Verso la fine dello speciale il noto attore americano Jake Gyllenhaal viene chiamato a parlare delle sue paure all’interno di un confessionale, quesito al quale lui risponde così: La mia più grande paura è perdere i miei cari o le persone che amo. E più o meno allo stesso livello, c’è perdere il mio iPhone. Troviamo una contrapposizione tra due paure, una condivisibile e una che sembra puramente frivola e che porta lo spettatore a ridere proprio per il forte contrasto con quella precedente. In un altro momento, l’attrice Natasha Lyonne risponde alla stessa domanda in questo modo: La mia paura più grande sono le scale mobili. Non mi piace il modo in cui si muovono e l’idea che si debba sapere quando salire. Un’altra mia grande paura è quando lo sciacquone si attiva da solo. E i disastri nucleari. Chernobyl. Qui la risata invece può o scaturire dalla tragedia o venire zittita da essa. John Mulaney & The Sack Lunch Bunch – terzo speciale comico dello stand-up comedian e autore del Saturday Night Live John Mulaney – è uno speciale fatto da adulti per bambini che non vuole edulcorare la tragedia, ma che vuole anche farli sorridere e non farli sentire invisibili.
John Mulaney in questo speciale, uscito su Netflix il 24 dicembre, è affiancato da un gruppo di quindici bambini tra gli otto e i tredici anni che prende il nome di Sack Lunch Bunch, letteralmente “squadra del pranzo al sacco”. Il comico dichiara fin dall’inizio il suo interesse nei confronti di quello che abita la mente dei bambini, nonostante lui in prima persona non sia intenzionato ad avere figli. Come spiega la citazione in apertura dello speciale, solo due categorie di persone dicono la verità: gli ubriachi e i bambini. John Mulaney & The Sack Lunch Bunch viaggia tra le incoerenze e le assurdità dei più piccoli attraverso canzoni e sketch. Dalle loro ossessioni alle loro domande più pure (in una canzone uno dei bambini si chiede se i fiori esistono di notte), dai loro slanci di gentilezza anche nei confronti degli sconosciuti ai margini della strada alle loro paure più sincere. Hanno paura dei clown a tal punto da non uscire di casa quando hanno saputo degli attacchi da parte di essi nel 2016, paura degli sconosciuti che possono entrare in casa loro, paura di morire affogati o nel sonno, ma anche paura di cose più semplici e che ti aspetteresti di più di sentire citate da dei bambini come insetti e serpenti.

John Mulaney incontra i bambini del The Sack Lunch Bunch

Il merito di questo speciale è quello di non prendere niente e nessuno per scontato. John Mulaney & The Sack Lunch Bunch nasce da un desiderio semplice: quello di offrire un’alternativa ai programmi per bambini offerti dai palinsesti odierni. Per farlo John Mulaney ritorna a quelli della sua infanzia sia per farne una parodia che per rinfrescarli. Un aspetto chiave che il comico ha sempre apprezzato degli show del passato è proprio quella vena malinconica che li attraversa. Oggi sembra invece che ai bambini debba essere servita una versione semplificata della realtà dove viene eliminata la tristezza in qualsiasi sua sfumatura. Così quando i bambini della Sack Lunch Bunch parlano delle loro paure con una tale innocenza, anche gli adulti imparano a vederli in modo diverso.
Lo speciale si divide tra semplici sketch, uno su tutti lo sketch dove un focus group composto dal Sack Lunch Bunch analizza l’ultimo film di animazione, e canzoni tra cui la meravigliosa Plain Plate of Noodles in cui uno dei bambini decanta le lodi della pasta in bianco e Pay Attention!, dove una ragazzina si lamenta degli adulti che tra telefoni e chiacchierate finiscono per ignorarla con l’aiuto di David Byrne, fondatore dei Talking Heads. Le guest star che costellano lo speciale sono scelte per i loro talenti e per strizzare l’occhio a un pubblico più adulto: dalle stelle di Broadway André De Shields e Annaleigh Ashford agli attori Richard Kind (riconosciuto dai bambini solo per aver dato la voce a un personaggio in A Bug’s Life) e Natasha Lyonne. Il cameo forse più straordinario e assurdo dello speciale è quello di Jake Gyllenhaal che per Mulaney diventa Mr Music, un bizzarro signore convinto che la musica sia dovunque e pronto a tutto per dimostrarlo al gruppo con esiti non proprio soddisfacenti.
John Mulaney & The Sack Lunch Bunch è un inno alla vulnerabilità, alla gioia, alla follia, alle domande che si ha sempre paura di fare, alle ansie: tutti elementi che accomunano i bambini e gli adulti. John Mulaney dimostra di essere capace di trovare quel difficile equilibrio che gli permette di non alienare nessuna parte del suo pubblico, di unire senza universalizzare il messaggio. La sua curiosità verso il flusso di pensieri di questi bambini lo porta a lasciarli parlare e a mostrarli nella loro fragilità e nella loro maturità. Lo stesso speciale è un flusso di pensieri sconnessi, ma che riesce a funzionare grazie alla sua immensa sincerità, perché John Mulaney vuole portare in scena le meraviglie dell’essere se stessi incondizionatamente, senza rischiare di essere giudicati dagli altri. Così quando le parole piene di ottimismo di André De Shields concludono delicatamente i 70 minuti di speciale, ci rimane solo da sperare che Netflix decida di produrne uno ogni anno, perché tutti, adulti o bambini, abbiamo bisogno di un’isola felice.

di Giada Sartori