Accendo la TV e vado nel panico, è già il 16 dicembre e non compare Una poltrona per due tra i film in programmazione per il Natale. Sono smarrito e preoccupato. Non è possibile. Non ci posso credere. Faccio zapping tra i canali televisivi, cerco sul digitale terrestre, sul satellite, niente. Allora scorro in avanti di qualche giorno la programmazione dei vari canali e finalmente eccolo là, c’è, così mi e ci tranquillizziamo subito tutti in famiglia.

Una poltrona per due appartiene a quella serie di film che sono ormai diventati una tradizione delle feste natalizie, senza i quali il Natale non sembra più tale, come l’albero con sotto i pacchi dono, il presepe, il pranzo dalla mamma, il panettone, la tombola e che, grazie a lei, la televisione non ci fa mai mancare. Sono film che abbiamo visto e rivisto più volte negli anni, di cui non solo conosciamo la trama ma addirittura le battute a memoria e di cui ormai non possiamo più fare a meno.

Faccio così una breve carrellata di queste pellicole natalizie. Non mi dilungherò nelle trame per pudore e per un senso di vergogna che le reiterate visioni mi impediscono.

Inizio proprio da Una poltrona per due (Trading Places), un film del 1983 di John Landis, interpretato da Dan Aykroyd, Eddie Murphy che viene ripetutamente riproposto ininterrottamente da 36 anni ogni Natale e noi continuiamo a ridere e a tifare per Louis Winthorpe III e Billy Ray Valentine perché la facciano pagare ai due milionari annoiati che per una sadica scommessa gli hanno stravolto la vita.

Chi di voi non ha mai visto Mamma ho perso l’aereo (Home Alone) un film del 1990 diretto da Chris Columbus? Macaulay Culkin è Kevin, un bambino di 10 anni che a Natale viene dimenticato a casa da solo dai genitori partiti per le vacanze e userà tutta la sua astuzia inventando una serie interminabile di trappole fantasiose per difenderla dagli attacchi di due ladri.

Che Natale è senza A Christmas Carol? Il film del 2009 diretto da Robert Zemeckis è un adattamento cinematografico del racconto Canto di Natale di Charles Dickens. Jim Carrey è il vecchio Ebenezer Scrooge, un ricco, avaro e insensibile che deve fare i conti con lo spirito del Natale passato, presente e futuro, per capire cosa si perde a non condividere un po’ di gioia e felicità con chi è meno fortunato di lui.

Non dimentichiamo La spada nella roccia (The Sword in the Stone) un film del 1963 diretto da Wolfgang Reitherman. Uscì negli Stati Uniti proprio il giorno di Natale del 1963 e fu l’ultimo ad essere prodotto prima della scomparsa di Walt Disney. E’ rimasto uno dei classici natalizi perpetuati nel tempo che ci racconta la storia dell’infanzia di Semola il predestinato a diventare il futuro Re Artù e del suo precettore, il mago Merlino.

Altro classico Disney natalizio è Pomi d’ottone e manici di scopa (Bedknobs and Broomsticks) del 1971, diretto da Robert Stevenson, in cui una giovane ed inesperta strega, Angela Lansbury, usa le proprie arti magiche contro l’avanzata dei Nazisti a bordo di un letto in ottone che fa volare battendo tre volte il pomo e girandolo a sinistra, con effetti speciali degni di nota per la bruttezza.

C’è poi l’immarcescibile Mary Poppins un film del 1964 diretto da Robert Stevenson, uno dei classici più classici di Disney, il prototipo della badante severa e rigorosa, che a Natale mandiamo giù come una medicina anche senza un poco di zucchero.

La TV ci ripropone anche Il Grinch (Dr. Seuss’ How the Grinch Stole Christmas) un film del 2000 diretto da Ron Howard. Il Grinch è Jim Carrey, un brutto essere verde, peloso, scorbutico e dispettoso, insofferente al buonismo del Natale, agli addobbi, ai troppi regali e progetta di rovinare questa festa a tutti gli abitanti della sua città. Ma alla fine rimane fregato anche lui dalla magia del Natale e diventa buono.

Per i più tradizionalisti ricordo un classico, La vita è meravigliosa (It’s a Wonderful Life) un film del 1946 diretto da Frank Capra. James Stewart è George Bailey, un uomo che per tutta la vita ha rinunciato a sogni e aspirazioni per aiutare il prossimo, e preso dalla disperazione, la sera della vigilia di Natale vuole suicidarsi. In suo soccorso interviene un simpatico vecchietto, che altri non è che il suo angelo custode, che gli mostra come sarebbe stato il mondo se non fosse mai nato.

Per chi vuole Babbo Natale ecco pronto Miracolo sulla 34esima strada (Miracle on 34th Street) nella doppia versione, quella originale del 1947 diretto da George Seaton e quella del 1994 diretta da Les Mayfield. Edmund Gwenn nel ’47 e Richard Attenborough nel ‘94, vestono entrambi i panni di Babbo Natale assunti con questo ruolo da un grande magazzino di NYC. Il successo tra i bambini a cui distribuiscono i doni è immediato e inaspettato, forse per la credibilità del personaggio, che sostiene, con incrollabile sicurezza, di essere proprio il vero e autentico Babbo Natale. C’è forse da dubitarne?

Qualche canale TV non disdegna di mandare in onda per le festività Sette spose per sette fratelli (Seven Brides for Seven Brothers) un film del 1954 diretto da Stanley Donen. Un musical con balletti ancora oggi straordinari. I sette fratelli sono i Pontipee, taglialegna rozzi e maneschi, che vivono tra le montagne in una baita sporca e disordinata perché nessuno fa i mestieri di casa. Le sette spose sono giovani donne del paese che si trova a valle. Adamo, il primogenito dei fratelli, decide di prendere moglie e sposa Milly, la cameriera della locanda del paese che si ritrova costretta ad educare e civilizzare lui e i suoi fratelli. Le altre sei spose vengono rapite dai fratelli e portate in montagna, dove sono costrette a passare l’inverno a causa di una valanga che ha isolato la casa. Finiranno per innamorarsi ciascuna del proprio rapitore, strettamente sorvegliate da Milly.

Ma questa profusione di pellicole costringe, per mancanza di spazio nei palinsesti televisivi, a lasciar fuori o ad alternare la visione di altri film degni del Natale. Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, The Nightmare Before Christmas, Fantasia, Il piccolo Lord, Polyanna, Un Maggiolino tutto matto, Polar Express.

Ora si sta affacciando alla ribalta delle programmazioni natalizie quello che pare destinato a diventare un nuovo classico delle feste, Frozen – Il regno di ghiaccio (Frozen) un film del 2013 diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, il 53º della Disney. Un film da femmine lo avrebbe definito con disprezzo a suo tempo mio figlio. Infatti non c’è bambina che non canti le canzoni di Elsa e che non abbia scritto la letterina a Babbo Natale per ricevere in dono la bambolina.

Ne dovrà fare di strada però per soppiantare l’immancabile e imperdibile capolavoro natalizio, Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music) con cui chiudo la carrellata. E’ un film musicale del 1965 diretto da Robert Wise, vincitore di 5 premi Oscar che rimane a tutt’oggi ai primi posti della classifica dei film più visti al cinema di tutti i tempi, figuriamoci se venisse considerata anche la diffusione televisiva. Qui Julie Andrews svestiti i panni di Mary Poppins indossa quelli di Maria, una giovane conversa che viene inviata dalla Madre Superiora a lavorare come governante dei sette figli dell’ammiraglio della Marina Imperiale austriaca Von Trapp, rimasto vedovo da alcuni anni. Il resto già lo conoscete.

Questo è quanto la TV ci propina ogni Natale, pertanto siete liberi di affondare nella poltrona e sorbirveli oppure di pensarla come Ebenezer Scrooge:

Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto allegro Natale in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!

Comunque la pensiate:

BUON  NATALE  A  TUTTI

di Silvano Santandrea