Il caso non esiste. Potrei riassumere la mia esperienza al Sedicicorto International Film Festival Forlì in questa frase.
Aver trovato quella candidatura, magari, è stato solo un caso fortuito.
E forse essere stato contattato, prendendo il posto di un ragazzo ritiratosi all’ultimo momento, è semplice e pura fortuna.
Al termine di questa intensa, briosa, fugace esperienza posso affermare che la casualità non esiste, esiste la sincronicità.
Mentre manteniamo un atteggiamento ricettivo e di apertura, lasciandoci trasportare dal nostro intuito e dalla nostra saggezza interiore, apriremo le porte alla “magia” che ci offre l’esperienza della sincronicità. Se sappiamo ascoltarla, può convertirsi in un’ottima guida delle nostre vite.
Riprendendo questo pensiero del filosofo svizzero Carl Gustav Jung, si potrebbe desumere che, al cospetto di situazioni inesplorate, spetta solamente a noi scegliere se rischiare o rinunciare, in base a come ci poniamo e reagiamo rispetto a tutto ciò che ci circonda.

Davide Armida ha partecipato al 16° Sedicicorto International Film Festival Forlì come supporto gestione Social Media (Ph. D. Armida)

Occorre svincolarsi dal fallace desiderio di sostare pedissequamente nell’ordinaria comfort zone, cogliere un’occasione, crescere, commettere errori, imparare, scoprirsi.
Aprire la porta alle opportunità proietta la nostra immagine in una dimensione oscura, sconosciuta, ma estremamente intrigante.
Questa esperienza mi ha teletrasportato nel mondo di Joana, Alessandra e Jessica: a loro un grazie enorme per la semplicità, la professionalità, la gentilezza e la fiducia concessami.
A Sedicicorto si viene catapultati nel misterioso e immersivo mondo dei cortometraggi. Ho avuto modo di partecipare ad avvincenti conferenze, incontrare registi e attori di tutto il mondo, mangiare (e fotografare) torte cinefile e cibo iraniano, degustare vini, ammirare la classe di Milena Vukotic, trascorrere intere giornate assieme a dei ragazzi e colleghi eccezionali: Giada, Alice e Kabir, senza dimenticare i due fantastici videomakers Mattia e Marco.
Menzione speciale per il mio compagno di stanza Kabir, il mio coinquilino, incredibilmente pacato, competente e anche spassoso e schizofrenico a momenti alterni.

L’Auditorium CariRomagna ha ospitato alcuni degli eventi del 16° Sedicicorto International Film Festival Forlì (Ph. D. Armida)

L’atmosfera di questo Festival è stata accogliente, coinvolgente, imperfetta, originale, leggera e in grado di farci sentire a casa fin dal primo istante, espandendo e amplificando l’Amore incondizionato per il cinema.
Il caso non esiste: frase con la quale ho esordito, scontratasi spesso coi pareri discordanti di chi, probabilmente, decide di deresponsabilizzarsi e che non osa mettersi in gioco.
Le cose non ci accadono grazie alle coincidenze, bensì per merito del coraggio che investiamo nel tentativo di oltrepassare paure e sfidare l’ignoto.
Nei cortometraggi tutto deve accadere in breve tempo, non perché ci sia poco da dire, ma per la consapevole scelta di polarizzare tutta l’intensità, liberandosi dall’effimero e puntando dritto all’essenza delle emozioni.
Da questa prospettiva, la mia prima breve esperienza assomiglierebbe proprio ad un cortometraggio, un piccolo viaggio dove la durata appare irrilevante e il valore intrinseco dei momenti ineguagliabile.
Un viaggio che auguro a chiunque: per quest’anno siamo arrivati ai titoli di coda, ma per ogni cosa che finisce ce n’è una che comincia. Il 2020 è alle porte e l’immagine lontana, ancora sfocata, della 17a edizione di Sedicicorto mi distoglie dal ricordo nostalgico e ancora vivido di un sentimento che ho tentato – spero dignitosamente – di celebrare con questo articolo.

di Davide Armida