Mercoledì 17 luglio 2019 ricevo un’emozionante email dalla segreteria del festival, che confermava la mia futura presenza come volontaria per il supporto ufficio stampa. Da quel giorno al 10 ottobre la mia mente è stata pervasa da paure, incertezze, dubbi, ma anche felicità ed emozione: il mio primo festival non è certo cosa da poco. Mi chiedo cosa si aspetteranno da me, se dovessi sbagliare o non risultare all’altezza che cosa ne penseranno. Tutto questo sparisce quando alla stazione incontro il sorriso stanco ma soddisfatto di Joana, che mette me e i miei tre colleghi subito a nostro agio. Dopo una breve riunione, rimango felicemente sorpresa dei compiti che mi vengono assegnati: scrivere articoli per il blog del festival è oltre quello che farebbe un semplice volontario. E così parte l’avventura.

Noto subito che ci sono moltissimi ragazzi della mia età, sia nello staff che nell’organizzazione. Mi sento decisamente più rilassata, con loro è più facile parlare e fare amicizia. Poi, però, scopro che anche moltissimi ospiti – giurati, registi, produttori – decisamente più grandi, sono delle persone molto affabili, disponibili e scherzose. Uno di questi è sicuramente Carlo Griseri, direttore di Seeyousound festival, al quale io e il mio collega Kabir abbiamo rivolto alcune domande per la nostra prima intervista. Anche Tommaso Valente, regista di The Passengers, lo conosco al bar mentre bevo un cappuccino e dopo avermi raccontato le sue avventure in Veneto, ha deciso di chiamarmi “Alice da Treviso” ogni volta che mi vede. Chiaramente, durante il party finale del festival, tra i fumi del barismo cordiale, la situazione diventa ancora meno formale rispetto al giorno e si parla per davvero con chiunque.

Carlo Griseri intervistato da Alice Dozzo e Kabir Yusuf Abukar (Ph. G. Sartori)

Tutto sommato, i giorni non sono troppo faticosi, dato che il lavoro sporco dell’ufficio stampa era già stato svolto dai professionisti. Io e Kabir dobbiamo solo presentarci agli incontri e scrivere delle brevi relazioni. Per questo ci viene insegnato a usare il gestionale WordPress: non avevo idea di cosa fosse, ora lo so, è facile e ho imparato una cosa nuova, interessante e che sicuramente mi sarà utile nel futuro. Più uno per il festival!

Nel tempo libero – che in questo festival era più di quanto pensassi – possiamo girare per le sale e assistere alle proiezioni dei cortometraggi. Dalla sezione NO+D2 per le scuole, ai corti iraniani (che purtroppo ho perso in pieno), ai corti d’autore: chi più ne ha più ne metta. In ogni caso il corto di Lanthimos rimane incomprensibile e criptico.

Auditorium CariRomagna (Ph. Alice Dozzo)

Sabato 12 è stata sicuramente la giornata più piena e soddisfacente. La mattina ho avuto la possibilità di assistere all’incontro Il corto in vendita, in collaborazione con France Tv e Rai Cinema Channel: un momento di discussione riguardante la sostanziale differenza della gestione economica della produzione e distribuzione dei cortometraggi in Italia e in Francia. È stata una conversazione interessante e ricca di spunti, per questo mi sarebbe piaciuto trovare nell’intera programmazione più eventi di questo genere, che possono avvicinare anche un pubblico diverso da quello semplicemente interessato al lato artistico dei corti.

Segue poi uno splendido secret party per lo staff, dove ci raggiungono le ospiti d’onore Milena Vukotic e Daphne Scoccia Andrea Carpenzano non è potuto esserci. Il clima accogliente e rilassato di questa casa tra le vigne è stato un toccasana per tutti, abbiamo spento il cervello per qualche ora prima di ricominciare con gli eventi pomeridiani. Il momento più bello di questo pranzo è stata la faccia della sig.ra Vukotic quando ha visto la torta preparata per lei – decorata con pasta di zucchero e alcune fotografie rappresentanti la sua carriera – e si è chiesta come si tagliasse una cosa del genere. Le due attrici sono poi rientrate in città, dove le aspettava Carpenzano, per le rispettive interviste. Io e il mio collega ci siamo occupati di redigere i report di questi incontri, quello di Milena Vukotic riguarda la sua lunga e prolifica carriera, mentre quello dei due giovani attori è più simile ad una chiacchierata “cosa farai da grande”.

Milena Vukotic e Daphne Scoccia con le loro torte speciali (Ph. Alice Dozzo)

Così finiscono questi quattro giorni, le aspettative, i dubbi, le paure e pure la frase “questo è il mio primo festival”. Penso di uscire da questa esperienza con tantissime cose nuove: ho imparato a pubblicare un articolo senza paura, ho imparato che non è facile gestire un festival e che se qualcosa non è andato bene si spera di migliorarlo per la prossima volta, ho imparato che spesso le decisioni prese d’impulso col cuore – come quella di candidarmi per questa posizione – sono le migliori e soprattutto ho imparato che il mondo è pieno di belle persone.

A presto Sedicicorto!

di Alice Dozzo