Siamo un popolo di burattini. Tanti, sperduti ed impautiri, Pulcinella ed Arlecchino. Che alla parola guerra cercano di scappare. Per vigliaccheria. Per paura. Perchè piuttosto voltiamo le spalle. Ma siamo anche quel popolo che, avendo vissuto molteplici esperienze di invasioni, sa alzare la testa nel momento di massimo sconforto. E vogliamo armonia. Questo il senso dietro al documentario di Gianfranco Pannone Scherza con i fanti, evento speciale della 16° edizione delle Giornate degli Autori.

Un viaggio tragicomico nella recente storia bellica italiana e, allo stesso tempo, un canto per la pace. Un percorso, quello seguito dal documentario, che va dall’Unità d’Italia ai nostri giorni, per analizzare il difficile, sofferto e spesso ironico rapporto del popolo italiano con il potere e, più nello specifico, con il mondo militare e la guerra. Attreverso le preziose e toccanti immagini dell’Archivio Luce e i magnifici canti popolari e canzoni della tradizione musicale italiana, Scherza con i fanti prende spunto da quattro testimonianze, intime e profonde, che arrivano sottoforma di diario o epistolario amoroso. Si tratta delle storie di un soldato del regio Esercito durante il periodo del Risorgimento, di un autista di camion al seguito delle truppe coloniali in Etiopia nel 1935, di una staffetta partigiana e di un sergente della Marina Militare in Kosovo. Solo in apparenza storie private, che diventano espressione del passato di un popolo che con duemila anni di guerre alle spalle non dovrebbe che ambire alla pace.

Un’immagine da Schezza con i fanti (G. Pannone, A. Sparagna, 2019)

Parlando del suo documentario, Gianfranco Pannone ha dichiarato:

Canti popolari e diari di guerra per raccontare, non senza umorismo, il sofferto rapporto del popolo italiano con il mondo militare ed più ampiamente il potere. Questo ci siamo prefissati, senza dimenticare l’idea di un più universale inno alla pace, convinti che le drammatiche e assai spesso sanguinose vicende italiane, avvenute lungo ben due millenni, possano rappresentare un monito per tutti, pensandoo ai conflitti complessi di questo frangente storico.

Pannone lascia che ad accompagnare la sua ricerca attraverso le immagini dell’Archivio Luce siano le note sapientemente selezionate da Ambrogio Sparagna, fondatore, nel 2007, dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sparaglia ripesca canti popolari, canzoni di lotta, musiche della tradizione italiana per rafforzare il senso di strazio di un popolo che combatte tra la volontà di libertà (forse sono io che non voglio conoscere la paura, dice il giovane soldato davanti alla desolazione delle colonie) e quello di rivalsa contro uno Stato che è assente (Noi possiamo pure crepare. Noi diamo tutto alla Patria. Ma può in queste condizioni restare inalterato il nostro amor patrio?).

Scherza con i fanti ci mostra, in un climax crescente e costante, ciò che siamo stati; la drammaticità del nostro vissuto bellico; le nostre responsabilità nei confronti dei popoli oppressi e delle macerie che lasciavamo al nostro passaggio. Ma cerca anche di portare un messaggio di pace e armonia, invitandoci a non commettere più gli errori già fatti.

di Joana Fresu de Azevedo