Peppino Lo Cicero ha lavorato duramente per tutta la vita. Senza sosta. Con profonda dedizione alla Famiglia. Certo, quella composta dall’amata moglie e dall’adorato figlio. Ma anche quella del clan di cui è guappo e sicario professionista. Una vita fatta di agguati di camorra; di sparatorie negli angoli bui di una piovosa o polverosa Napoli; di tentativi di conciliare le fatiche del suo lavoro con la volontà di essere presente nell’educazione del figlio, troppo affezionato al mondo dei supereroi dei giornaletti a fumetti che divora nella sua cameretta in attesa che il padre torni per capire che è verso i criminali che bisogna essere solidali. Perchè senza di loro i buoni non esisterebbero. La vita di Peppino scorre serena tra i proiettili schivati e le tazzine di caffè copiosamente bevute. Fino a quando la sofferenza per la scomparsa della moglie non lo porta a decidere di andare in pensione. Lasciando che sia il figlio a proseguire nella tradizione di famiglia. Ma qualcosa di tragico accade, portanto Peppino a indossare nuovamente la fondina della pistola. L’uccisione del figlio, ad opera di un sicario affiliato al Clan rivale dei Lava innesca una serie di azioni e reazioni violente, che lo costringono a tornare in strada. E a cercare vendetta.

Toni Servillo e Carlo Buccirosso in 5 è il numero perfetto (Igort, 2019)

Igort inizia a disegnare 5 è il numero perfetto nel 1994, quando viveva a Tokyo. Ora quella graphic novel è diventata un film, presentato come evento speciale alla 16° edizione delle Giornate degli Autori, manifestazione che conferma la sua grande capacità di saper cogliere ciò che di più innovativo offra il panorama cinematografico internazionale. E di saper valorizzare le coraggiose produzioni italiane. Il rinomato fumettista italiano, inizialmente, aveva pensato solo di sceneggiare la trasposizione cinematografica della sua opera. Quando, nel 2004, la drammatica storia di Peppino Lo Cicero uscì per la prima volta all’estero, Johnnie To ne volle la prima opzione cinematografica; successivamente, arrivò l’interesse anche da parte di John Woo e Takashi Miike. Ma la realizzazione del film non riusciva a partire. Allo scadere per la terza volta dell’opzione sui diritti, Igort decide che voleva provare a farlo luji stesso, grazie anche al sostegno di Toni Servillo e Valeria Golino, che hanno aderito al progetto sin dall’inizio.

Ora, dopo il passaggio festivaliero alle Giornate il 28 agosto, da oggi (29 agost, NdR), 5 è il numero perfetto arriva in tutte le sale, distribuito da 01 Distribution con la collaborazione di Rai Cinema. Il suo autore/sceneggiatore/regista, nel parlare di questa nuova sfida dietro alla macchina da presa, ha dichiarato:

Non avevo mai diretto un film, ma la mia esperienza di autore di fumetti aveva forse affinato uno sguardo preciso. Il cinema è la nuova frontiera per me, una sfida che completa le mie altre attività di narratore e musicista.

Igort nel film 5 è il numero perfetto questa frontiera la supera e conquista, portando lo spettatore ad avere la sensazione di sfogliare ogni scena. Lo fa anche richiamando spesso e volentieri ad immagini della sua omonima graphic novel, che troviamo rievocata sui murales di Napoli nelle vie attraversate dai protagonisti. Le tavole del fumettista sardo (dalla fortissima impronta internazionale, dato il suo aver vissuto e lavorato a lungo non solo in Giappone ma anche in Francia) appaiono come uno story board perfetto per questo gangester movie in chiave partenopea. Riempiendo lo schermo di qei colori e quelle suggestioni che chi seguiva Igort come fumettista ritrova perfettamente rispettati in questo primo lavoro da regista per il cinema.

La tavola del murale di Lacreme Napulitane, che ritroviamo fedelmente riprodotto nel primo capitolo del film 5 è il numero perfetto

La scelta (e il trucco) degli attori protagonisti rispecchia alla perfezione l’immagine che i lettori si erano fatta dei suoi protagonisti. Toni Servillo conferma il suo carattere di istrionico e camaleontico interprete, passando con agilità da un Silvio Berlusconi per Sorrentino ad un fumettistico Peppino Lo Cicero con la stessa velocità con cui quest’ultimo è in grado di freddare un suo avversario.

Esattamente come già era successo nella versione su carta, anche nel film Igort fa un sapiente utilizzo del product placement, rendendoci la visione della nota salsa di pomodoro e del rinomato alcolico italiano assolutamente contestuallizati all’interno della scena.

Se è vero, come dice Peppino (è non vogliamo ritrovarci la canna della sua pistola alla tempia, quindi non saremo noi a contraddirlo) che la vita è terribile. e il bello è che tiene pure il senso dell’umorismo, noi non possiamo fare a meno di notare che il cinema di genere in italia è più vivo che mai. E che parte di questo merito lo si deve anche dalla sua capacità di interagire con la grande tradizione fumettistica del nostro Paese.

di Joana Fresu de Azevedo