Il pilota è un film che fa parte della trilogia di film usciti per celebrare i 70 anni della Repubblica Popolare Cinese (gli alti due sono My People My Country e The Climbers). La pellicola parla di un fatto realmente accaduto: nel 2018 l’aereo della Sichuan Airlines SU3688, partito il 14 maggio 2018 da Chengdu e diretto a Lhasa, si depressurizza.

All’inizio vediamo il pilota Liu salutare la figlia di 5 anni la mattina presto e prometterle di tornare in tempo la sera per festeggiare il suo compleanno. Il capitano arriva in aeroporto e si ritrova con gli altri membri dell’equipaggio per il briefing pre-partenza. Seguono alcune immagini relative ai passeggeri, ciascuno facilmente identificabile nel suo personaggio: la blogger, il cafone, la mamma, il tibetano credente…

Zhang Hanyu, interpreta il comandante Liu

Poco dopo il decollo ecco che il vetro di fronte al co-pilota inizia a crepare, in pochi secondi si frantuma e l’uomo viene catapultato fuori dal finestrino, se non fosse per la cintura di sicurezza sarebbe già tra le nuvole. Le ricostruzioni CGI sono ben fatte, in particolare queste del pilota a metà busto fuori dalla cabina sono forse le immagini più impressionanti.

Il comandante Liu fatica a tenere il comando dell’aereo e a salvare il collega, è quindi costretto ad alcune manovre e a scendere di quota per tornare a respirare un po’ di ossigeno. Le circostanze però si complicano: l’aereo è già sopra il plateau tibetano dove scarseggia ossigeno, e per arrivare all’aeroporto più vicino per un atterraggio di emergenza occorre attraversare una tempesta piena di fulmini e grandine.

L’attrice Yuan Quan, interpreta il capo degli assistenti di volo.

Grazie alle manovre di Liu, la porta della cabina di pilotaggio si apre (poiché per sicurezza non si può aprire da fuori) e, a fatica, il sostituto pilota torna in cabina e riporta dentro l’aereo il copilota che stava per morire congelato o per mancanza di ossigeno.

A sinistra il regista Andrew Lau, a destra l’attore protagonista Zhang Hanyu, il secondo da destra il capitalo Liu, gli altri il copilota e il pilota di sostituzione del volo SU 3688.

Nonostante non riesca a comunicare con la torretta di controllo il comandante Liu, ex-ufficiale dell’aeronautica, riesce a compiere un atterraggio di emergenza. Tra lo stupore e la gratitudine di tutti, il capitano Liu mostra la sua professionalità sino in fondo scusandosi con i passeggeri per “il disagio”.

Andrew Lau (Infernal Affairs) è riuscito a portare sul grande schermo una storia epica, con al centro un uomo comune. Una pellicola che sarebbe potuta uscire anche in altro periodo dell’anno, non necessariamente per le celebrazioni del 1° ottobre. Un film che nonostante una convincente parte parte centrale, dove ha luogo tutto il ritmo dell’azione, ha un inizio un po’ superficiale e generico e un finale fin troppo confuciano.

Dopo aver visto questo film, ogni volta che prenderete l’aereo vi augurerete di avere un comandate Liu in cabina di pilotaggio.

di Clara Longhi