I critici cinematografici Alessandro De Simone e Carlo Griseri hanno dialogato questo pomeriggio con i due giovani attori presso la Sala Nassiriya nel Palazzo della Provincia a Forlì. Con loro è stato possibile ripercorrere l’inizio delle rispettive carriere nel mondo del cinema, che li ha visti coinvolti entrambi anche nel cortometraggio Via lattea (2018) di Valerio Rufo in concorso nella sezione Cortitalia.

Entrambi cominciano quasi per caso e raggiungono la fama in brevissimo tempo, lei con Fiore di Claudio Giovannesi, selezionato nella Quinzaine des Réalisateurs di Cannes nel 2016, lui con il film Tutto quello che vuoi (2017) di Francesco Bruni. Sono giovani e genuini, forse è proprio per questo che hanno conquistato registi di ogni genere: proprio Daphne spiega come, pur rimanendo con i piedi per terra e senza farsi inglobare nell’incasellamento del personaggio, cerca di sviluppare nuovi ruoli lasciando sempre una traccia di sé.

Da quei primi lavori agli ultimi Il colpo del cane (2018) di Fulvio Risuleo e Il campione (2019) di Leonardo D’agostini,  entrambi appaiono decisamente cresciuti a livello recitativo. Parlando di formazione Daphne afferma di sentirsi cresciuta, all’inizio forse aveva paura di rimanere incastrata nel personaggio perché era la prima esperienza, ma successivamente si è resa disponibile per ruoli diversi. «Mi sto evolvendo piano piano, sto crescendo sui vari set i vari progetti che mi propongono, voglio provare vari personaggi. Mi piacerebbe prediligere personaggi complessi con un forte carattere, una personalità marcata». Anche Andrea vede il suo percorso sui set come una  formazione continua, volta ad una maturità artistica sempre nuova e consapevole. Anche il fatto di avere insicurezze ti può salvare dalla gigantesca macchina del cinema a questa età.

Aspettiamo di vederli presto al cinema con i loro nuovi ed originali lavori.

di Alice Dozzo e Kabir Yusuf Abukar