La pre-apertura della 76° Mostra d’Arte Internazionale Cinematografica di Venezia avrà luogo la sera del 27 agosto, in Sala Darsena, con il film Estasi di Gustav Machaty. Ritorna cosi al Lido di Venezia, dopo 85 anni, un film che alla sua proiezione alla 2° Mostra (era il 1934) con il titolo di Extase destò scandalo per la scena di nudo integrale di Hedy Lamarr, ma non solo perché nel film vi è, per la prima volta, anche la scena di un atto sessuale, suggerito dai volti in primo piano dei due amanti. Che sono Hedy Lamarr e Haribert Mog, l’uomo con cui lei, giovane sposa di un marito anziano (Zwonimir Rogoz), intreccia una storia d’amore. Lei è una giovane assetata di vita  e d’amore. Un giorno va a fare il bagno in un lago, lasciando i vestiti in groppa del suo cavallo, che si imbizzarrisce e li porta via, allontanandosi a trotto verso un gruppo di operai che stanno costruendo un ponte agli ordini di un ingegnere. Sarà lui, Adamo, a riportaglieli e, ovviamente, si innamorano. Il marito di lei, umiliato, si spara e lei lascia l’amante. La scena del nudo come scrisse il giovane Michelangelo Antonioni, che aveva seguito la Mostra per il Corriere Padano, lasciò senza respiro gli spettatori, e fece correre un brivido in platea. Flavia Paulon, che per oltre 50 anni è stata una figura chiave della Mostra veneziana, ha scritto nel suo libro sulla storia della Mostra, intitolato La Dogaressa contestata, che il rumore e le polemiche create dal film destarono l’attenzione di Mussolini che volle sapere cosa stava succedendo al Lido di Venezia e chiamò a rapporto Luciano De Feo, che era direttore dell’Istituto per il Cinema Educativo e fra i principali organizzatori della Mostra. Questi, prese un aereo e portò il film a Roma, recandosi subito nella saletta di proiezione di Villa Torlonia. Mussolini, riferisce ancora la Paulon, che era d’umore nero, non disse nulla fino alla scena del nudo ed a quel punto rimase anche lui disarmato da tutta quell’estasi. Disse con voce un po’ innervosita: Però è una gran bella donna. Le pizze del film fecero cosi ritorno alla Mostra. Nasceva il primo scandalo della Mostra racconta Adriano Baracco in un suo articolo dal titolo Venezia segreta pubblicato nell’agosto 1960 su La Fiera del Cinema, aggiungendo, e la donna dello scandalo Hedy Kieslerova destinata a diventare Hedy Lamarr, era lì, accompagnata dal principe  di Starhemberg ed al suo passaggio l’attrice era seguita con occhi sfavillanti come se il fatto d’aver mostrato pubblicamente quanto aveva di più  segreto, la facesse maggiormente femmina delle altre.

hedy-lamarr-nuda-in-una-celebre-scena-di-estasi-1933-283500
Hedy Lamarr in Estasi (G. Machaty, 1934)

Hedy Lamarr nella biografia di Ruth Barton (Castelvecchi editore,2010) racconta cosi l’episodio: Tutto ciò fu filmato, senza che lei  fosse consapevole delle conseguenze di quanto stava facendo. Il regista gridò “ Se non giriamo questa scena, il film sarà rovinato, e tu ci dovrai pagare i danni”. Ma Hedy Lamarr protestava: “Non voglio. Io non voglio togliermi i vestiti. Pensavo ai miei genitori…per non parlare della troupe con cui stavamo girando, e il pubblico. Era impossibile!”. Hedy, si tolse quindi i vestiti. Ricorda che era una giornata ventosa ma calda, e la brezza le rinfrescava il corpo mentre si spogliava con circospezione dietro l’albero dal tronco più largo che aveva trovato. “Un profondo sospiro, dice, e  mi sono messa a correre a zig zag da un albero all’altro, fino a raggiungere il lago. Il mio unico pensiero era: Spero che venga filmato il tuffo. Evidentemente non andò cosi, scrive  Ruth Barton; Machaty, al microfono, incitò la giovane attrice a fare un’altra ripresa. Mi volevo  rifiutare, dice Hedy Lamarr, ma ormai non era possibile tornare indietro. Rabbrividendo ,sono tornata  di corsa al primo albero. Misteriosamente, qualcuno aveva messo lì  un accappatoio di spugna. Mi sono asciugata e ho aspettato il maledetto colpo di pistola. Questione di un attimo! Subito dopo, la voce nel megafono grido: ”Vai”. Di nuovo mi sono messa a correre zigzagando, battendo probabilmente tutti i record di velocità, ho nuotato  un po’ anche questa volta, e poi ho tirato fuori la testa dall’acqua. Questa volta la ripresa era venuta bene. Dichiarazioni, comunque, che contrastavano con  quelle della troupe che aveva partecipato alla produzione che affermava che lei avesse accettato consapevolmente le scene di nudo.

Il film destò anche l’interesse dello scrittore Henry Miller, l’autore del romanzo Tropico del cancro (1961) che in America ebbe una condanna per oscenità. In un saggio lo mise in collegamento con il romanzo di D.H.Lawrence L’amante di Lady Chatterly pubblicato tre anni prima. Henry Miller scriveva che ogni volta che  vedeva Estasi, ed era accaduto quattro – cinque volte, notava che il pubblico reagiva nello stesso modo, acclamazioni e applausi misti a fischi e mormorii di disapprovazione, dicendosi convinto che l’ostilità non avesse nulla a che vedere con la presunta immoralità  del film. Il pubblico – affermava – non è scioccato, ma indignato. Ed alla base dell’ostilità del pubblico c’era  la riluttante  ammissione della presenza di una forza superiore, una forza inquietante.  Alla proiezione veneziana le cose ,allora, andarono diversamente. Il cronista del Gazzettino di Venezia annotava che il film fu una gradevolissima sorpresa ed una rivelazione ed il  successo era stato calorosissimo.

Fu un film che ha legato indissolubilmente Hedy Lamarr al ruolo di icona sexy sia per la sequenza in cui compariva completamente nuda che per quella in cui lei era in piena esaltazione erotica.

Noi, il film l’abbiamo visto molti anni fa in proiezioni dei Circoli del Cinema. Siamo, e non solo noi, curiosi  di vedere l’effetto che  farà al Lido di Venezia la visione di questo film-scandalo  in un’epoca in cui sullo schermo si è visto di tutto e di più, compresi i film a luci rosse. Scandalizzerà ancora? Pensiamo di no, ma quella visione cosi rapida, in cui si vede e non si vede, darà senza alcun dubbio delle vive emozioni. E si guarderà sicuramente con attenzione sia perché è stato il primo nudo integrale della Storia del Cinema  sia perché porterà alla scoperta  del regista Gustav Machaty  che ha al suo attivo anche  un film come Erotikon del 1929  legandosi, come afferma una nota dell’Ufficio Stampa della Mostra di Venezia,  indissolubilmente all’idea di un  cinema spregiudicato  ed alla convinzione che sia il regista più capace nella rappresentazione della sessualità femminile. La visione a Venezia sarà  in 4K, grazie al restauro coordinato da L’immagine Ritrovata di Bologna.

di Paolo Micalizzi