarebbe stato veramente assurdo, un attore come Joaquin Phoenix che in Joker ha offerto un’interpretazione straordinaria: alla Mostra di Venezia, purtroppo, il premio (Coppa Volpi) non gli è stato potuto essere attribuito a causa del regolamento che vietava che allo stesso film (aveva ricevuto il Leone d’Oro) fosse assegnato più di un riconoscimento. Hollywood ha reso giustizia. L’interpretazione di Joaquin Phoenix è veramente superba.

Laura Dern e Renée Zellweger ricevono l’Oscar, rispettivamente, come Miglior attrice non protagonista e Miglior attrice protagonista
(Photo by Rachel Luna/Getty Images)

Come è superba quella di Renée Zellweger nel restituirci un’indimenticabile Judy Garland. Meritate anche le statuette per gli attori non protagonisti Brad Pritt e Laura Dern e meritata quella attribuita ad Elton John per la sua canzone (I’m gonna) Love me again nel film Rocketman: accettabili gli altri premi. A dimostrazione che Hollywood ha sconfitto se stessa, la sconfitta di un film come 1917 di Sam Mendes che rappresenta il modello hollywodiano, ma che comunque non è per niente un film da trascurare perché ti coinvolge lasciandoti senza fiato in una storia che ancora una volta sottolinea la tragicità  della guerra e lo scempio della vita umana. Giustamente premiato per la migliore fotografia. Un altro sconfitto è Martin Scorsese con il suo The Irishman che pure aveva ricevuto ben 10 nomination.

Anche questo un significativo segnale della rivoluzione nei Premi  Oscar. Si continuerà ad Hollywood sulla strada di non puntare per forza sulle Major ma dare spazio a nuove realtà cinematografiche che si fanno apprezzare per le novità che portano nella cinematografia mondiale? Lo si spera.

di Paolo Micalizzi