Una canzone fischiettata accompagna la visione di Marcello – Una vita dolce di Mario Canale e Anna Rosa Morri, un documentario presentato al Festival di Cannes 2006 nella sezione Cannes classics riproposto anche in questi giorni su un canale televisivo italiano. Un omaggio ad uno dei più grandi attori della cinematografia italiana attraverso interviste raccolte in diversi momenti della vita dell’attore, brani di suoi film, immagini riprese sui set, i ricordi delle figlie Barbara e Chiara, di attori, registe e persone a lui vicine. Unite dalle musiche di Armando Trovajoli e con la voce narrante di Sergio Castellitto. Quella canzone fischiettata mi ha riportato alla mente  l’immagine della felicità vista  nel grande attore, da me vissuta in alcuni momenti. A Cap d’Antibes dove mi trovavo con un gruppo di ospiti (giornalisti, attori, registi) per la seconda edizione degli Incontri del cinema italiano a Nizza organizzati dal compianto giornalista dell’Ansa Franco Cauli. Comparve all’improvviso, insieme ad Ettore Scola, provenienti da Parigi, verso mezzanotte. Ci raggiunsero mentre  cenavamo  in un ristorante di quel celebre luogo della mondanità , e la sua apparizione mi fece grande impressione. Significava per me, ma non solo, una persona da “dolce vita” che incomincia a vivere  dalla mezzanotte in poi.

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Lo rividi anni dopo a Firenze : ero lì per una delle edizioni di France Cinema dirette dal critico Aldo Tassone. Stavo salendo lo scalone di Palazzo Vecchio per partecipare ad un Convegno, quando lo incrociai mentre  lui scendeva fischiettando felice e contento.

Era un uomo alla mano, Marcello Mastroianni, senza la spocchia di tanti uomini  di successo, come lui era diventato senza darlo a vedere. Lo ebbi a constatare nel 1995 a Ferrara quando stava interpretando il film di Michelangelo Antonioni Al di là e al di qua delle nuvole. Grazie ad Enrica, la moglie di Michelangelo, riuscii ad intervistarlo. Mi ricevette nel camerino allestito a Palazzo Schifanoia, set di alcune scene che, purtroppo, poi non sono state inserite nel film in fase di montaggio. Lo trovai che si stava truccando, e lui per nulla infastidito dalla presenza mia e del fotografo che mi accompagnava, si fece intervistare con naturalezza, sempre fischiettando. Sono immagini di un uomo felice che non scorderò mai.

di Paolo Micalizzi